1956 Gassman/Randone – Chi debutterà come Jago o come Otello?

Dal Programma di sala OTELLO 1956:

  • Chi debuttera come Jago o Otello?
  • Autore: Vittorio Gassman - Salvo Randone

 

Fotografie 

"Chi debutterà come Jago e chi come Otello?" "Come potranno differenziarsi le interpretazioni?" "Userete lo stesso trucco? Scene e costumi varieranno nei due spettacoli?" Queste o simili le domande che con più frequenza ci sono state rivolte prima e durante il periodo di preparazione. Ora, pur convinti che nessuna evidenza basterà a sgombrare, in certuni, un preventivo sospetto, vorremmo dire al nostro pubblico quanto l'idea dell'esibizione virtuosistica della scommessa, della gara della "trovata", sia estranea all'impresa a cui ci accingiamo. Perché è vero, si, che l'alternanza nei ruoli raddoppierà i rischi e le fatiche; ma è anche pensabile - noi questo ci auguriamo - che guattro occhi meglio di due possono scrutare i valori della tragedia, la complessa profondità dei suoi protagonisti. L'esperimento d'altronde non è nuovo, né in assoluto né nelle tradizioni del teatro italiano: proprio perché qualunque attore appena sensibile deve esitare di fronte ad una scelta fra Otello e Jago, termini equidistanti di un conflitto che è insieme equilibrio, e colloquio, e armonia. Non due «rounds" di teatro, dunque, ci proponiamo di offrire; ma semplicemente il frutto di uno studio concorde, maturato nel clima della più aperto collaborazione. Questo non toglie che motivi anche strettamente individualistici siano alla base della nostra avventura: il piacere di misurarsi con un personaggio avvincente - in questo caso anzi con due - resta sempre la più segreta e diretta molla di persuasione per un attore. E fòrse, proprio di fronte ai testi più venerabili, la timidezza eccessiva, iI generico sfoggio di riverenza, sono gli atteggiamenti più disonesti e pretenziosi. Noi non pensiamo di ribaltare teorie e di operare scoperte sensazionali; ma di offrire uno spettacolo, il più possibile fedele e professionistico, al giudizio del pubblico e della critica: un giudizio che attendiamo non tanto come un verdetto ma come il seguito naturale della nostra stessa ricerca. Una considerazione ci dà fiducia: ed è il favore di cui hanno goduto, specie in guesti ultimi anni, le grandi opere del repértorio classico, oqni qualvolta sono state proposte non per lo sterile gusto della viva e vitale confronto con lo sensibilità contemporanea.

VITTORIO GASSMAN - SALVO RANDONE

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