1942 “Un gradino più giù” commedia in tre atti di Stefano Landi

Da IL DRAMMA Num. 379 - 1 Giugno 1942:

  • "Un gradino più giù" commedia in tre atti di Stefano Landi
    Autore: Redazione - Caricatura di Onorato

 

 

UN GRADINO PIU' GIU' Commedia in tre atti di Stefano Landi
Rappresentata il 12 maggio al Teatro Manzoni di Milano dalla Compagnia Nazionale dei Guf, diretta da Venturini, con Paola Borboni e Salvo Randone, per la regia di Nino Meloni.
 
"Un bellissimo successo, conquistato con una commedia difficile, tormentata concettualmente e nella psicologia dei personaggi; nera e fonda, ma, giù, con una mestizia misericordiosa di luce". "Ouest'opera ha i caratteri del poema drammatico". RENATO SIMONI
"E' la più bella commedia che Stefano Landi abbia scritto; certo la più densa di pensiero e di sofferenza". "ln nessuna commedia sua, come in questa, Stefano Landi ci appare il legittimo discendente, oltrechè per sangue, anche per artistiche attitudini di Luigi Pirandello. Clima e personaggi di questa commedia sono pirandelliani. Pirandelliana è anche la natura del problema che si pone". "Ma la personalità di Stefano Landi, che ad ogni nuova prova si afferma, meglio delinendosi, non soffre di questa discendenza. Nell'orbita del grande padre, Stefano vive della sua luce". CARLO LARI
"UN GRADIN0 PIU' GIU' fu accolta con tutti gli onori possibili per il suo merito e il suo ardimento". "Stefano Landi ha voluto e saputo arricchire, con la figura di Gianna, il teatro moderno di una nuova Antigone: creazione che basterebbe da sola ad onorare un ingegno di autore italiano". MARCO RAMPERTI
"Un lavoro, comunque lo si giudichi, cha onora ancora una volta il Teatro e l'intell'igenza". "Una indimenticabile interpretazione, se volete proprio saperlo. E finiremo con un'altra lode, per il pubblico, che intendendo appieno l'arte sopraffina di Stefano Landi, ha decretato alla commedia e all'autore uno dei successi più signilicativi di questa stagione teatrale". F. M. PRANZO
"Un successo caloroso quanto convinto. Progressivamente conquistato. La commedia è interessante: aspra, rude, scattante, non teme di giocar d'audacia con le situazioni e con le parole, L'autore, Stefano Landi, è figlio di Luigi Pirandello; e in questa come in altre opere sue, sempre accolte favorevolments dal pubblico, sono presenti alcuni riflessi della grande arte paterna; non fosse che in certi risoluti "tagli" di scena, in certe temerità del dialogo, tutto mordente e vibrante, e, quasi a contrasto, in certe inattese sommesse velature (bellissima ad esempio, al primo atto, la reticente e trepida confessione della fantesca). La vicenda dei tre atti è sottile e complessa e non può che venir sciupata da un racconto necessariamenie sommario e inadeguato". ANGELO FRATTINI
 
ONORATO /42 - Caricatura di Stefano Landi
Il bellissimo e grande meritato successo di "Un gradino più giù" le cui lodi eccezionalissime della critica tutta abbiamo voluto riportare nella pagina a fianco, dicono già quanto era possibile in lode ed onore di Stefano Landi. Ma poiché la vittoria di Stefano noi l'abbiamo attesa con certezza assoluta, che la commedia sua già alla lettura rivelava le doti che la avrebbero portata sulla scena al trionfo, pure di una affermazione maggiormente siamo lieti, questa: "Nell'orbita del grande padre, Stefano vive della sua luce". Grande ed immensa è l'opera di Luigi Pirandello; di questa grandiosità Stefano Landi, fattosi piccino ed umile di fronte a tanto peso, per anni quel peso ha pur dovuto sopportare. Ma ora anche la sua luce si è liberata: Stefano parla con la sua Arte pur rimanendo nel clima e con i personaggi pirandelliani, che val quanto dire continuare un'opera grandiosa, ma col suo cuore e con la sua intelligenza.
 

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