Fidelio (1971) Claire Watson – Ernst Kozub

Teatro dell'Opera di Roma presenta: 

Fidelio (1971)

Opera in due atti (tre quadri). Libretto tratto da "Leonora o l'amore coniugale" di J.N. Bouilly - Musica di Ludwig Van Beethoven

Interpreti principali: Claire Watson (Leonora) Ernst Kozub (Florestano) Elisabeth Wolkmann (Marcellina) Franciskos Voutsinos (Rocco) Heinz Imdahi (Don Pizarro)

  • Maestro Concertatore: Lovro von Matacic
  • Regia: Franco De Quell
  • Maestro del coro: Tullio Boni
  • Scene e Costumi: Annelies Corrodi
  • Direttore allestimento: Giovanni Cruciani

 

Fotografie 

Link Wikipedia

  • 1.Watson 2.Kozub 3.Wolkmann - Voutsinos 4.Imdahi 5.Matacic 6.De Quell - Corrodi 7.Boni
Programma di sala (pagine 44)
  • Beethoven e la fondazione dell'opera tedesca (Fedele D'Amico)
  • La faticosa nascita di Fidelio (Fedele D'Amico)
  • Discografia (Carlo Marinelli)
  • Il Fidelio al Teatro dell'Opera di Roma
  • Argomento
  • Interpreti
  • Fotografie
L'argomento

ATTO I  - Il cortile di una prigione di Stato presso Siviglia. - Marcellina, figlia del carceriere Rocco, elude l'amoroso assedio del portinaio della prigione Jaquino, presa, com'è, d'amore per il giovane Fidelio, da poco assunto quale aiutante del padre. Ma Fidelio in realtà è una donna, Leonora. Si è travestita con abiti maschili per farsi assumere da Rocco e tentar quindi la liberazione del proprio sposo Florestano, da due anni tenuto prigioniero in quel carcere. Rocco, che ha una viva simpatia per Fidelio, vedrebbe di buon occhio il matrimonio di lui con Marcellina; Fidelio fa mostra di acconsentire e chiede a Rocco di farlo lavorare nelle segrete della fortezza con il pretesto di poter rapidamente guadagnare la somma di denaro occorrente per le nozze. Il Governatore Pizarro apprende da una lettera consegnatagli da Rocco come il Ministro Don Fernando sia venuto a conoscenza del fatto ch'egli tiene incarcerati, per odio personale, degli innocenti fra i quali Florestano, che Pizarro ha fatto credere morto. Per prevenire il pericolo, Pizarro ordina ora a Rocco di uccidere il prigioniero; e poiché Rocco rifiuta, dichiara che lo ucciderà lui stesso. Ma Fidelio-Leonora ha udito il dialogo, e pone subito in atto il suo piano per liberare lo sposo. Chiede anzitutto a Rocco che conceda ai reclusi una breve passeggiata nel cortile, poi lo prega di condurla con sé nella segreta del prigioniero misterioso. Rocco acconsente. Ma Pizarro, ritornato all'improvviso, lo rimprovera di aver lasciato uscire i prigionieri e ordina di farli rientrare. La sua ira si calma soltanto quando Rocco lo assicura che tra loro non c'è il condannato a morte, ch'è rimasto in fondo al carcere nel buio della sua cella.

ATTO II - Ouadro I - Nel sotterraneo. - Florestano legato con una catena ad una grossa pietra, è in delirio. Gli sembra di scorgere nell'oscurità Leonora che giunge per liberarlo, e la invoca. Poi cade in un sapore che lo rende come insensibile. In tale stato lo trovano Rocco e Leonora, i quali cominciano a scavare la fossa che dovrà servire per lui. Leonora ottiene da Rocco il consenso di donare al prigioniero un ultimo pezzo di pane, e pur senza farsi riconoscere da lui, tenta di dargli conforto. In questo momento giunge Pizarro, il quale, gridando il suo nome a Florestano, si scaglia contro di lui per ucciderlo. Leonora allora si intromette e, rivelandosi sposa di Florestano, punta con estrema decisione una pistola al petto di Pizarro. Nel medesimo istante squillano le trombe delle scolte e Jaquino giunge correndo per annunziare l'arrivo del Ministro. E' la salvezza di Florestano e la rovina di Pizarro. E mentre il Governatore si allontana con Rocco, Florestano e Leonora si abbracciano felici, ebbri d'amore e di libertà.

Ouadro II - Il piazzale esterno del carcere. - Il Ministro, in nome della clemenza reale di cui è ambasciatore, ordina a Rocco di informarlo sui delitti di Pizarro. E rimane meravigliato nello scorgere fra i prigionieri il suo nobile amico Florestano. che aveva creduto morto. Rocco confida tutto al Ministro, anche l'eroico atto di Leonora. La giustizia cade allora sul colpevole. Pizarro si avvia verso il suo castigo e Don Fernando ordina a Leonora di togliere le catene a Florestano. Tutti inneggiano alla sublimità dell'amore coniugale.

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