Il lago dei cigni (1985) Renata Calderini – Anna Razzi – Marco Pierin

Teatro alla Scala di Milano presenta: 

Il lago dei cigni (1985)

Un prologo e due atti. Libretto di Franco Zeffirelli con la consulenza di Jann Parry - Musica di Piotr I. Ciaikovskij - Versione musicale a cura di Lorin Maazel

  • Interpreti principali: Renata Calderini (Odette) Anna Razzi  (Odile) Marco Pierin (Sigfrido) Bruno Vescovo (Benno) Paolo Podini (Wolfgang) Tiziano Mietto (Rothbart)
  • Maestro Concertatore: Michel Sasson
  • Regia: Franco Zeffirelli
  • Coreografia: Rosella Hightower
  • Scene: Franco Zeffirelli
  • Costumi: Anna Anni
  • Direttore allestimento: Giorgio Cristini

 

Fotografie delle prove di Lelli & Masotti

Link Wikipedia

Programma di sala (pagine 48)
  • Il lago dei cigni (Lorin Maazel)
  • Questa versione (Franco Zeffirelli)
  • La mia collaborazione con Zeffirelli (Jann Parry)
  • Il lago dei cigni alla Scala (L. Rossi)
  • Cenni storici
  • Fotografie di Lelli & Masotti
l lago dei cigni

La versione del Lago dei cigni che il pubblico di tutto il mondo è abituato a sentire (e vedere) differisce di molto, sia nella musica sia nella concezione generale, da quella che Ciaikovskij presentò alla «prima» del balletto: è un fatto che sollecita necessariamente una valutazione critica delle ragioni che avevano consigliato la rielaborazione del balletto originario. Generalmente si pensa che il balletto non poteva aver successo nella sua forma originaria: troppo lungo, troppo banale, pochi e insufficienti gli assolo per i primi ballerini, troppo lugubre ecc. In ogni caso, bisogna constatare che, pur rappresentato in questa forma per tutti questi lunghi anni, il balletto ha ottenuto immenso successo. Ma possiamo anche affermare che risulta del tutto giustificata una nuova versione, capace forse di portare sia la vicenda sia la musica un po' più vicine alle intenzioni originali. Noi abbiamo fatto proprio così, e probabilmente per le medesime ragioni per cui venne compiuto il primo adattamento: cioè per conferire una chiarezza ancora maggiore e/o un'altra prospettiva a un capolavoro. Che di un capolavoro si tratta: pieno di luce, di fantasia, di fascino, di effervescenza, di eleganza... e di dramma. E proprio questo elemento - quello del dramma, della «teatralità», delle leggende che ispirano il racconto ¬questa nuova versione cerca di portare alla luce. Vi sono giustapposizioni, conflitti, confronti che la musica dipinge con chiarezza. Abbiamo tentato di togliere ogni traccia della banalità con cui questi aspetti del balletto vengono sovente trattati; nel contempo, abbiamo illuminato altri elementi: bellezza mistica, gaiezza, spensieratezza, che abbondano nel racconto e nella musica. È vero che alcuni luoghi comuni (o clichés) hanno un proprio posto e una propria funzione nella tradizione stessa delle «arti rappresentative», ma alcuni di essi sarebbe stato assai meglio averli abbandonati. Questa versione, nel suo tentativo di conferire maggiore coerenza all'intreccio e maggiore solidità alla musica, prevede a volte l'eliminazione o la neutralizzazione di certi luoghi comuni ormai divenuti “imbarazzanti”. Tutti i grandi compositori sono stati tentati dalla danza, da Rameau a Bart6k. Gli operisti, che pure inveivano contro il balletto inserito all'interno di un'opera, sotto sotto si compiacevano della musica che erano stati «costretti» a comporre (Wagner, Verdi). Molte delle note più ispirate vennero scritte per la danza. Gli ultimi 130 anni ci hanno portato decine di stupende parti tu re di balletto, dal Lago dei cigni di Ciaikovskij al Mandarino meraviglioso di Bart6k. È deplorevole che alcuni grandi direttori d'orchestra abbiano ignorato la musica di balletto. Che gioia sentire e vedere un balletto! Ed è molto significativo che registi di fama e ai talento comincino a prendere sul serio il mondo del balletto. In effetti, alcuni dei migliori coreografi contemporanei sono anche eccellenti registi. Una coreografia di Neumeier è anche una vera e propria regia. Zeffirelli che conferisce ampiezza e profondità al «testo» del balletto, rappresenta un passo gigantesco verso la universalizzazione del balletto come opera d'arte teatrale.
LORIN MAAZEL

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