1957 Laurence Olivier protagonista a Londra di “The Entertainer” (L’Istrione)

Da SIPARIO Num. 148-149  Agosto - Settembre 1958:

  • Laurence Olivier protagonista a Londra di "The Entertainer" (L'istrione)
    Autore: John Osborne

 

 

THE ENTERTAINER (L'Istrione) Commedia di John Osborne. Versione italiana di Amleto Micozzi.

nell'edizione presentata a Londra nella primavera 1957

Personaggi e interpreti:  ARCHIE RICE Laurence Olivier - JEAN Dorothy Tutin - PHOEBE Brenda de Banzie - FRANK Richard Pasco - BILL Guy Spaull - GRAHAM Peter Donat. Regia di Tony Richardson.

Nota dell'Autore. Il music hall sta morendo, e con esso muore una parte significativa dell'Inghilterra. Un poco del cuore dell'Inghilterra s'è spento, qualcosa che un tempo apparteneva a ciascuno, poichè il music hall era davvero un'arte popolare. Se in questa commedia mi sono senvito di taluni procedimenti scenici del musi hall, non l'ho fatto per considerazioni esteriormente spettacolari, bensi perchè ho la convinzione che essi possono risolvere alcuni di quei problemi di tempo e di spazio che il commediografo è continuamente chiamato ad affrontare e, inoltre, perchè essi riguardano da vicino l'argomento e l'ambiente di questa commedia. La tecnica scenica del music hall non soltanto possiede tradizioni, convenzioni e simboli particolari, non soltanto esprime una sua mistica, ma è in grado di ovviare a tutte le limitazioni imposte dal teatro cosiddetto verista. Il suo contatto è immeditato, vivo e diretto.

 
Scena. L'azione si suolge in una zona rivierasca molto frequentata. L'abitazione della famiglia Rice si trova in uno di quei brutti palazzoni costruiti al principio del secolo da qualche speculatore fortunato. ll mare dista da qui appena venticinque minuti, in carrozzella. Ma ora iI luogo è attraversato soprattutto dai filobus che provengono ronzando dalla costa, carichi di operai occupati nelle molte e piccole fabbriche sorte in quei paraggi. La gente in vacanza non vede mai questa parte della città e, se per caso ci capita, volta decisa gli occhi verso vedute più ridenti; da ciò infatti, essa aveva voluto allontanarsi, con un viaggio in treno di due o tre ore. D'altra parte i gitanti, uscendo dalla stazione centrale, non hanno neppure occasione di passare di qui, poichè questo è un sobborgo del tutto a sè, che ho perfino una propria stazione - fornita di ampio spazio per i magazzini merci, e per numerosi binari di smistamento - dove però non si fermano i convogli viaggiatori più diretti. Questo non è un luogo residenziale, bensì industriale nel senso più crudo della parola: pieno di spazi squallidi e sporchi, di alte muraglie nere, dominate da un'altissima clminiera e dal serbatoio del gas. AI passaggio degli, autocarri, la strada principale si riempie di polvere. I negozi sono disseminati agli angoli di strette stradine: un giornalaio, un negozio di alimentari, una rosticceria.
 
Ouverture. (Durante gli intervalli e - quindi anche durante l'ouverture - rimarrà calato un telone con annunci pubblicitari).
 
                 NUMERO UNO
Sul fondo, un velo. Dietro di esso un settore della città. Davanti: un'alta piattaforma con gradini. La cornice d'una porta e qualche tavola bassa basteranno a dar l'idea d'una parete, Le quinte resteranno prive di decorazioni. Tendaggi di diverso genere potranno esser calati, per limitare la zona detl'zione secondo le necessità delle varie scene; inoltre, di regola, un vecchio fondale consumato e dei carrelli. Vi sono due porte, una alla sinistra e l'altra alla destra della ribalta. Gli effetti di luce saranno quelli tipici, del varietà: tutto crudamente illuminato, oppure il semplice cerchio di luce d'un proiettore. Infatti, sia le scene che gli interludi verranno illuminati esattamente come avviene per i numeri di uno spettacolo di rivista. Mobilio ed altri arredi saranno ridotti, atl'indispensabile come per un breve sketch. Una tabella posta su ambedue i lati del proscenio mostrerà i numeri delle scene che si succedono. Musica: la più recente, la più rumorosa, la peggiore. Sul davanti, un sipario trasparente su cui sono state dipinte grandi immagini di ragazze nude che agitano ventagli colorati e sgambettano sorridenti. Su questo siparo ribalta la scritta in grosse lettere "Rock'n Roll Nev'd Look" (Doppio senso basato su "New'd" (nuovo) che alla pronuncia suona nudo). Dietro il velo sul fondo, il proiettore inquadra un vecchio che avanza verso destra. Ragg,unto il centro, questi si ferma per guardare in su. Si, odono voci concitate ed urla: il chiasso che fa una donna che tenta di separare due uomini, forse il figlio e I'amante, Grida come: "E lascialo stare! Finiscila! Finiscila, ti prego! Lascialo stare". Il vecchio scomrpare a destra per riapparire davanti al velo nel fondo camminando al centro. Si sentono dei colpi. EgIi si arresta nuovarnente, quindi riprende a camminare. La donna ora urla, fortissimo. Lui si ferma ancora, si volta e grida in direzione della sottostante rampa di scale: - Volete starvene quieti, laggiù, per favore! Non ottiene risposta.
- Per gentilezza volete smettere di fare tutto questo baccano!
...
...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *