Il dramma 1941 Numero 349 – Elsa Merlini

1°Marzo 1941 - Anno XVII - Numero 349

IL DRAMMA

 Quindicinale di commedie di grande successo diretto da Lucio Ridenti - Società Editrice torinese - Torino

  • In questo numero:
  • UNO STRANO TE' IN CASA HALDEN il testo completo della commedia in tre atti di Fritz Koselka, versione italiana di Vincenzo Tieri, rappresentata dalla Compagnia Besozzi-Ferrati - Esame di regia e recitazione (di Alberto Savinio) -  Reazioni (di Silvio D'Amico) - Centenario di una grande tragica: Giacinta Pezzana (di Mario Corsi) - Attualità - Sono in scena - Termocauterio...
  • In copertina: Elsa Merlini nella commedia di Pirandello "La signora Morli uno e due..." (Disegno di Onorato)

 

Elsa Merlini

Noi vogliamo molto bene a Elsa Merlini; l'ammiriamo ed è nostra prediletta, ma non "come tutti" cioè non come il pubblico. O almeno la maggioranza del pubblico, che avendo innalzato Elsa Merlini sulla facile scale del diletto - inteso come superficiale piacere e divertimento nell'ascoltarla - ne ha fatto una "diva" nel senso cinematografico di tale qualifica. Invece la nostra predilizione è per la particolare, intelligente e continua ricerca di Elsa Merlini a presentare opere di eccezionale interesse artistico e ad essere interprete coscienziosa, non come "prima donna" soltanto, ma come parte del "complesso" sul piano di ammirevole uguaglianza. (Si intende che essendo la Compagnia Merlini-Cialente, agli effetti amministrativi, una azienda in proprio, qualche concessione di autori e commedie facili è necessaria). Oggi qualsiasi Compagnia può entrare nel difficle di alcune opere, ma non bisogna dimenticare il coraggioso tentativo di portare su un palcoscenico normale "Piccola città" che ha dato, ed è vero, molte gioie a Elsa Merlini, ma le ha anche procurato qualche dispiacere. Non ultimo quello di una interruzione, durante la ripresa a Roma della commedia di Wilder. Noi ci siamo domandati, apprendendo la cronaca non lieta di quella serata, se non sia giunto il momento di rispettare questa nostra attrice come merita: da grande interprete e non come "diva".

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