Il dramma 1939 Numero 315 – Marcello Giorda

1° Ottobre 1939 - Anno XV - Numero 315

IL DRAMMA

Quindicinale di commedie di grande successo diretto da Lucio Ridenti - Società Editrice Torinese Torino

  • In questo numero:
  • In questo numero:
  • GIRANDOLA il testo completo del grottesco in tre atti di Giuseppe Bevilacqua rappresentato dalla Compagnia di Giulio Donadio - Teatro in minore (di Giulio Girola) - Pitoeff (di Mario Corsi) - Ritratto di Nino Besozzi - Avviene si dice si spera - Termocauterio...
  • In copertina: Marcello Giorda (disegno di Za)

 

Marcello Giorda
Il nuovo Anno Teatrale rivedremo accanto a Dina Galli, la nostra grande Dina, quale direttore e primattore, Marcello Giorda. Questa notizia, già nota, non avrebbe interesse senza poter aggiungere, come lo siamo autorizzati dalla nostra illustre attrice, che la presenza di Giorda è stata condizione essenziale per la sua decisione a riformare la propria Compagnia. E questo perchè a Giorda, attore ormai di primissimo piano e di riconosciuto valore, furono fatte altre offerte da Emma Gramatica e dalla Melato. Giorda è senza dubbio, oggi, con Ricci, Benassi e Cimara, tra i primi attori le cui possibilità interpretative non sono limitate o circoscritte, poiché noi li vediamo passare, di sera in sera, da una commedia comica alla vicenda più drammatica, con quella versatilità che è dono principale dei comici italiani. E come i suoi compagni che formano il primo piano dei nostri attori più giovani, giacché consideriamo i più anziani come stabilizzati nella loro celebrità, Giorda è anche direttore. Un direttore moderno ed accorto, che ai limiti della regia porta l'esperienza di un passato artistico che fu appreso dai nostri gloriosi capocomici-direttori. Infine siamo lieti di aver ricordato le molte qualità di: Marcello Giorda anche per la gratitudine che il gran pubblico gli deve ora che il Carro dei Tespi N. 1 è terminato. Sono cinque anni che, Giorda, chiamato e sempre meglio rispondendo alla fiducia delle superiori Gerarchie, dirige uno dei “Carri di Tespi” ed ha già avuto a prime attrici la Borboni, la Carli, la Masi. Una grande popolarità acquistata recitando per il popolo. E ciò valga a smentire quegli attori che credono di guadagnarsi una più vasta rinomanza, chiamata popolarità, soltanto facendo dei film.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *