Comoedia 1920 Numero 20 – “Gli antidiluviani” Ferdinando Paolieri

25 Ottobre 1920 - Anno II - Numero 20

COMOEDIA

Periodico di commedie e di vita teatrale - Direttore Amministrativo Eugenio Gandolfi - Casa Editrice Italia (Milano)

  • In questo numero:
  • GLI ANTIDILUVIANI il testo completo della commedia in tre atti di Ferdinando Paolieri, rappresentata la prima volta al Teatro R. Alfieri di Firenze il 5 febbraio 1912 dalla Compagnia del teatro fiorentino diretta da Andrea Niccoli - Garibalda Niccoli (Medaglione) - Rassegna teatrale (di Gino Rocca) - Notiziario... 

 

GLI ANTIDILUVIANI commedia in tre atti di Ferdinando Paolieri

Personaggi: Il sor GEDEONE, agiato proprietario 60 anni - La sora ADELE, sua moglie 50 anni - ORAZIO, loro figlio 23 anni - MARIA 22 anni - GIOVANNA, sua madre 50 anni - GHITA, signorina età indefinibile tra i 25 e i 35 anni - VEGGIO, operaio 50 anni - LA BALIA (che non parla)

La scena è in casa del sor Gedeone nella campagna toscana.
ATTO PRIMO
La scena è invariabile.
Rappresenta l'ampia sala di una casa di campagna di persone benestanti, di quelle all'antica che non si sa se siano ricche o semplicemente agiate. Mobilia rustica, vecchissima. Un ampio camino di fattura seicentesca con mensole e fregio sotto la cornice. Alari di ferro battuto. (A detra sul davanti). A sinistra due grandi porte conducono alle stanze interne. In fondo, da una parte, una scala con balaustra di legno, conduce al piano superiore. In cima alla scala la solita madonna, col solito lumicino davanti. Nel mezzo, in fondo, una finestra. Accanto alla finestra, a destra, una monumentale dispensa carica in cima di cristallami e di piatti, terminante in fondo a guisa di madia, ma con molti cassetti. A destra, dopo il camino, una porta da cui si va anche fuori. Presso il primo uscio a sinistra è una specie di tavolo da lavoro in vimini e una poltrona. L'illuminazione, benché le scene si svolgono di giorno, si vedrà che è a olio, con lucernine a becchi di ottone. Un orologio a pendolo, possibilmente ol cucù. Null'altro. 
 
SCENA PRIMA (Giovanna poi Adele)
 
GIOVANNA - (all'alzarsi della tela è inginocchiata per terra colla scopa accanto e, in quella posizione, cerca sotto tutti i mobili, con grande attenzione, qualche oggetto smarrito) Vattel'a pesca! saranno qui? Guardiamo qua sotto... neanche! Accidenti (rizzandosi) Ohi! Ohi! mi sono stroncata tutta la vita e questo è quanto. Già, saranno cascati per ritto e allora chi gli ripiglia gli è bravo...
ADELE - (da sinstra) Sicché?
GIOVANNA - La senta, a me un mi riesce di trovà nulla ...
ADELE - (ironica) Ah! guarda guarda... a regola, vi sè un po' annebbiato la vista, eh? Beh vuol dire che oggi, io sulla spesa ci rimetterò tre centesimi!
GIOVANNA - Ma che gli pare! La colpa l'è mia e pazienza! E ce li rimetterò io.
ADELE - Già! Co' quindici di bicchiere retto e fanno diciotto, un altro paio vo' li perdete prima della fin di' mese e fanno venti: poi vo' vi mettete a frignare, finché non v'ha sentito quell'imbecille di me' marito o quell'altro corbellone carzato e vestito da Orazio e vo' li riavete, di sotto banco... così io ci rimetto lo stesso un ventino...
...
...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *