Il lago dei cigni (1964) Maja Plisetskaja – Nikolai Fadeiecev

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Il lago dei cigni (1964)

Balletto in un prologo, due atti e un epilogo. Libretto rielaborato da Vladimir Burmejster. Musica di Piotr I. Ciaikovski

  • Interpreti principali: Maja Plisetskaja (Odette - Odile) Nikolai Fadeiecev (Sigfrido) Aldo Santambrogio (Il mago) Luigi Sironi (Il giullare) Fiorella cova (Danza russa) Luciana Savignano - Aida Accolla - Liliana Cosi (Cigni)
  • Maestro Concertatore: Geo Giussani
  • Coreografie: Nicholas Beriozoff
  • Direttrice del ballo: Luciana Novaro
  • Maitre de ballet: Giulio Perugini
  • Scene e costumi: Alessandro Benois
  • Direttore Allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

Programma di sala (pagine 32)
  • Introduzione (d. m.)
  • Argomento - Interpreti
  • Fotografie
  • Nella stessa serata anche il balletto "Orfeo"
  • Prima rappresentazione 24 aprile 1964

L'argomento

Prologo. Sulla sponda di un lago vive un mago. Un giorno la giovane principessa Odette si avvicina per raccogliere fiori; uno bianco su uno scoglio attira particolarmente la sua attenzione e vorrebbe coglierlo. Improvvisamente il cielo è oscurato da due immense ali che sfiorano la principessa: è il mago che cosi la trasforma in cigno.


Atto I, quadro I. Il giardino del castello. È il compleanno del principe. Amiche e amici lo festeggiano, ma presto egli è richiamato ai suoi doveri: è ormai maggiorenne e durante la festa organizzata per l'indomani dovrà decidere chi sposare. Passa un branco di cigni: il giullare persuade il principe ad unirsi agli amici per una battuta di caccia.
Atto I, quadro II. Il lago sotto la luna. II principe avvista un cigno che nel raggiungere la sponda si trasforma in una bellissima fanciulla. Essa gli racconta di essere la principessa Odette, vittima come le sue compagne dell'incantesimo di un mago: solo di notte tutte riprendono sembianze umane ma anche allora il mago veglia crudelmente su di loro. L'incantesimo finirà solamente se di Odette si innamorerà qualcuno che non ha mai tradito la propria fede. Sigfrido sente nascere amore per Odette e vorrebbe prolungare il colloquio ma l'alba è prossima ed essa e le sue compagne debbono ritornare cigni.

Atto II. La festa nel salone der castello. Il principe balla con sei ragazze tra le quali dovrà scegliere la sposa, ma egli non ha pensieri che per Odette. Improvvisamente vengono annunciati due ospiti inattesi: sono il mago, che si fa chiamàre barone von Rotbart e sua figlia Odile. Sigfrido è sbalordito daila straordinaria somiglianza della fanciulla con Odette e non dubita che si tratti proprio della sua principessa-cigno. Danza con lei e, non accorgendosi della visione di Odette che Io supplica di non dimenticarla, chiede la sua mano: Von Rotbart gli fa giurare che la scelta è definitiva. Subito dopo egli vede la visione di Odette e comprende il tranello nel quale è caduto. Rotbart e Odile svaniscono, La Corte è in grande confusione, il principe corre fuori in cerca del suo vero amore.

Epilogo. La sponda del lago. Le fanciulle-cigno sono in ansia per Odette, disperata poiché pensa che la vita nan abbia più gioie per lei. Arriva il principe che implora Odette di perdonargli il tradimento a cui è stato tratto con l'inganno. Il mago capisce a questo punto che deve liberarsi di Sigfrido e chiama in aiuto tutte le forze ostili della natura. Si scatena un violento temporale e Odette scorgendo il principe in pericolo si lancia per soccorrerlo nelle acque burascose del lago. La partita è perduta per il mago, lo ha sconfitto l'amore e il suo incantesimo è rotto. Odette esce con Sigfrido dal lago, sulle cui sponde un giorno essa coglieva i fiori: la roccia dove sorgeva la dimora del mago è illuminata dal sole nascente.

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