Comoedia 1920 Numero 07 – Massimo Montempelli – Maria Valsecchi

10 Aprile 1920 - Anno II - Numero 7

COMOEDIA

Fascicolo periodico di commedie e di vita teatrale - Direttore amministrativo Eugenio Gandolfi - Casa Editrice Italia (Milano)

  • In questo numero:
  • LA GUARDIA ALLA LUNA il testo completo della commedia in sette quadri di Massimo Bontempelli rappresentata la prima volta al Teatro Olympia di Milano il 16 marzo 1920 dalla Compagnia di Virgilio Talli - Massimo Bontempelli (Cenno biografico) - Maria Valsecchi (Medaglione) - Rassegna teatrale (di Gino Rocca )

 

Articoli: Massimo Bontempelli (Cenno biografico) - Maria Valsecchi (Medaglione)

MASSIMO BOMTEMPELLI      Per avere notizie esatte intorno alla vita di Massimo Bontempelli, ci siamo rivolti a lui stesso; ed egli ci ha risposto così: “Eccoci i pochi dati di fatto che possono servirvi per la mia biografia veridica: LUOGO DI NASCITA: Sono nato in una città, che gli Etruschi dominarono, già quattro secoli avanti che Rea Silvia commettesse il fallo da cui nacque Romolo con tutte le conseguenze: sulla riva di un lago dal nome principesco (sempre per chi conosca l'idioma etrusco), un lago presso cui sostarono più tardi i Bitungi, nel tempo in cui a Roma Tarquinio Prisco faceva patrizi e funzionari di stato i plebei più fastidiosi, inaugurando così un sistema di governo che non ha mai perduto quel suo vigore. Credo con ciò di avere determinato con la massima esattezza la latitudine e la longitudine del punto terrestre in cui ho visto per la prima volta la luce. ANNO DI NASCITA: Sono cristiano. Da ciò potete, non solamente indurre che la mia nascita avvenne durante l'era volgare, ma anche comprendere che mi repugni servirmi dell'anno della nascita di Cristo come punto di riferimento per indicare l'anno della mia, il che è una comune ma biasimevole profanazione. Ho adottato perciò il sistema delle Olimpiadi. Ciò posto, non ho nessuna difficoltà a rivelare che sono nato nell'anno primo della seicentosessantaseiesima olimpiade, il che secondo l'uso degli antichi storici si scrive così: 01. DCLXVI, l. PROFESSIONE: Ne ho fatto più d'una. Per esempio ho fatto l'insegnante, anzi diciamo coraggiosamente il professore; sì. Il che è utilissimo a chi discute, di qualunque argomento, con me; perchè appena mi avvenga di dire qualche cosa di solido e di sensato, egli risponde: - Già, voi siete un professore - e così mi riduce al più trepido e mortificato silenzio. Ho fatto anche, fino a poco tempo fa, il giornalista, con conseguenze varie. Ora non faccio il pescecane. PRODUZIONE: Ho prodotto: un certo numero di poesie; una settantina di novelle; tre o quattro, diciamo cosi, commedie; un mezzo migliaio di articoli; sei composizioni di musica da camera; un figlio. Quest'ultimo è la produzione mia meglio riuscita, ma non si trova in commercio: chi volesse conoscere qualche cosa del rimanente vada da un libraio e chieda i miei libri nelle edizioni Vallecchi (tutto il resto l'ho rifiutato). Gli risponderanno che non sono ancora usciti, il che è vero. Credo che queste note possano bastarvi per ritenere la mia biografia nel modo più scrupoloso e più casto. 

MARIA VALSECCHI  Come ben sapete, o Signori del Pubblico, duplice è la vita d'ogni attrice, ovverosia: in ogni attrice vivono due persone che spesso sono ben distinti l'una dall'altra: quella che si mostra a Voi tutte le sere avvolta in un fascio di luce artificiale, ogni sera mutando vestiti, anima, sembianze e quella che, usciti Voi in folla dal teatro, spenti i lumi dell'illusione, scantona in fretta da una buia porticina e se ne va nella notte verso una casa provvisoria, portando quel fardello di gioia o di dolore che, più o meno grave, ogni mortale suole portare nella vicenda quotidiana della vita. Voi, o Signori del Pubblico, desiderate conoscere entrambe queste personalità dell'artista, vero? Quella che vi illude su la scena e quella che dietro le quinte vi incuriosisce? Eccovi appagati. Anche Maria Valsecchi ha, naturalmente, "sa double vie" come Sarah Bernhardt e come tutte le attrici di questo mondo. Ma non solo: ha perfino due distinte denominazioni: "Maria Valsecchi" per la scena, "Mariolina" per la vita. Maria Valsecchi è l'attrice giovane della compagnia Talli. Allieva del grande Virgilio Talli, in due soli anni di "carriera" ha saputo ben meritare il suo "ruolo" e cattivarsi le simpatie del pubblico italiano. Inutile elogiare le sue migliori qualità di attrice che, Voi o Signori, ben conoscete. Bruna come Scilla, e bionda come Donatella e incipriata come la Marchesa Colombi, l'avete sempre applaudita; perchè vi ha commosso il suo pianto o il suo sorriso vi ha attratti e, sopratutto perchè l'avete sentita sincera sempre. Eppure io vi assicuro che Mariolina ha delle qualità naturali di cui Maria Valsecchi non ancora ha coscienza e che quando saranno - come certo avverrà presto - ¬da lei stessa comprese e trasfuse in arte, vi riveleranno, o Signori del Pubblico, una vera attrice di prim'ordine. Chi è Mariolina? Un demonietto di belle forme di signorina di buona famiglia. La buona educazione famigliare dà grazia ad ogni movimento del demonietto il quale, talora, sarebbe imperdonabile se non fosse tutto perdona bile alle signorine di buona famiglia carine, intelligenti e di buon gusto. "Vivere!" Non ho forse mai tanto intensamente compreso ed apprezzato il significato della vita come sentendo pronunziare questa parola immensa dalla bocca fresca di Mariolina; che, appena toccando il suolo con le punte dei piedi, ilare e schietta, la testa dai bruni capelli corti e ricciuti un poco protesa in avanti, gli occhi lucenti, ride mostrando i denti perfetti, aguzzi come quelli della sua cagna Lupa; e dice il suo segreto come un festoso voto di gloria: "Vivere!" Un ricco vestito, un bel gioiello dàn gioia, sicuro; ma anche un giro in fox-trott e una coppa di sciampagna. e un piatto di insalatina nova. E anche imparare è una gioia: fissar con occhi intensi, tutt'orecchi, accoccolata di fronte al Maestro che insegna la grande arte, o di fronte ad un amico consigliere saputo, o presso a Lupa che ride, coi denti aguzzi, un riso impareggiabile. Imparare I Recitare I "Vivere!" E con bontà, senza un gesto d'invidia mai, sapendo essere un po' con tutti "camerata" coi buoni ed anche coi cattivi, coi piccoli e coi grandi, destando in tutti un compiacimento sano, la simpatia, il sènso fresco della giovinezza. O Signori del Pubblico, io ho fiducia piena, come già dissi, che presto Mariolina si farà cosciente, in arte, di queste sue rare qualità che la natura le ha date. Allora Voi accorrerete ad applaudire Maria Valsecchi la grande. Ma noi avremo perduto Mariolina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *