1938 Marta Abba si è sposata e ha abbandonato il teatro

Da IL DRAMMA Num. 276   15 Febbraio 1938:

  • La Signora Millikin
    Autore: Redazione

 

 

La Signora Millikin

Il 28 gennaio a Cleveland (Ohio) Marta Abba, l'attrice dalle caste leggende e dall'assoluta dedizione all'Arte, ha sposato il signor Severance A. Millikin, ricco industriale americano. Ed ha abbandonato per sempre il teatro. Abbiamo cosi perduto un'attrice cne ci era molto cara, poichè Ia Arte era vera ed inconfondibile. Fra tutte Ie giovani attrici di oggi, quelle che appartengono alla generazione attuale, solo Marta Abba possedeva quella fiammella divina che mette le interpreti sul piano della più grande illuslone. Era apparsa adolescente sulla scena in uno stile inconfondibile, entro circoli di sogno: calava nella poesia dell'autore. immagine ella stessa della poesia drammatica. Fu la creatura prediletta da Pirandello e certo la migliore interprete del Maestro: dal teatro pirandelliano ebbe il meglio per la sua Arte a quei personaggi donò Ia sua anima, e da essi fu ossessionata. Poi venne un periodo tormentato di incertezze e, forse, di timori; ribelle per natura, credette di non essere abbastanza amata in Italia. Ed accettò di recitare a Nuova York, in inglese, una commedia di autore francese. Ora ha sposato un americano, E' avvenuto, cioè - per noi che la conoscevamo da vicino - con una devozlone grandissima di ammirazione - ciò che non avremmo mai immaginato. Vuol dire che nella vita esiste ancora quella grande realtà che può farci credere all'impossibile l'amore. Per questa ultima fiaba del mondo, Marta Abba na a abdicato: almeno ci auguriamo sia solo per questo. Il nostro pensiero farà meno fatica a convincerci che abbiamo perduto Marta come italiana e come attrice. E che i "suoi"  personaggi non vadano mai a turbare la serena pace della signon Millikin.

REDAZIONE
 
Nelle fotografie: Sergio Tofano e Amelia Chellini nella commedia di G.M. Jennings "Vicende di famiglia". Una scena di insieme della nuova commedia di Giuseppe Bevilacqua "Ghibli" portata al successo dalla Compagnia Melato-Carnabuci-Sabbatini

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