Aterballetto (1986) – Compagnia Aterballetto

Compagnia di Balletto dei Teatri dell'Emilia Romagna presenta:

Aterballetto (1986)

  • Repertorio della Compagnia: RAYMONDA PAS DE MIX - AGO - ALLEGRO BRILLANTE (G. Balanchine) MAZAPEGUL - RICERCARE A NOVE MOVIMENTI - PULCINELLA - LE NOZZE D'AURORA - COCCODRILLI IN ABITO DA SERA (A. Amodio) THE RIVER - NIGHT CREATURE (A. Ailey) JARDIN AUX LILAS (A. Tudor) IL CAMMINO DEL SOGNO - SPHINX - MYSTHICAL HUNERS (G. Tetley) - LOVE SONG - ARTIFACT II (W. Forsythe)
  • Interpreti: Aterballetto
  • Direttore Atistico: Amedeo Amodio

 

Fotografie di Vasco Ascolini e Luciano Buonomo

Foto di scena

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Programma di sala (pagine 32)
  • La Compagnia
  • Il Direttore Artistico
  • Il repertorio della Compagnia
  • Elisabetta Terabust
  • Rassegna stampa
  • Fotografie di Vasco Ascolini e Luciano Buonomo
Il Direttore Artistico

AMEDEO AMODIO è direttore artistico dell’Aterballetto fin dal suo nascere come compagnia stabile nel 1979. Si è formato alla scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano. E' indiscutibilmente una figura d'artista "fuori dei canoni", essendosi sempre distinto per aver scelto un repertorio e quindi una linea artistica "diversa" dai suoi colleghi ballerini e coreografi. Già nelle sue prime interpretazioni alla Scala ha sempre privilegiato quelle esperienze coreografiche diverse dal consueto repertorio di patrimonio degli Enti lirici, privilegiando (ed essendo privilegiato dai coreografi che lo dirigevano) balletti come  “Il cappello a tre punte,  Fantasmi al Grand Hotel di Léonide Massine”, o il repertorio balanchiniano con “Sinfonia in do, I quattro temperamenti”, e alle creazioni di balletto moderno come  “Le quattro stagioni, La Chambre e Le Loup di Roland Petit”. Partecipa alle creazioni de “La valse di Ashton e Giulietta e Romeo di Cranio”. La sua curiosità artistica e il suo costante fascino per nuove esperienze gli fanno lasciare la Scala nel 1963 per sviluppare altre tendenze: ecco che Amodio sceglie la televisione seguendo il coreografo Hermes Pan in alcune trasmissioni come primo ballerino. Dal 1966 è inoltre ospite del teatro dell'Opera di Roma dove lavora con Aurelio Milloss di cui interpreta alcune coreografie come “Deserts di Varèse, Marsia di Dallapiccola, Salade di Milhaud, L'Orlando Furioso e Sheherazade”, esperienze, queste, che stimolano in lui l'interesse per la musica contemporanea, per gli autori del presente, per il lavoro interdisciplinare con il musicista. Con Carla Fracci e la sua compagnia Amodio stringe un rapporto di collaborazione che sfocia nella realizzazione di balletti come “Il Gabbiano” su musica di Roman Vlad, “Pélléas et Mélisande e Amleto”, tutti per la coreografia di Loris Gai. Oltre a privilegiare il rapporto con i mezzi televisivi (da ricordare lo show accanto a Carla Fracci dove Amodio era perfetto interprete di uno scatenato can-can) Amodio ha sempre amato il cinema, sia come spettatore di musicals (di cui è affezionato visionatore) che come interprete. Il suo sodalizio con Liliana Cavani lo porta ad essere protagonista de Il portiere di notte e del film dedicato a Nietsche AI di là del bene e del male, mentre il suo rapporto con la Fracci si concreta nei balletti “Otello di Butler, La tempesta, di Gai e La figlia di lorio”. Amodio ha sempre alternato l'attività di danzatore a quella di coreografo, alla Scala prima (Ricercare a nove movimenti di Vivaldi, Après-midi d'un faune, Actus III, Oggetto Amato di Bussotti), sia all'Opera di Roma (una spregiudicata versione di Petruska), che per il Festival di Spoleto (Escursioni di Luciano Berio), per il Comunale di Bologna (Parsifal di Wagner) che per altri teatri (Quando e Le idee diventano farfalle). Approdato all'Aterballetto Amodio ha riunito per la compagnia tutte le sue esperienze precedenti, aggiungendovi una buona componente didattica e pedagogica che lo ha portato, nel giro di pochi anni a trasformare sotto la sua guida più di un giovane danzatore. Fra le coreografie create per la compagnia si ricordano, oltre alla ri-creazione di “Ricercare a nove movimenti” (che mostra il suo tributo verso il balletto concertante) i nuovi “Consecutio Temporum di Britten, Cinque minuti prima, E perché no?, Capricci di Paganini, Là ci darem la mano (omaggio alla seduzione alle sue trappole), Psiche a Manhattan, Pulcinella di Stravinschij, Naturale di Berio” espressamente creato per Taormina Arte, “Coccodrilli in abito da sera” creato per il Festival di Nervi del 1985. Nello scorso ottobre ha creato per il Northern Ballet “Suite Italienne” riscuotendo un eccezionale consenso personale. Il suo più recente lavoro per l'Aterballetto è del gennaio '86 “Mazapegul” su musica di Corghi. Una cronologia ballettistica che evidenzia, oggi in forma certo matura e completa le diverse tendenze: un occhio affettuoso ai coreografi d'oltre oceano, una spiccata predilezione per la musica contemporanea, ma soprattutto l'attenzione sempre costante verso ciò che accade intorno al mondo della danza, nel cinema, nel teatro, nella letteratura, nella realtà di tutti i giorni che Amodio, scevro da ogni pessimismo, riesce sempre a filtrare con acuta ironia.

 

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