A che servono questi quattrini? (1997) Tato Russo – Leopoldo Mastelloni

Bellini Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale D'Arte presenta:

A che servono questi quattrini? (1997)

Di Armando Curcio nella riscrittura di Tato Russo

Interpreti: Tato Russo, Leopoldo Mastelloni, Mimmo Brescia, Graziella Marina, Marcello Romolo, Ernesto Mahieux, Massimo Sorrentino, Francesco Ruotolo, Letizia Netti, Katia Terlizzi, Antonella Lori

Scene: Toni Di Ronza Costumi: Giusi Giustino Regia: Tato Russo

Fotografie di Tommaso Le Pera

1. Tato Russo  2. Leopoldo Mastelloni  3. Foto di Scena

Programma di sala (pagine 36)
  • Il teatro di Curcio (L. Lucignani)
  • Curcio: quarant'anni dalla morte (Marina Curcio)
  • Le scene - i costumi
  • Fotografie di Tommaso Le Pera
Le scene di Toni Di Ronza- I costumi di Giusi Giustino

Apri la porta, e cosa vedi? Case, case, case... è il vicolo antistante il basso, luogo deputato all'azione del primo quadro che appare in un controluce diafano, con le sue prospettive aberrate e protese verso l'alto, proiettate visivamente sulla struttura scarna, essenziale in un ambiente poveramente arredato e ingrigito dal tempo. Contrappunto alla prima scena riproposta nel secondo atto, nel terzo l'immagine si dilata, diventa luminosa ed ostentatamente ricca. La carrellata verticale dal piano terreno (il basso), verso i piani alti della stessa abitazione, denunciano e ripropongono le stesse strutture che incornicino vedute solari di una città vista da un piano più alto. Il gioco teatrale si completa con effetti di luce, che esaltano segnando, i momenti dell'azione scenica, ora con gli interni tapezzati ed arredati, ora proiettando la città, protagonista con l'azione fino alla chiusura del sipario.

TONI DI RONZA Palermo, 12 novembre 1997

Chiusi nel grigiore della povertà gli attori si muovono in uno spazio cupo dove la pioggia sottolinea la tristezza della loro condizione. I loro poveri abiti manifestano gli stenti e i sacrifici della loro vita nella Napoli del 1940. Filosofeggia in un abito di chiara condizione più elevata il "Professore" l'unico, che avendo conosciuto il valore del danaro, non ha più nessun interesse nei suoi confronti. Come raggio di sole e di ricchezza entra Rachelina, promessa sposa al discepolo Vicenzino, giovane e singolare creatura che irrompe nel!' atmosfera cupa in un abito primaverile azzurro e rosa. Tutto si ribalta nel finale dove il Professore con l'abilità di un mago riesce a mescolare i veri con i falsi ricchi in un contesto luminoso ed elegante che ci regala una Napoli solare.

GIUSI GIUSTINO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *