Il dramma 1943 Numero 404 – Elsa Merlini

15 Giugno 1943 - Anno XIX - Numero 404

IL DRAMMA

Quindicinale di commedie di grande successo diretto da Lucio Ridenti - Società Editrice Torinese Torino

  • In questo numero:
  • NON TRADIRE il testo completo della commedia in tre atti di Vincenzo Tieri - IL PIACERE DI DIRSI ADDIO un atto di Jules Rènard, traduzione di Jole Giannini - Molière e la tecnica del teatro (di Sandro Volta) - Eroismi del vecchio repertorio (di Alfredo Mezio) - Apputi su Hebbel (di Achille Vesce) - Commedie nuove e riprese - Tutto fatto - Varie - Termocauterio...
  • In copertina: Elsa Merlini nella commedia di Kossorotoff "Un sogno d'amore" (disegno di Brunetta)

 

Elsa Merlini
Elsa Merlini ha recitato in questa stagione teatrale che ormai si conclude, alcune commedie ("Un sogno d'amore", "Santa Giovanna") che per aver avuto altre interpreti, hanno rimesso sul terreno le discussioni, quanto mai oziose di una Merlini "attrice comica, più o meno adatta al repertorio drammatico". Tale assurda ed insulsa classificazione se è sempre stata impropria a qualsiasi attrice e in ogni tempo (ogni decennio la storiella si rinnova a proposito di una grande interprete), è quanto mai sciocca nei riguardi di Elsa Merlini, che in fatto di sensibilità artistica è l'attrice più completa del Teatro italiano. La "Merlini - brio - grazia - comicità" è una frase fatta messa in circolazione dal cinematografo - purtroppo - , giunt attraverso lo schermo e la "Segretaria privata" fino allo spettatore che non ha mai frequentato il teatro. Si è creata così una di quelle stupide "scie" che ogni tanto rigano il teatro con la sorridente e incosciente convinzione di quegli spettatori pei quali il teatro è una distrazione digestiva. Elsa Merlini è la più significativa e maggiore delle nostre attrici, e con "Un sogno d'amore"; "Santa Giovanna" ecc. ha dimostrato ancora una volta, se ancora ce ne fosse stato bisogno, di poter sostenere i più vasti ed iimpegnativi ruoli: anche quelli della tragedia. D'altronde l'aveva dimostrato anche prima con "Zazà" e lo dimostrerà ancora domani con qualsiasi altra interpretazione, drammatica o tragica che sia: la sua arte ed il valore di essa non possono essere misurati su due piatti di una bilancia nei quali soppesare il comico e il drammatico. Appena si abbia un po' di rispetto per il Teatro e i suoi interpreti, non v'è chi non senta la tristezza di queste considerazioni. Sappiamo benissimo che tutto ciò non giunge nemmeno a sfiorare Elsa Merlini, e noi non abbiamo l'ingeua pretesa di difenderla, soprattutto non richiesti; ma abbiamo voluto soltanto tentare di distruggere una frase fatta del teatro nei riguardi di questa attrice, che se anche non la tocca, dà fastidio (come tutte le frasi fatte) di sentirla ripetere.
 

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