Don Chisciotte (1983) Rudolf Nureyev – Noella Pontois

Teatro Nuovo di Milano presenta al Palazzetto delle Sport di San Siro:

Don Chisciotte (1983)

Balletto in tre atti dal romanzo di Cervantes. Musica di Ludwig Minkus, arrangiamento di Jhon Lancherry.

  • Primi Ballerini: Rudolf Nureyev, Noella Pontois - et le Ballet de l'Opera de Paris
  • Maestro Concertatore: Michel Queval (Orchestra d Stato Rumena di Iasi)
  • Coreografia: Rudolf Nureyev da Marius Petipa
  • Scene e costumi: Nicholas Georgiadis
  • Direttore Artistico e Regia: Rudolf Nureyev

 

Fotografie 

  • 1. Pontois 2. Nureyev
Programma di sala (pagine 32)
  • La lunga storia del balletto de l'Opera de Paris (Mario Pasi)
  • Rudolf Nurayev (M.F. Bourdon)
  • Il padre del balletto moderno
  • Don Chisciotte raggiunge il baltico
  • Il fenomeno Petipa
  • L'ottobre di Don Chisciotte
  • La maschera di Don Chisciotte
  • Cast

RUDOLF NUREYEV

Possiede quella bellezza eclatante, nervosa, angolosa, dei guerrieri tartari - dai quali del resto discende -. E quel magnetismo leggendario che l'ha fatto adulare dalle folle del mondo intero.

È nato il 17 marzo 1938, sulle rive del lago Bajkal, su di un treno che attraversando le montagne della Mongolia portava sua madre Farida verso suo padre Hamet, in servizio a Vladivostok. Una nascita già romanzesca ­che la vita successiva non smentirà. La guerra spinge la famiglia del piccolo Rudolf a cercare rifugio nella nativa provincia di Baskir: infanzia dai toni drammatici, fatta di freddo, di fame, di esodo. Ma rischiarata, nel 1943, da una rivelazione, quella dello spettacolo che rifulge davanti agli occhi del piccolo Rudolf in occasione delle feste di fine anno: è il Canto delle Cicogne, una vecchia leggenda Baskir dalla quale è stato tratto un balletto. Il bambino ne rimane colpito, folgorato: diventerà ballerino. Per riuscirci è pronto ad accettare tutto, a sopportare tutto. E, di fatto, trascura ben presto il lavoro scolastico per le lezioni di danza - che sono parte del programma -, durante le quali il suo primo insegnante gli inculca i fondamenti della danza classica. Anche i suoi insegnanti successivi sono ben presto colpiti dalle sue doti, dalla sua energia, dalla sua passione ­a tal punto che un giorno si ricorre a lui per sostituire un ballerino dell'Opera, che è malato: ed è così che fa il suo debutto di ballerino professionista. A 15 anni. Gli eventi si susseguono molto in fretta per il giovane Rudolf, la sua storia lo conduce ben presto a Mosca, dove passa una audizione col grande Assaf Messerer. Questi gli propone subito di entrare alla scuola del Bolshoi, ma ­inaudito - Nureyev rifiuta! È il Kirov la meta che si prefigge, e quindi – come prima tappa - la sua famosa Scuola Vaganova. La fortuna gli arride una prima volta, quando riesce ad entrarvi. E gli arride una seconda volta quando vi incontra un insegnante straordinario che lo rivelerà completamente a se stesso, gli insegnerà la disciplina e lo esalterà, lo infiammerà e lo formerà: Alexandre Pouchkine. 3 anni di lavoro, di pazienza e di passione - e Nureyev entra al Kirov: vi debutta in Laurentia al fianco della prima ballerina, Natalia Doudinskaia. E ascende subito a trionfi mai smentiti negli anni successivi: i giovani lo idolatrano, le stelle si disputano il privilegio di ballare con lui. E arriva il 1961, la tournée europea del Kirov. Prima tappa, Parigi. Ed è la folgore che vi giunge, per gli appassionati del balletto. . Danza Solor nel terzo atto della Bayadère, il Principe e l'Uccello azzurro nella Bella Addormentata nel Bosco: Parigi è abbagliata, elettrizzata, sconvolta. È su tutte le prime pagine dei giornali, e allo stesso tempo si fa degli amici, e scopre una vita sconosciuta e inebriante. E il 17 giugno, allorché la troupe si imbarca all'aeroporto di Bourget, chiede asilo politico e, d'un botto, passa all'Ovest. L'effetto è clamoroso e i mass-media lo fanno apparire come un simbolo. Ma Nureyev è rimasto per danzare: e lo dimostra subito percorrendo la Francia, l'Italia e la Svizzera con la Compagnia del Marquis de Cuevas. È allora che fa un altro incontro determinante, quello con Erik Bruhn, grandissimo ballerino, dotato di una personalità che affascina, e che lega Nureyev a sé. Insieme ballano a Cannes, a Parigi, a New York. Poi è la volta di Londra, con Margot Fonteyn, che soccombe al suo fascino, e poi è la volta dell'Italia, e quindi della Germania: il mondo intero lo chiama, il mondo intero è ai suoi piedi. E i suoi piedi sono una forza alata: balla ogni cosa, Giselle, naturalmente, e Il Lago dei Cigni, Don Chisciotte e La Bella addormentata nel Bosco, ma anche Lucifero di Martha Graham, e Il Canto di un giovane errante di Béjart, e poi il Figliol Prodigo di Balanchine, fino al Tristan di Glen Tetley con musica di Henze, con Carolyn Carlson: il 13 novembre 1974 all'Opéra di Parigi. Parallelamente a questa luminosa carriera di ballerino, a partire dal 1964 Rudolf Nureyev affronta la coreografia, con un Lago dei Cigni all'Opera di Vienna. In seguito curerà il riallestimento di numerosi balletti… ed eccolo all'Opéra di Parigi: il suo magnetismo è intatto, il fascino che esercita tiene col fiato sospeso il corpo di ballo e i suoi fans, un fascino che lo fa esistere da 30 anni, che lo fa palpitare, battersi, rischiare: la danza.

M. F. Bourdon

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