1942 “I ciliegi a Roma” – Leonida Rèpaci

Da IL DRAMMA Num. 369 - 1 Gennaio 1942:

  • "I ciliegi a Roma" di Hans Homberg - Leonida Rèpaci
    Autore: Redazione

 

 

I CILIEGI A ROMA di Hans Homberg
Rappresentata dalla Compagnia del Teatro Odeon di Milano con Renzo Ricci e Andreina Pagnani
Sulla Commedia di Hans Homberg rappresentata in Italia il 1° Dicembre , discordi sono stati i pareri della critica, ma tutti però hanno riconosciuto il talento e lo spirito di questo bravissimo autore che è, si può dire, alla prima prova decisiva del suo teatro, giacchè da questa commedia ha avuto maggiore risonanza dopo la rappresentazione al Teatro di Stato di Berlino fino alla rappresentazione italiana. Leonida Rèpaci, mitigando gli entusiasti e gli scontenti, crede di poter porre I ciliegi a Roma su un piano equilibrato di giudizio, trovando che "la qualità più notevole dell'opera è quella di aver creato certa malinconia di sapore storico in cui si ritrovano tutti i personaggi della commedia; da Lucullo arrivato al dolce abbandono dell'epicureo per una estrema difesa della sua civiltà spirituale e fisica, al cuoco Falisco che non si conforta d'aver perduto con la ricchezza la memoria delle sue ricette culinarie; da Lucilla che ripiega su Marzio seguitando ad amare in lui ancora Lucullo; a Pompeo che agisce in nome di una necessità destinata a bruciare via via le tappe della sua gloria e del suo destino; da Trigane nel cui cuore di barbaro la magnanimità di Lucullo germina fiori mostruosi di ingratitudine e di ribellione, a Marzio nel quale l'amore di Lucilla e la gioia della vicina paternità non placano la divorante inquietudine". Di questa opera comunque significativa che siamo grati di averci fatto conoscere, pubblichiamo varie scene con gli interpreti principali; Renzo Ricci , Andreina Pagnani, Luigi Carini, Mario Brizzolari, Tino Bianchi, Giovanna Galletti (Servizio fotografico espressamente eseguito per "Il Dramma" da Renato).
 
Leonida Rèpaci visto da Onorato
Rèpaci è calabrese e vive con la spada in mano; da questa origine e dal continuo desiderio di battersi, le sue critiche drammatiche settimanali sembrano stare in guardia aspettando l'avversario. Qualche volta scende in campo Ramperti, l'unico dei critici milanesi che ama tenzonare. Certo per questo continuo desiderio di battaglia, Onorato lo ha visto color limone; ma chissà mai in una prossima galleria a quale colore vedrà Ramperti.
Rèpaci si occupa di critica drammatica e letteraria dal 1937, ma prolifico scrittore, ha al suo attivo anche delle commedie: La vampa è una tragedia moderna del 1927, La madre incatenata è una tragedia del 1935, L'attesa è una commedia che nel 1930 abbiamo pubblicato noi; infine ha scritto vari atti unici, alcuni anche rappresentati. Le sue critiche settimanali dal 1937-38 e 1939-40 sono già state riunite in due volumi col titolo: Ribalte a lumi spenti.
 
 

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