1934 Fiorello Ellerio – Lettera a Lauretta di “Una donnina senza logica”

Da TEATRO PER TUTTI  Num. 11 - 1° Novembre 1934:

  • Lettera alla protagonista della commedia "Una donnina senza logica"
    Autore: Fiorello Ellero

 

 

Rappresentata per la prima volta la sera del 25 settembre 1934 dalla Compagnia dei Comici Italiani, diretta da Antonio Gandusio, al Teatro Odeon di Milano.

Lettera a "Una donnina senza logica" protagonista della commedia di Marco Reinach.

Cara Lauretta,

Come va ora? Meglio, peggio? La risposta che tu mi darai non so immaginarla. Con te, è inutile fare previsioni.Ti conosco da quando eri più piccina: sei entrata un giorno in un teatrino lindo  e profumato, discreto di penombra, affollato di belle signore e alla luce della ribalta hai iniziato a parlare per tuo conto, con una logica rorovesciata,' esorbitante dalle linee comuni, si sarebbe detto agitando una girandola di paradossi scoppiettanti e guizzanti come bengala. Il riiordo l'espressione stupita di molta gente che ti ascoltava: - C'è logica in quanto dice questa fanciulla? Apparivi così decisa, ferma e gagliarda e vivida nell'aureola della tua giovinezza che dal boccascena i i pulviscoli della luce s'allontanavano, diventavano evanescenti e quel tuo gioco di finzione breve, prendeva forma, corpo, sostanza nella più grande finzione della vita. Oh, quanto alla logica poi... Chissà che la tua non fosse la vera logica, qualla che non porta il collarino di pizzo e i capelli alla rococò e splende invece gaia, spensierata, travolgente contro tutto ciò che sa di vizzo e di stantio. Tu apparivi, Lauretta, fra quelle luci sommesse del teatrino ingigantita, nuova, e soprattutto viva e non so se tutti coloro che ridevano dinnanzi alla iridata corolla delle tue parole, vispe motteggiatrici del tedio e dell'abitudine, abbiano riso con leggerezza o abbbiano avvertito poi - in fondo - qualcosa di amaro. Noi credevamo, Lauretta, tu ti fossi ritirata, vinta dalla logica, altrui, invece... Invece sei tornata più agguerrita e più pronta, più fresca e mordace ma (te lo dico in uno orecchio) anche un poco illuminata da una intima soavità che, tratto tratto, ti faceva tremare la parola. E poi quanta umana tenerezza nei tuoi silenzi, nelle tue indulgenti e ritrovte qualità migliori: quanto slancio di appassionata abnegazione nel volere infine farti credere asservita alla logica altrui donando un figliolo a tuo marito... Anche le cronache si sono interessate di nuovo a te, alla commedia della tua piccola vita agitata e irrequieta. Hai letto i giornali? Il Corriere della Sera ha chiamato "garbata - piacevole e arguta" questa tua commedia, e ha aggiunto: "Sempre illogica Lauretta: ma serena ormai nell'armonia conchiusa della famiglia... Essa trae incitamento da accorte invenzioni sorrette da una meditata esperienza e da un'ampia conoscenza delle risorse comiche e tecniche del repertorio". E La Sera? Ascolta: "A questo punto finiva la commedia applaudita all'Arcimboldi... Ora il gioco continua con una simpatica fertilità di invenzione..." E Il Sole? "Il personaggio di Lauretta presenta, infatti i segni di un'inquietudine pronta e sollecita a rinnovare, distruggendo i vecchi dettami della logica, di giorno in giorno, l'esistenza con gaia vivezza di trovate, di intenzioni, di agile e festosa fantasia". Che vuoi di più Lauretta? Puoi gloriartene e dimostrare che la tua illogicità o è soltanto apparente o è più forte di quella logica che tutti proclamano maestra di vita. Buona fortuna! Cordialmente abbimi
 
FIORELLO ELLERO

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