Aida (1943) Maria Caniglia – Beniamino Gigli

Teatro dell'Opera di Roma presenta:

Aida (1943)

Opera in quattro atti di Antonio Ghislandoni - Musica di Giuseppe Verdi

  • Interpreti principali: Maria Caniglia (Aida) Beniamino Gigli (Radames) Cloe Elmo (Amneris) Benvenuto Franci (Amonasro) Italo Tajo (Ramfis) - Prima ballerina Attilia Radice
  • Maestro Concertatore: Victor De Sabata
  • Regia: Alessandro Sanine
  • Maestro del coro: Giuseppe Conca
  • Coreografie: M. Milloss
  • Bozzetti: Nicola Benois
  • Direttore allestimento: Pericle Ansaldo

 

Fotografie 

Link Wikipedia

1.Caniglia 2.Gigli 3.Elmo 4.Franci 5.Tajo 6.De Sabata 7.Sanine 8.Conca

Programma di sala (pagine 28)
  • La grande occasione che il genio di  Verdi non si lasciò sfuggire (Emilio Radius)
  • Argomento
  • Interpreti
  • Bozzetti delle scene
  • Fotografie
L'argomento

ATTO PRIMO. Primo quadro. L'Egitto è minacciato dagli Etiopi e Ramfìs annuncia a Radamès che la dea Iside è stata consultata e ha già indicato a chi spetti l'onore di comandare le forze egizie. Il giovane guerriero spera d'essere il prescelto e già sogna di tornare vincitore alla sua Aida. Ma di Radamès è innamorata anche Amneris e l'esaltazione di lui fa nascere nella figlia del Re il sospetto che egli sia preso d'un'altra: non ne dubita più quando vede Aida turbarsi alle sue domande. Avanza il Re con la corte, e un messo narra che i nemici sono già in marcia su Tebe, guidati da Amonasro. Ramfìs rivela il nome del comandante designato da Iside: è Radamès. Mentre tutti si dirigono al tempio, Aida è dilaniata da contrastanti sentimenti: suo padre e colui che essa ama sono schierati l'uno contro l'altro.

Secondo quadro. Nel tempio di Vulcano sacerdotesse e sacerdoti pregano le divinità. Entra Radamès per essere rivestito delle armi sacre. Ramfìs invoca la protezione divina tra inni e danze mistiche.

ATTO SECONDO. Primo quadro. L'invasore è stato sbaragliato e Amneris s'abbiglia per la festa trionfale. Giunge Aida, e la principessa finge pietà per lei, figlia dei vinti, e le chiede se ad accrescere il suo dolore e la sua inquietudine sia il particolare pensiero, forse un vincolo sentimentale, per qualche guerriero: non a tutti - insinua - la sorte fu avversa come a Radamès, caduto in campo. A questa notizia Aida prorompe in un grido di dolore che si tramuta di gioia quando la scaltra rivale un attimo dopo le dice d'averla ingannata: Radamès vive. La schiava confessa il suo amore, Amneris le risponde minacciando vendetta.

Secondo quadro. A una porta di Tebe davanti al Re, circondato da ministri, sacerdoti e guerrieri, tra il popolo acclamante, sfila il corteo trionfale chiuso da Radamès, cui Amneris porge il lauro della vittoria. Radamès intercede generosamente perché siano liberati i prigionieri, tra i quali è Amonasro: il Re consente, ma accogliendo il consiglio di Ramfis decide di trattenere in ostaggio almeno il padre di Aida, poi annuncia a Radamès che gli concede Amneris in sposa. All'esultanza di costei si contrappone la costernazione di Radamès e Aida. Amorasro crede di confortare la figlia rivelandole che non tutto è perduto e la riscossa contro l'Egitto sta maturando.

ATTO TERZO. Presso il tempio di Iside, dove Amneris, con Ramfìs e il seguito, si reca a pregare. Aida, cui Radamès ha dato convegno, vi è sorpresa dal padre che esige che essa tragga vantaggio dalla situazione per farsi indicare da Radamès quale intinerario seguirà l'esercito egizio. Combattuta dall'amore per Radamès e dalla devozione alla patria, Aida esita lungamente prima di piegarsi all'ingiunzione paterna. Amonasro si ripara fra i palmizi all'arrivo di Radamès. Aida rimprovera all'amato le prossime nozze con la rivale, lo persuade a fuggire in Etiopia e riesce a strappargli la confidenza che per affrontare gli etiopi nella nuova battaglia gli egizi ani attraverseranno le gole di Nàpata. Amorasro che ha udito balza dal nascondiglio e incita alla fuga Radamès, sbigottito per il tradimento cui è fatalmente sospinto. Amneris sorprende i tre, Amonasro le si avventa contro ma Radamès si fa scudo e si consegna alle guardie.

ATTO QUARTO. Primo quadro. Amneris, sempre innamorata e decisa a giocare l'ultima carta, ottiene di incontrarsi con Radamès prigioniero e gli promette di battersi per la sua salvezza se rinunzia ad Aida per lei; ma egli è ormai risoluto a riscattarsi con la morte e non si discolperà dall'accusa di tradimento. Condotto nel sotterraneo i sacerdoti lo giudicano. Amneris apprende angosciata che è condannato a essere sepolto vivo.

Secondo quadro. Nel tempio di Vulcano Radamès è già rinchiuso nella sua tomba. Un'improvvisa apparizione lo scuote: è Aida che, prevedendo la terribile condanna, nascostamente l'ha preceduto per morire assieme a lui. Radamès si dispera sentendosi responsabile della rovina di Aida che, vaneggiando, vede già dischiudersi il cielo. Si odono dal tempio lamentosi canti, e Radamès cerca invano di smuovere la pietra del sotterraneo: poi si avvicina ad Aida che gli cade fra le braccia. Sopra, nel tempio, Amneris è raccolta in preghiera.

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