1965 Paolo Stoppa – La necessità di una discilina

Da SIPARIO Num. 236 Dicembre 1965:

  • IL MESTIERE DELL'ATTORE: La necessità di una disciplina
    Autore: Paolo Stoppa

 

 

La necessità di una disciplina

1) I miei maestri sono stati Antonio Gandusio e Dina Galli, dai quali ho appreso tutta la loro infinita arte, la necessità di una disciplina, Ia pulizia professionale e I'orrore del pressapochismo. Tra gli autori che mi hanno dato qualcosa, potrei citare Diego Fabbri, e, più lontani nel tempo, Gherardi e Cantini. Tra i registi, prima di tutti Visconti, con il quale ho recitato in ventitré spettacoli; poi debbo a Ettore Giannini il mio primo successo in Topaze. Ho partecipato ad un solo spettacolo con Strehler, di cui conservo un affascinante ricordo. 2) Sono pienamente e assolutamente convinto della eterna necessità del regista. Nego recisamente che il primo violino possa dirigere l'orchestra al posto di Toscanini. 3) Ho capito I'assoluta necessità di un teatro stabile. ll cinema mi interessa come il teatro. Ouanto alla televisione, ritengo che si debba praticarla con parsimonia, ma non c'è molto da imparare. 4) ln ogni epoca l'attore è stato I'esponente del momento. La tradizione ha certamente un valore, ma l'attore si deve continuamente aggiornare e rispondere agli interrogativi della società moderna, come faceva ad esempio, Eleonora Duse. Non stimo e non leggo che i giudizi dei critici più qualificati. Tra di essi ho apprezzato Simoni e Contini, e apprezzo oggi Bernardelli e De Feo. Accade molte volte che il critico dica male di un attore, ma per incltarlo a far meglio.

PAOLO STOPPA

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