1952 Ruggero Ruggeri legge alla radio per la prima volta “Cyrano”

Da IL DRAMMA  Num. 149 - 15 Gennaio 1952:

  • Ruggero Ruggeri legge alla radio il "Cyrano"
    Autore: (Rostand) Jules Renard

 

 

Ascoltare Cyrano senza vederlo avrebbe anche potuto essere una disillusione se l'interprete non fosse stato Ruggero Ruggeri, grande attore di eccezionale personalità, dalla mirabile recitazione, dalla voce radiogenica. Ascoltandolo, abbiamo visto "Cyrano".
 
ROSTAND Nel "diario" di JULES RENARD
28 dicembre 1897 - CYRANO DE BERGERAC - Fiori, null'altro che fiori, ma tutti i fiori al nostro grande poeta drammatico. Non sapevamo, cosa più fare a teatro. Non ci restava altro, che brontolare; l'invasione del socialismo sviava i più indifferenti. L'artista dovrebbe dunque occuparsi di ciò che non lo riguarda, proporre goffamente dei problemi insolubili, e abbassarsi per sapere quotidianamente il prezzo del pane? Avremmo dovuto avere dei de Musset economisti e dei Marivaux apostoli? Con un solo colpo coturno, Rostand ha messo da parte queste astruserie, e con un solo gesto ha ricollocato in piedi l'arte sovrana e magnifica. Si può ancora parlare d'amore, piangere senza ragione, sacrificarsi individualmente ed entusiasmarci per il solo piacere di essere lirici. C'è un capolavoro di più al mondo: Cyrano. Rallegriamocene! Riposiamoci. Andiamo a spasso. Se dobbiamo andare da un teatro all'altro per ascoltare le ultime sciocchezze possiamo restare tranquilli, perché quando ci piacerà ritroveremo il capolavoro al quale appoggiarsi, e sotto al quale trovar protezione, salvare gli altri e noi stessi. Come sono felice! Come sto bene! L'amicizia di Rostand mi consola di non aver vissuto nel cerchio familiare di Victor Hugo. Vi giuro in piena coscienza che mi sento molto inferiore a quel lucente genio che è Edmond Rostand.
 
30 dicembre 1897
Si ripete il trionfo di ieri. Nel camerino di Coquelin dico a Rostand: "Sarei stato molto felice se avessimo potuto essere decorati insieme lo stesso giorno. Poiché è stato impossibile, vi assicuro che vi faccio le mie congratulazioni senza invidia". L'ho detto ma non è vero. E scrivendo queste righe mi metto a piangere. Ah! caro Rostand, non ringraziatemi se vi applaudo tanto e se vi difendo con tanta passione contro quei pochi nemici che vi rimangono.
Sarah Bernhardt entra e domanda: "Rostand, Rostand, dov'é Rostand?". "E' già tornato al Teatro della Reinaissance", le rispondo. "Come siete sciocco", replica Sarah. Non sono proprio sicuro che sia una parola gentile: ma Sarah continua: "Ho potuto vedere l'ultimo atto. Come è bello! Di atto in atto mio figlio veniva a darmi notizie nel mio camerino. Mi sono sbrigata a morire. Finalmente eccomi! Sono in uno stato!.. Guardate come piango! Guardate! Guardate! Io piango". Naturalmente tutti hanno voglia di dirle: "Ma no signora, vi assicuriamo che non piangete affatto". Ma intanto Sarah si è slanciata verso l'interprete di Cyrano, Coquelin, gli ha preso la testa fra le mani come se fosse una zuppiera, si è chinata e se lo beve e se lo mangia. Poi, è la volta di Rostand. Sarah lo trascina in disparte, se lo prende tutto per sé, sempre per la testa, ma questa volta come una coppa di champagne: o meglio come "una coppa di ideale".

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