Il tamburo di panno (1966) Lucilla Udovich – Angelo Lo Forese

Teatro Comunale di Bologna presenta: 

Il tamburo di panno (1966)

Da un "Nò" giapponese del sec XIV. Musica di Orazio Fiume

  • Interpreti: Lucilla Udovich (Principessa) Angelo Lo Forese (Giardiniere) Gianfranco Casarini (Vegliante) Ernesto Civolani (Cortigiano)
  • Maestro Concertatore: Bruno Rigacci
  • Regia: Carlo Piccinato
  • Maestro del coro: Gaetano Riccitelli
  • Coreografie: Carlo Faraboni

 

Fotografie 

1. Udovich 2. Lo Forese 3. Casarini 4. Rigacci

Programma di sala (pagine 140)
  • Prima rappresentazione 2 dicembre 1966
  • La Stagione Lirica 1966/67
  • I singoli spettacoli
  • Il tamburo di panno - argomento - Interpreti
  • Fotografie
L'argomento

L'azione si svolge, tra il tramonto e 'la notte fonda - secondo i solenni avvertimenti del Vegliante - in un fantastico giardino orientale. Appare, tra ,i cespugli, il vecchio Giardiniere e vi si aggira timidamente, narrando del suo.imposibile amore per una sublime Principessa. Presentimenti di morte vengono riecheggiati e fltrati, dal primo e dal secondo semi-coro presente in scena, in una nuoya luce di speranza, che sembra trovar conferma nel grande annuncio di un Cortigiano: - La Principessa giunge dal palazzo'l La Principessa scende nei giardini! - Al ritmo di una marcia grave e lontana, entra in scena un corteo di fanciulle, guerrieri e cortigiani. Appare, anche, la Principessa, accompagnata da alcune Damigelle che, subito, al suo 6anco intrecciano motivi danzanti, mentre il vecchio innamorato si prostra a terra. Superba e sprezzante la Principessa invita il Gardiniere a guardarla ancora una volta e poi. con ambigua grazia, gli promette di tornare a lui, qualora gli riesca di far giungere sino al palazzo, dove ella abita, i tocchi di un tamburo appeso al cedro dello stagno. Ma i termini della sfida vengono invalidati  dall'ingano: furtivamente, dietro ordine della Principessa, le Damigelle applicano al tamburo, un drappo scuro di panno. Quando il Giardiniore si alza trasognato, il vegliante ha già rilevato la fine del giorno. La Prilcipessa ed il suo seguito sono ormai lontani, Invano dissuaso dalle esortazioni del Coro, il vecchio tenta la grande impresa; ad ogni suo sforzo, però, il tamburo rimane inerte. Preso dalla disperazione il Giardiniere si getta nello stagno. - << È notte! È notte >> - dice il Vegliante. Attraverso imperscrutabili vie del rimorso. il richiamo del Giardiniere è giunto egualmente alla Principessa, che ora ritorna nel giardino vagando, come folle, assieme alle Damigelle, vestite di scuro. Improvvisamente, lo Spirito del vecchio Giardiniere, appare immobile fra i cespugli. - Come poteva dar suono? - accusa dolente lo Spirito - era muto... Il mio cuore era un grande lago. Hai voluto scoprire la fonte che l'alirnentava. Perchél Mi bastava vederti lontana. Mi bastava vedere la luna tra i rami. Il tamburo è coperto di panno. Prova, Battilo... La Principessa prende la mazza e colpiscce senza esiro. Ossessionata dallo Spiriro e dal Coro. continua a battere sempre più frenericamente, 6inché, al colmo della e:disperazione, cade fulminata, Le damigelle si accasciano accanto al corpo inanimato della Principessa. - È notte alta! Dormite! - conclude il Vegliante.

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