1953 Lola Maggi – Il Cyrano del mio congiunto: Andrea Maggi

Dal Programma di sala CIRANO DI BERGERAC 1953:

  • Il Cyrano del mio congiunto: Andrea Maggi
    Autore: (Lettera di Lola Maggi)

 

 

ANDREA MAGGI

La rappresentazione italiana del Cirano nella stupenda versione di Mario Giobbe e per la magistrale interpretazione di Andrea Maggi.

Da un lettera di Lola Maggi, congiunta di Andrea Maggi, a Lucio Ridenti.

Casa di Riposo degli Artisti Drammatici di Bologna, il 7 dicembre 1953: ... le mando una fotografia di Andrea Maggi e vorrei poterle inviare altri documenti, come articoli e lettere, che conservo a Milano, e non ho quindi possibitità e tempo di farlo. Ma posso dirle però che ho vissuto qualche anno vicino ad Andrea, che fu indubbiamente l'uomo e l'artista più schivo da ogni forma di esibizionismo e di arrivismo. Fu sollanto un grande e singolare artista, che al Cyrano ha legato particolarmente il suo nome, e non sollanto in Italia. In merito alla grande opera di Rostand, che sono lieta e grata di veder ripresa per la coraggiosa ed appassionata iniziativa di Remigio Paone, e per l'interpretazione di Gino Cervi, oggi tra i nostri attori migliori, ebbi da Andrea Maggi, sul Cyrano, delle confidenze che le comunico, ricordandole esattamente: Mi disse che il copione del Cyrano fu mandato a diversi attori di gran nome, ma rifiutato da tutti. Quando giunse a lui, ne comprese subito la bellezza e accettò di interpretarlo, mettendolo in scena in modo, per quei tempi, veramente magnifico. La prima Rossana fu la Berti Masi. In Alessandria mentre egli recitava il lavoro, un incendio distrusse in quel teatro tutto, scenario e vestiario, con grande suo danno. Dovette rifare ogni cosa a sue spese perchè non era assicurato. E mi diceva come, avendo I'attore Coquelin, desiderato di recitare il "suo" Cyrano a Milano, egli volle cedergli il teatro dove in quel momento recitava lui, sospendendo le recite; come, all'ultima rappresentazione, egli mandò al suo collega francese una coroncina di alloro in oro; come Coquelin lo volle conoscere e come fra i due sorse allora una grande amicizia. Quando alla partenza di Coquelin, egli riprese il Cyrano, il pubblico che gremiva il teatro gli fece tale dimostrazione da commuoverlo. Ricordo sempre quelle sue parole: "Nimis (ero per lui come una figlia) quel mio povero grosso naso mi ha fatto piangere due volte: la sera della prima trionfale a Palermo e la ripresa del lavoro dopo Coquelin". Alla sua morte (non aveva sessant'anni) attori di gran nome vollero riprendere il lavoro, ma sempre con scarsa fortuna. Solo Annibale Ninchi, che fu con lui attore apprezzato, lo recitò con successo. Grazie, caro Ridenti, e tante affettuose cordialità con Remigio Paone e Gino Cervi, cui auguro, con tutto il cuore, il successo di Andrea Maggi.

LOLA MAGGI

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