1967 “La signora è da buttare” la nuova commedia di Dario Fo

Da SIPARIO Num. 258  Ottobre 1967:

  • "La signora è da buttare" al Teatro dell'Arte di Milano
    Autore: Dario Fo

 

 

LA SIGNORA E' DA BUTTARE.

Scene, costumi e regia di Daro Fo. Musiche di Fiorenzo Carpi eseguite da Oscar e "le mani pesanti".

Prima rappresentazione: Milano, Teatro di via Manzoni 15 settembre 1967

INTERPRETI (in ordine alfabetico): Carlo Colombaioni - Romano Columbaioni - Arturo Corso - Secondo De Giorgi -Dario Fo - Maria Teresa Letizia - Ezio Marano - Bob Marchese - Gabriella Portner - Franca Rame - Lynne Robinson - Valerio Ruggeri - Alberto Vitali - Vittoria Vitali

PRIMO TEMPO

Interno di un tendone da circo (Chapiteau) a pista unica centrale, Piloni centrali dai quali pendono le funi e le scalette di corda per il trapezio. Gabbia che s'affaccia sulla destra. In pista, sulla sinistra, un gran letto monumentale con colonne ai quattro angoli, sormontate da angioloni barocchi. Su una delle colonne, a sostituire l'angiolone mancante c'è un clown appollaiato. Nel letto, fra un numero considerevole di cuscini si indovina una vecchia signora assopita. Su di un palchetto, al tondo della scena, c'è l'orchestrina che suona in continuazione a commento delle azioni. Tutto l'ambiente è sommerso in una dolce penombra. I personaggi, che all'aprirsi del sipario sono già in scena, si muovono con circospezione, lentamente, preoccupati di non fare rumore. Dall'esterno giungono ululati sommessi, quasi lamenti cantati. Un gruppetto di clowns avanza in processione verso un grosso frigorifero che sta al centro, quasi in proscenio. Il clown di testa fa oscillare un turibolo, altri buttano petali di fiori. Arrivati all'altezza del frigorifero, si tolgono il cappello, si mettono in ginocchio. Un clown proveniente dalla quinta di sinistra attraversa il proscenio, sorpassa il frigorifero senza degnarlo di uno sguardo.

CLOWN IN CORO - All'origine era il nulla.

UN CLOWN - Non c'erano i detersivi né i surgelati. Non c'erano nemmeno i buoni premio.

CLOWN IN CORO - All'origine era il nulla.

UN CLOWN - Poi venne il frigorifero.

CLOWN IN CORO - Il frigorifero.

CLOWN (entra il gelataio con carrettino) - Gelati! gelati! C

CLOWN DEL TURRIBOLO (lo blocca) - Dico ! Potresti almeno toglierti il cappello quando gli passi davanti, no? (Indica il frigorifero)

CLOWN - Perché? Io mica sono credente!

CLOWN DEL TUTTIBOLO - Non credi nel frigorifero?

CLOWN MISCREDENTE - No, e nemmeno nella lavatrice !

CLOWN DEL TURRIBOLO - Un ateo!

CLOWN IN CORO - Oh... poveretto...! (Il clown ofiiciante scuote un campanello, Tutti si mettono in ginocchio)

CLOWN MISCREDENTE - Che succede?

CLOWN - Zitto,,, sta facendo il ghiaccio! Forse!...

CLOWN IN CORO - Fede, abbiate fede! Abbiamo fede...! oh che fede! (Il clown officiante apre il frigorifero, si inchina, apre lo sportello del ghiaccio, il tutto con gesti ieratici)

CLOWN OFFICIANTE (volgendosi con le braccia spalancate) L'ha fatto! Miracolo! Ha fatto il ghiaccio!

CLOWN IN CORO - Oh grazie! L'ha fatto! Ohoooo!

ALTRO CLOWN - A cubetti o a palline? 

CLOWN OFFICIANTE - A palline!

CLOWN IN CORO - Ohooo ! (Le palline di ghiaccio vengono travasate in una grossa bowl. Quinili, come in una offerta rituale ogni clown consegna all'officiante un dono: bottigliette di latte, coca-cola, panetti di formaggio ecc. L'officiante li ripone via via, ieratico, nel frigorifero) Preservaci le proteine! Preservacele dalla muffa e dal coagulo! (I clowns richiudono il frigorifero e lo spingono in quinta)

CLOWN OFFICIANTE (alla ragazza infermiera) - Come va?

RAGAZZA INFERMIERA - Fa fatica a respirare.

CLOWN OFFICIANTE - Rimediamo subito - l'ossigeno ! L'ossigeno per la signora.

ALTREO CLOWN - Ecco l'ossigeno per la signora.

CLOWN OFFICIANTE - Portalo laggiù, vicino al letto.

ALTRO CLOWN - Portatelo da te.

CLOWN OFFICIANTE - E invece io non Io porto, perché ho la prolunga e ci arrivo lo stesso, senza portarci sto coso... (Musica) Ecco l'ossigeno fresco per la signora. (Dal fondo viene avanti una ragazza mezzo barbona, mezzo clown)

RAGAZZA CLOWN (all'ofiiciante che sta armeggiando intorno alle palline da introdurre nella bowl) Ehi, pst... signore: mi dice dove siamo qui?

CLOWN OFFICIANTE - Come: dove siamo?

RAGAZZA CLOWN - Eh, si, scusa... ma mi sono un po' perduta: dovevo andare in un posto, che adesso non mi ricordo... e invece sono capitata qui... che non so dove siamo!

CLOWN OFFICIANTE - Ma siamo nel circo... non vedi?

RAGAZZA CLOWN - Ah, nel circo... Che circo?

CLOWN OFFICIANTE - È il più grande circo del mondo. Ma dico, davvero non conosci questo circo? Dove vivi tu?

RAGAZZA CLOWN - Vivo in via coso li... in via... Be', adesso non mi ricordo più se proprio è una via o una piazza... ma so che è all'undici !

CLOWN OFFICIANTE - Be', allora ritornaci.,. tirati via dai piedi, che abbiamo da fare...

RAGAZZA CLOWN - Cosa avete da fare?

CLOWN OFFICIANTE - Dobbiamo curare la vecchia. (Va verso il letto e consegna la bowl ad una ragazza che funge da infermiera)

RAGAZZA CLOWN - Ah, la vecchia! La curate perché non scappi?

CLOWN OFFICIANTE - Ma no, è ammalata.

RAGAZZA CLOWN -  È ammalata?

CLOWN OFFICIANTE - Si, molto ammalata.

RAGAZZA CLOWN - Molto ammalata? E lei lo sa?

CLOWN OFFICIANTE - Certo che lo sa.

RAGAZZA CLOWN - Chi gliel'ha detto?

CLOWN OFFICIANTE - Come: chi gliel'ha detto? Nessuno, l'ha capito da sola!

RAGAZZA CLOWN - È un'indovina?

CLOWN OFFICIANTE - Indovina?

RAGAZZA CLOWN - Si, si: per me è un'indovina!... Senti, legge anche la mano, le carte, futuro, passato?

CLOWN OFFICIANTE - Per favore vuoi piantarla... Vai via... Vai a casa...

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