Arabella (1992) Felicity Lot – Alfred Kuhn

Teatro alla Scala di Milano presenta: 

Arabella (1992)

Commedia lirica in tre atti di Hugo von Hofmannsthal - Musica di Richard Strauss

Interpreti principali: Felicity Lot (Arabella) Alfred Kuhn (Conte Waldner) Margareta Hintermeier (Adelaide) Julie Kaufmann (Zdenka) Bernd Weikl (Mandrika) Marcus Haddock (Matteo) - Allestimento della Bayerische Staatsoper di Monaco

  • Maestro Concertatore: Wolfang Sawallisch
  • Regia: Peter Beauvas - Helmut Lehberger
  • Maestro del coro: Roberto Gabbiani
  • Scene e Costumi: Jurgen Rose
  • Direttore allestimento: Silvano Cova

 

Fotografie 

Link Wikipedia

1.Sawallisch 2.Beauvais 3.Strauss 4.Hofmannsthal

Programma Edizioni alla Scala (pagine 120)
  • La poesia dell'incontro e del congedo (Franco Serpa)
  • L'equilibrio dell'insicurezza (Quirino Principe)
  • Arabella (wolfang Sawallisch)
  • Il soggetto (Alberto Bentoglio)
  • Il libretto
  • Cenni storici
  • Foto d'epoca
Il soggetto

Atto primo - Vienna 1860. Nel salotto di un sontuoso albergo, la contessa Adelaide interroga una cartomante per sapere quando la figlia maggiore, la bella e corteggiatissima Arabella, si sposerà: questa sarà, infatti, la soluzione estrema per rinsaldare il patrimonio di famiglia, dilapidato dal marito, il conte Waldner, ostinato e sfortunato giocatore d'azzardo. Zdenka, sorella minore di Arabella - costretta fin da bambina a indossare abiti maschili per l'impossibilità dei genitori di mantenere contemporaneamente due figlie in società e creduta da tutti un ragazzo - respinge, nel frattempo, i creditori che, sempre più numerosi, reclamano il saldo delle loro fatture. La giovane, segretamente innamorata dell'ufficiale Matteo - il quale ama, non ricambiato, Arabella - favorisce con ogni mezzo i di lui tentativi per conquistare la sorella. Matteo, a sua volta, vede in Zdenka - che anch'egli crede un ragazzo - un valido alleato e un buon amico cui confidare le proprie pene d'amore. Al sopraggiungere di Arabella, di ritorno da una passeggiata durante la quale ha nuovamente rifiutato le profferte amorose di tre spasimanti, il conte Elemer, il conte Dominik e il conte Lamoral, le due sorelle si confidano: Zdenka perora senza successo la causa dell'infelice Matteo, mentre Arabella le narra di essere stata turbata dalla vista di uno sconosciuto che ha incontrato la mattina stessa nei pressi dell'albergo. Il racconto è, interrotto dall'improvviso arrivo del conte Elemer, accompagnatore di Arabella al ballo dei Fiaccherai in programma la sera stessa per festeggiare la fine del Carnevale. Mentre Arabella è intenta nei preparativi, il conte Waldner, reduce da una nuova perdita al gioco, informa la moglie Adelaide di avere scritto a un vecchio e ricco compagno d'armi, Mandryka, proponendogli il matrimonio con Arabella: a tale scopo egli ha inserito nella lettera un ritratto della giovane figlia. Pochi istanti dopo, un cameriere annuncia al conte proprio la visita di Mandryka. A Waldner, tuttavia, non si presenta il vecchio commilitone, bensi il di lui nipote, divenuto, alla morte dello zio - del quale porta il medesimo nome - unico erede del patrimonio. Il giovane - invaghitosi di Arabella alla vista del di lei ritratto - si è recato appositamente in Vienna per conoscerla. Il conte, dopo essersi ac-certato delle rendite di Mandryka ed essersi fatto anticipare una somma di denaro per coprire gli ultimi debiti di gioco, decide risolutamente di presentargli la figlia: l'incontro avrà luogo la sera stessa durante il ballo. Zdenka, frattanto, risponde alle insistenze di Matteo promettendogli una lettera di Arabella a lui indirizzata: anche tale consegna avverrà durante il ballo dei Fiaccherai. AIlontanatosi Matteo, Arabella e Zdenka, accompagnate dal conte Elemer, si dirigono al ballo.

