1967 “Del vento tra i rami del sassofrasso” regia di Sandro Bolchi

Da SIPARIO Num. 251 Marzo 1967:

  • "Del vento tra i rami del sassofrasso"
    Autore: René De Obaldia

 

 

DEL VENTO TRA I RAMI DEL SASSOFRASSO di René De Obaldia

Adattamento di Massimo Dursi. Musiche di Fiorenzo Carpi. Regia di Sandro Bolchi.

PERSONAGGI E INTERPRETI: John-Emery Rockefeller, un tipo duro da cuocere (Gino Cervi) - Carolina Rockefeller, sua noglie, decisa e forte (Elsa Metlini) - Pamela, co-produzione di John e Carolina, bellezza provocante e selvaggia (Raffaella Carrà) - Tom, il figlio, il fratello, uno scavezzacollo (Guido Marchi) William Butler, ubriacone e medico (Fertuccio De Ceresa) Carlos, personaggio da films di John Ford (Germano Longo) Miriam, detta la "Piccola Infallibile"' ragazza dai facili costumi ma dal cuore tenero (Carmen Scarpitta) Occhio di Pernice, capo degli Apaches. Amico dei "Visi Pallidi", gentile (Massimo Foschi) Occhio di Lince, capo dei Comanchi, molto, molto cattivo (Massimo Foschi)

   
PRIMO TEMPO
(Prima che si levi il sipario o che la scena si illumini: colonna sonora e proiezione dei titoti nei modi caratteristici dei films western. Con sparatorie e magari con una canzone originale che poi serva per tutta la commedia. Canzone marziale naturalmente. Poi appare una grande stanza che è pure cucina e molte altre cose. Alle finestre sacchetti di terra, fucili che vi si appoggiano ma si capisce che è una ormai vecchia messa in scena tenuta su per orgoglio e prestigio. Una grande tavola apparecchiata. A capotavola John Emery con un enorme tovagliolo legato al collo, un mestolo che impugna come uno scettro, Carolina sta sulla soglia e suona il solito triangolo a chiamare a tavola, Urla selvagge. John sobbalza)
CAROLINA - Arrivano i nostri.
JOHN - Sei sicura che siano i nostri?
CAROLINA - Chi dovrebbero essere? Non ci siamo che noi entro venti miglia.
JOHN - Discorsi da territoriale. E se sono i nostri vengano a tavola. Ordine. Disciplina. Pignatta.
(Carolina porta la pentola in tavola, Entrano Pamela, Tom, squittendo come indiani e corrono attorno alta tavola trascinando William. Possono cantare qualcosa del genere)
- Quando i pellerossa son di buonumore ti rapan la testa per farti Ia festa.
Quando i pellerossa son di umore nero se fai una mossa fanno un cimitero. -
JOHN - Alt. Ai vostri posti. Disciplina. L'ora è sacra. Silenzio. Compunzione. (Si sono seduti. John fa il segno della Croce con il mestolo) Signore. Signore. Signore! (Gli altri si decidono a segnarsi) Signore, non sono stato sempre sconcio verso di te. Ti ho fatto un sacco di figli anche con mia moglie Carolina qui presente che in quanto a questo è onestissima. Ma tu lo devi sapere meglio di me. Due figli vivono ancora sotto il mio tetto: Pamela che non mi è riuscita male come vedi e Tom una maledetta canaglia che ti onora a modo suo. Tom smetti di maneggiare la pistola quando dici la preghiera.
TOM - Il Signore sa che ha Ia sicura.
JOHN - Ma io no. (Continua) Ho sempre aiutato la vedova e l'orfanello. Ho lavorato duramente con tutte le dieci dita perché non mi si può accusare di essere monco. Ho respinto molti assalti del male cedendo solo alle tentazioni migliori. Sono invecchiato lavorando e liberando la mia terra dagli indiani che la occupavano da secoli. Li ho doverosamente fatti fuori perché, come saprai, sono dei pagani. Pamela non spampanare il petto sulla tavola quando dico la preghiera.
CAROLINA - Perché guardi?
JOHN - Non io ma il Signore. Si offende.
CAROLINA - Ma se è tutto ben di Dio.
WILLIAM- Personalmente e devotamente la cosa mi interessa.
JOHN - Smettete di interrompere. Sto parlando col Signore. (Ispirato) La mia casa è sempre aperta quando non mi conviene chiuderla. Che sia ospitale lo prova il nostro amico e medicastro William, questo barile sfondato che viene a ingozzarsi regolarmente in casa mia.
WILLIAM - Bel modo di presentarmi. Sospetterà che io non sia un gentiluomo.
PAMELA - Finito?
JOHN - Non ho ancora fatto le mie richieste, miscredente. (Al Signore) Poiché ho vissuto fino adesso non c'è ragione che non seguiti e la mia famiglia con me. Dunque Signore getta un occhio misericordioso sulle nostre umili persone e dacci la tua benedizione. Fa che possiamo spennare i nemici e anche gli amici. Proteggi il bestiame, i poveri di spirito, mandaci un poco di pioggia. Se fai come ti dico, esattamente, io, John-Emery Rockefeller colono del Kentucky non penserò troppo male di te. Amen.
TUTTI- Amen. (Carolina ha fatto i piatti. Tutti succhiano rumorosamente Ia minestra secondo il ritmo dato da John e accompagnamento di William che verseggia atrocemente)
William - Pancia piena il ciel l'aiuta ma indigesta è la cicuta. La bottiglia va bevuta.
JOHN - Quest'è meningite acuta.
CAROLINA - Sono invece bellissimi versi, dottor William.
WILLIAM - Lei è una vera signora. Non si inganna sull'arte ma solo sui mariti.
JOHN - Bada a mangiare, beone...
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