Idomeneo (1990) – Goetsa Winbergh

Teatro alla Scala di Milano presenta: 

Idomeneo (1990)

Dramma per musca in tre atti. Testo di Gianbattista Varesco - Musica di Wolfang Amadeus Mozart

  • Interpreti principali: Goetsa Winbergh (Idonemeo) Delores Ziegler (Idamante) Patricia Shuman (Ilia) Carol Vaness (Elettra) Bruno Lazzaretti (Arbace) Primi Ballerini: Oriella Dorella (Arianna) Vittorio D'Amato (Teseo)
  • Maestro Concertatore: Riccardo Muti
  • Regia: Roberto De Simone
  • Maestro del coro: Giulio Bertola
  • Coreografia: Misha Van Hoecke
  • Scene: Mauro Carosi
  • Costumi: Odette Nicoletti
  • Direttore allestimento: Raoul Farolfi

 

Fotografie di Lelli & Masotti

Link Wikipedia

Programma Edizioni Teatro alla Scala (pagine 140)
  • L'argomento (Olimpio Cescatti)
  • La stagione
  • Scritti vari
  • Fotografie di Lelli & Masotti
L'argomento

Idomeneo re di Creta, uno dei più insigni eroi, che diedero a Troia famosa l'ultimo sterminio, ritornando fastoso per mare al regno suo, fu non lungi dal porto di Sidone sorpreso da sì fiera tempesta, che vinto dal timore, fece voto a Nettuno di sacrificargli il primo qualsiasi uomo, che sarà per incontrare al suo sbarco sul lido, qualora egli ottenga per sé, e per la sua gente lo scampo dall'imminente naufragio. Idamante suo figlio al mal fondato avviso del naufragio del caro suo padre, corse inconsolabile al lido sperando forse di rilevarne colà migliori notizie, e fu per disavventura il primo, che incontrò il genitore, che esaudito dal dio del mare  se n'andava solingo cercando la vittima a lui promessa. La lunga assenza d'Idomeneo dalla patria, dove lasciò il figlio ancor bambino, fece che qui l'un l'altro non riconobbe se non dopo ben lungo ragionamento. Era Idamante innamorato d'Ilia principessa figlia di Priamo re di Troia, la quale egli con provide disposizioni salvò da una orribile burrasca allorché fu condotta prigioniera in Creta, e da questa era teneramente riamato. La principessa Elettra figlia d'Agamennone re d'Argo rifugiata in Creta per le funeste rivoluzioni della sua patria, era innamorata d'ldamante, ma da lui non corrisposta. I diversi affetti eccitati nel padre e nel figlio dal loro scoprimento, l'amor paterno d'ldomeneo, il suo dovere verso Nettuno, l'infelice situazione d'ldamante, che ignora il suo destino, il reciproco amore dei due amanti amareggiato all'eccesso poiché Idomeneo fu costretto a svelare l'arcano, ed a sciogliere il crudel voto, la gelosia e la disperazione d'Elettra, il tutto forma l'azione del presente drammatico componimento. Il rimanente si ricava dalla scena. Si legga la tragedia francese, che il poeta italiano in qualche parte imitò, riducendo il tragico a lieto fine.

Nota al libretto

Il testo del libretto è quello della prima versione dell'opera, e riproduce le parti del libretto originale di Varesco effettivamente musicate ed eseguite il 29 gennaio 1781 al Hoftheater di Monaco. Inoltre, vi sono stati ripristinati sia l'Aria di Idamante «No, la morte io non pavento» sia il Recitativo ed aria di Elettra «Oh smania! oh furie! oh disperata Elettra! ... » (nella sua forma integrale) - «D'Oreste, d'Aiace», in quanto eliminati da Mozart alla vigilia della prima esecuzione per motivi «contingenti» e non musicali. A loro luogo vengono riportate tutte le parti musicate da Mozart ma eliminate nel corso delle prove (ma con le eccezioni di cui sopra), nonché le parti nuove composte per la seconda versione dell'opera, eseguita il 13 marzo 1786 nel palazzo del principe Johann Adam Auersberg a Vienna: Scena con rondò K. 490 «Non più. Tutto ascoltai» - «Non temer, amato bene» e Duetto K. 489 «Spiegarti non poss'io». Occasionalmente, alfine di una più agevole comprensione del testo, alcuni termini desueti sono stati sostituiti, nella edizione scaligera, con altri termini di più evidente significato.
OLIMPIO CESCATTI

Bozzetti dei costumi di Odette Nicoletti

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