1921 U.F. – “Sei personaggi in cerca di autore” in scena per la prima volta a Milano

Da COMOEDIA Num. 19 - 3 Ottobre 1921:

  • RASSEGNA TEATRALE: "Sei personaggi in cerca di autore " per la prima volta in scena a Milano
    Autore: U. F.

 

 

RASSEGNA TEATRALE: "Sei personaggi in cerca di autore" di Luigi Pirandello

II 27 settembre si è rappresentata per la prima volta a Milano Sei personaggi in cerca d'autore, commedia in tre atti di Luigi Pirandello, che, al Valle di Roma, la primavera scorsa, suscitò appassionate dispute e litigi che si chiusero a tarda notte, con furibonde cazzottature, nei dintorni del Pantheon. A Milano il successo di Sei personcggi in cerca d'autote é stato pieno e incontrastato. Ragione per cui abbiamo avuto modo di ammirare in una sola sera due cose veramente ammirevoli: una commedia originale e in molti tratti stupenda: e un pubblico che si mostrò straordinariarmente degno di ascoltarla. E con ciò non intendiamo dire che si mostrò degno di ascoltare un'opera d'arte con tutto il rispetto e I'intelligenza che si possono richiedere ad un pubblico ii tearro. Inteìdiamo dire qualche cosa di più e di diverso. Poichè con Sei personaggi in cerca d'autore Luigi Piiandello non ha soltanto per tre atti tenuto aperto il velario sopra un qualsiasi dramma umano, ma ha messo a nudo, dinnanzi agii occhi profani, proprio il segreto doloroso dell'arte, il penoso travaglio attraverso il quale l'artista esprime il proprio mondo del pensiero e dell'immaginazione, e ha confessato, con accenti profondamente appassionati e veri, per mezzo di figure carnali aventi voci e anima, il dramma in cui spesso l'opera d'arte è condannata a rimanere una cosa informe, non espressa, non interamente viva: condannata a morire prima ancora di essere nata. Poiché germinano nella fantasia dell'artista le idee per virtù di quella misteriosa e inebbriante forza che, una volta, in tempi più candidi, si chiamava inspirazione. E l'artista è costretto a seguirle per un tratto anche suo malgrado; esse prendono corpo e nome; incominciano a concretarsi e a comporsi in gruppi; sono persone quasi vive; si stabiliscono naturalmente dei rapporti fra di loro, e dall'insieme di questi rapporti sta per nascere un dramma, o un romanzo, o una commedia comica; quando, improvvisamente, un ostacolo inpreveduto, l'impossibilità di mettere d'accordo elementi contradditori, la mancanza d una soluzione logica, una subita antipatia che allontani l'artista dalle sue proprie creature, o anche una causa esterna qualsiasi, o il nascere intempestivo di una nuova idea più seducente, fanno si che il dramma, o il romanzo, o la commedia, abbozzati nella mente dello scrittore, non prendano mai una forma definitiva ed intera; m rimasti per breve tempo allo stato di caos, o molto relativamente e imperfettamente ordinati, poi a poco a poco svaniscono, ritornando nel nulla dal quale erano appena usciti. Tale è appunto il caso di Sei personaggi in cerca di autore, della commedia di Lugi Pirandello. Sono sei personaggi che per un momento hanno vissuto nella mente dello scrittore: il quale poi se ne è discosto e li abbandonò alla loro sorte. Essi cercano disperatamente qualcuno che riprenda l'opera iniziata da colui che li concepì e li faccia vivere di una vita piena, secondo la loro propria natura e i rapporti che fin dall'origine li legano, il padre libertino con la figlia traviata, la madre con il figlio, producendo così l'ineluttabile compimento del dramma per cui furono appunto concepiti. Ma come potranno essi trovare chi "esprima" questo loro dramma, poiché è venuta meno la forza animatrice, chiarificatrice, ordinatrice dell'artista? Chi presterà loro le parole per mezzo delle quali i loro senimenti e i loro pensieri si manifesteranno in modo adeguato, con piena verità e crudezza, senz'essere nè fraintesi, nè scoloriti, o ddirittura copovolti? Essendo personaggi di un dramm, concepiti per il teatro, essi si avventurano sopra un palcoscenico. si offrono a una compagnia di