Iberica (1967) – Ballet de Espana

Teatro alla Scala di Milano presenta: 

Iberica (1967)

Balletto di Mariemma sulla musica del "Bolero" di Maurice Ravel

  • Interprete: Ballet de Espana. Primi ballerini: Josè Luis Ponce, Conchita del Mar, Miguel Navarro, Josette Gatineau, Salvator de Castro, Mari Carmen
  • Maestro Concertatore: Armando Gatto
  • Coreografie: Mariemma
  • Scene: V.M. Cortezo
  • Costumi: Maribel - Ruppert

 

Fotografie 

 1. Ponce - del Mar 2. Navarro - Gatineau 3. de Castro - Carmen

Programma di sala (pagine 32)
  • Introduzione (Luigi Rossi)
  • Il cast
  • Prima rappresentazione 2 febbraio 1967
  • Nella stessa serata l'opera "La vita breve"

 

Introduzione di Luigi Rossi
Il nuovo balletto che Mariemma creò nel 1964 e porta oggi alla Scala è ancora una volta significativo di una coerenza artistica che, non ripudiando la fedeltà alle grandi matrici della espafiolidad, procede da esse verso una più larga visione dello spettacolo di danza teatrale. Si tratta della scomposizione coreografica del Bolero di Ravel, cui Mariemma dà il titolo di lberica. Prendendo a base musicale la celebre pagina raveliana con la nota "trouvaille" della ripetizione della cellula melodica ripresa sempre con diversa strumentazione, la coreografa tenta di sintetizzare in un'unica composizione i più diversi versanti della danza spagnola. Parte in tal modo dal folclore, sgranando una collana di danze folcloristiche tra le meno battute del repertorio come Ibiza, Lagarterana e Caspe e Cataluna, per giungere al balletto stilizzato che rappresenta appunto I'estrema decantazione che un artista sensibile può raggiungere trasfigurando le radici popolari in una dimensione spettacolare assoluta. I momenti di passaggio per questo ultimo raggiungimento si chiamano scuola bolera, flamenco, la danza da concerto e la spagnoleria per turisti con tutto quel che di sofisticato e di oleografico comporta. Il balletto che si sviluppa sulla stretta finale della partitura raveliana viene a costituire in tal modo il culmine di un processo di affinamento che la danza spagnola ha conosciuto attraverso la strenua opera dei suoi cultori.

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