Atto secondo -  Atrio di una sala da ballo. Arabella, presentata a Mandryka, ha riconosciuto in lui lo straniero che aveva visto la mattina stessa e di cui si era invaghita. Durante un galante corteggiamento, i due giovani si promettono amore eterno. Mandryka conquista la giovane narrando le la vita semplice e lontana dal frastuono viennese che egli conduce tra i boschi e i campi della sua terra, dove le fanciulle sogliono attingere un bicchiere d'acqua dalla fonte della casa paterna per offrirlo al fidanzato quale promessa di matrimonio. Arabella, tuttavia, chiede al futuro sposo il permesso di «congedarsi dalla sua giovinezza», rimanendo ancora per un'ora libera da ogni legame: ella potrà in tale modo congedare, durante il ballo, i suoi pretendenti. Mandryka acconsente, mentre Zdenka, sempre in abiti maschili, consegna a Matteo, ormai disperato d'amore, la lettera promessa che ella stessa ha scritto imitando abilmente la grafia di Arabella. La giovane assicura, inoltre, all'ufficiale che la sorella lo attenderà quella stessa notte nella camera dell'albergo dove egli potrà entrare indisturbato con una chiave che troverà acclusa alla lettera. Mandryka, che inosservato ha udito tale conversazione, roso dalla gelosia, alla lettura di un biglietto di Arabella che lo congeda fino all'indomani, crede di cogliere in quella fuga la prova della di lei mancanza. Sopraggiungono, nel frattempo, Adelaide e il marito, i quali, fino a quel momento, hanno cercato inutilmente Arabella: la figlia ha, infatti, inaspettatamente abbandonato il ballo. I genitori e Mandryka decidono allora di chiarire l'equivoco raggiungendola in albergo.

Atto terzo - Nel grande vestibolo dell'albergo. Matteo ha da poco abbandonato la camera di Arabella, dove, nella penombra, è convinto di avere avuto con lei un fortunato incontro amoroso. Egli sta per lasciare l'albergo, quando si imbatte in Arabella che, di ritorno dal ballo, sta per raggiungere la propria camera. Matteo, resta stupito nel constatare la fredda accoglienza riservatagli dalla giovane. Alle di lui insistenze, Arabella risponde, dapprima, con tono freddo e distaccato, indi invita ri- solutamente l'ufficiale ad allontanarsi, ma l'improvviso sopraggiungere dei genitori e del fidanzato Mandryka complica ulteriormente la situazione. L'equivoco degenera: Mandryka, convinto di avere sorpreso Arabella in compagnia dell'amante invitato durante il ballo, sfida a duello Matteo, il quale, sicuro, a sua volta, di avere ottenuto dalla giovane una segreta prova d'amore, rifiuta provocatoriamente di fornire alcuna giustificazione. Inutilmente Arabella protesta la propria innocenza: Mandryka, in preda all'ira, non ascolta le parole della fidanzata. A risolvere la situazione sopravviene Zdenka, in discinte vesti femminili, che, in preda al rimorso, narra ad Arabella e a tutti i presenti di essersi in sua vece concessa a Matteo, da lei stessa segretamente invitato nell'albergo al solo scopo di alleviare la sua pena d'amore. Nello stupore generale, Arabella commossa perdona la giovane sorella e non tarda ad abbracciare amorosamente Mandryka, ormai sicuro dell'innocenza e della fedeltà della sua amata. Ella - memore delle di lui parole - gli ha, infatti, offerto un bicchiere d'acqua pura, attinto dalla vicina fonte, a prova del suo eterno amore. Matteo tornerà l'indomani per incontrare finalmente Zdenka.
Alberto Bentoglio

Nella fotografia Gilda Della Rizza interprete di Arabella nella prima edizione italiana dell'opera al Teatro Carlo Felice di Genova  il 27 Febbraio 1936 (Collezione Contini - Milano

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