comici nella speranza che questi riescano ad immedeslmarsl in loro stessi, assumendo il compito proprio dell'artista, anzi creando unasoluzione di continuità, la dove naturalmente sta invece I'interruzione incolmabile di un abisso. Ma il tentativo è vano: poiché i comici non sono alla loro volta se non uno strumento dell'artista, lo strumento dell'espressione già pienamente realizzata da lui sulla carta: insomma il mezzo per cui materialmente la parola dell'artista può essere udita da una moltitudine, e le immagini della sua fantasia, vedute, in una incarnazione approssimativa, da migliaia di occhi. E i sei personaggi debbono definitivamente rinunciare alla vita: di schianto riscomparire nel nulla. E' difficile spiegare come questo tema sia stato svolto scenicamente; quanta quanta evidenza e umanitàquesto "dramma dell'espressione artistica" acquisti nella sua rappresentazione per mezzo di personaggi; e come di una materta senza dubbio meglio adatta ad essere trattata in altre forme, in un saggio critico, o magari in un romanzo, Luisi Pirandello abbia fatto una commedia. Questo scrittore da molto tempo ci ha abituati ad assistere, nel suo teatro, a cose temerarie audacie (proprio d'ordine tecnico) in confronto delle quali le famose "magie" di alcuni grandi vecchi commediografi sembrano giochi infantili. Tutti possono ricordare, ad esempio, il primo atto di Come prima, meglio di prima. Per cui vien fatto di pensare che, rifuggendo dalle situazioni semplici e rifiutandosi le più naturali facilitazioni per uscire dalle situazioni scabrose in cui pone se stesso e i propri personaggi, egli si compiaccia di creare a bella posta difficoltà sopra difficoltà, per il solo guto di superarle tutte una dopo l'altra nei modi più bizzarri e impreveduti. In questa commedia le difficoltà non si contano; sono incominciate nel momento stesso in cui la sua prima idea è nata, e si può dire che non fiiscano quando la tela cade sull'ultima sua battuta. Poichè proprio allora il pubblico deve giudicare, cessato l'effetto magico delle parole con cui l'autore lo ha incantato per tre ore di seguito, se è stato vittima di una burla (come qualche critico gli ha voluto far credere) o se tuto ciò che ha udito e veduto era fatto sul serio. Sul serio, senza dubbio. Così come seriamente I'entomologo svela al profano le misteriose vicende della vita degli insetti, che sembrano storie inventate per coprire di ridicolo la vita degli uomini: così come seriamente il matematico, tracciando sulla lavagna poche lettere dell'alfabeto, con un linguaggio che sembra una canzonatura, mostra come si risolva un problema sublime. Questo appunto ha compreso il publico del Manzoni coronando con replicati applausi la fine di Sei personaggi in cerca di autore, di cui aveva già calorosamente applaudito il primo ed in secondo atto. Luigi Pirandello dovette presentarsi più volte, contro le proprie abitudini, al proscenio. GIi spettatori videro così, per la prima volta, un uomo di una certa età, vestito di grigio, dall'aspetto savio e modesto, con una fronte piuttosto alta e nuda, e una piccola barba grigia à punta, che si inchinava a ringraziare. Sei personaggi in cerca d'autore ebbe dalla Compagnia di Dario Niccodemi un'interpretazione straordinariamente vivace, intonata ed espressiva. Vera Vergani - la figliastra - con una truccatura di una evidenza e di una verità che non avrebbero potuto essere più crude, seppe creare un personaggio solo a metà reale: cioè rimanere in quello stato di irrequietezza, di volubilità dolorosi come voleva l'imperfetta natura di cui l'aveva dotata l'autore. Sostenne senza un attimo di stanchezza una parte fra le più difficili di tutto il teatro contemporaneo. Pari al loro compito furono anche l'Almirante - il padre -, il Cimara - il figlio -, la Frigerio - la madre. Con maggior vigore ed efficacia poteva recitare il Magheri, nella sua parte di Capocomico. La commedia ha avuto nove repliche.

U. F.

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