Fantasia galaica (1967) Luisa Aranda – José Antonio

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Fantasia galaica (1967)

Balletto in un atto di Ernesto Halffter e Antonio basato sulle danze popolari di Galizia e sulla leggenda della "Santa Compagnia"

  • Interpreti: Luisa Aranda, José Antonio - Corpo di ballo - Cantante solista: Luciana Rezzatore
  • Maestro Concertatore: Armando Gatto
  • Coreografie: Antonio
  • Maestro del coro: Roberto Benaglio
  • Scene: Franco Cagnoli
  • Costumi: Vicente Viudes
  • Maitre de ballet: Giulio Perugini
  • Direttore allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

1. Luisa Aranda - Josè Antonio 2. Gatto 3. Halffter 4. Antonio

Programma di sala (pagine 34)
  • Introduzione (Mario Morini)
  • Interpreti - Fotografie
  • Prima rappresentazione 23 maggio 1967
  • Nella stessa serata "Cavalleria rusticana"
La Fantasia galaica fu scritta espressamente per la compagnia di Antonio che la rappresentò al Festival di Granada - proprio in quei giardini del Generalife grondanti degli incanti falliani - nell'estate del 1956. "Halffter - scrive Enrique Franco - è fedele alla ritmica delle danze popolari galiziane e alla malinconia delle sue canzoni, quantunque solo in pochi casi utilizzi i temi popolari in maniera diretta. Senza dubbio il risultato è di tanta forza plastica e di tanto colorito strumentale che è facile avvertire attraverso la Fantasia la Spagna verde nordoccidentale in una delle sue fragorose feste". L'autore della popolare Sinfonietta, che lo impose giovanissimo all'attenzione del mondo musicale, ha approntato, per questa esecuzione scaligera, la prima in ltalia, una nuova e più brillnte veste strumentale al suo balletto. Antonio, dal canto suo, torna nel teatro dove ha conseguito memorabili successi come danzatore, questa volta esclusivamente nella veste di coreografo. come ballerino debuttò sulle scene scaligere nel 1953 in due edizioni del Tricorno, rispettivamente accanto a Mariemma e a Rosita Segovia, In quello stesso anno danzò in capriccio spagnolo di Rimskij-Korsakov e nel 1956 portò alla Scala la sua versione dell'Amor bruio, nella quale figurava anche come interprete.

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