Kiri Te Kanawa concerto (1979)

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Concerto di canto del Soprano Kiri Te Kanawa (1979)

Programma da: Schubert –  Schumann – Strauss – Faurè – Wolf – Duparc – Walton

Pianista: Richard Amner

Fotografie

 

Link Wikipedia

  • Kiri Te Kanawa in Simon Boccanegra stagione 1978/79
  • Programma di sala (pagine 24)

 

  • L’Ente Autonomo Teatro alla Scala
  • Kiri Te Kanawa (Rodolfo Celetti)
  • Il programma

Kiri Te Kanawa

Kiri Te Kanawa è nata a Gisborne, nella Nuova Zelanda, ed ha iniziato gli studi in patria, ad Auckland, continuandoli poi a Londra fra il 1966 e il 1969. Ha esordito al Covent Garden nel 1970, come Fanciulla Fiore del Parsifal e Xenia del Boris Godunov. Sempre al Covent Garden, nel 1971, fu la Contessa Almaviva delle Nozze di Fi­garo, mentre nel 1972 impersonò Desdemona in un’edizione di Otello allestita dalla Scottish Opera e nel 1973 e ’74 fu ancora la Contessa al Festiva! di Glyndebourne. Riconfermata nel frat­tempo al Covent Garden, vi apparve in quegli anni nell’Otello, nel Don Giovanni (Elvira), nel Simon Boccanegra, nella Bohéme e, successiva­mente, nel Faust (1974), nella Carmen (Micaela, 1975), nell’Eugenio Onegin (1976), in Così fan tutte (Fiordiligi, 1976) e in Arabella (protagoni­sta, 1977). Negli Stati Uniti s’è fatta conoscere nel 1971, eseguendo le Nozze di Figaro con l’Opera di Santa Fé. E’ successivamente apparsa all’Opera House di San Francisco (tra l’altro come Pamina del Flauto Magico), al Metropolitan di New York a partire dal 1974 (Otello) e a Houston (Arabella, 1977). All’Opéra di Parigi ha esordito nel 1975 come Donna Elvira, tornandovi, sempre con il Don Giovanni, nel 1977. Ha anche cantato a Sidney nel 1976 (Bohéme) e 1978 (Traviata). Alla Scala ha esordito in concerto nel 1978 e, in opera, nella stagione in corso, con il Simon Boccanegra. E’ nota, in campo internazionale, soprattutto come soprano mozartiano. La sua vocalità, im­postata su un timbro molto limpido e carezze­vole e su un’emissione duttile e fluida, è incline a fraseggi delicati, sfumati e molto suggestivi nell’abbandono elegiaco e nella nota patetica. In questo senso fa testo la sua Donna Elvira, notevole, d’altronde, anche per l’assetto stili­ stico. Ma a parte Mozart e a parte anche il raf­finato languore della sua Contessa, Kiri Te Ka­ nawa sa dare a personaggi come Micaela, Ta­tiana dell’Onegin e Mimì un senso di candore e, insieme, di soave sentimentalità, mentre come protagonista dell’Arabella emerge per l’insinuan­te eleganza del canto, della recitazione e della presenza scenica. Il concerto da lei offerto al pubblico della Scala è in gran parte dedicato a pagine famose dei più autorevoli compositori di Lied tedeschi. E’ tut­tavia presente anche la musica vocale da camera francese, con Fauré e Henri Duparc, due autori per vari aspetti affini. Il programma è concluso da liriche di William Turner Walton, uno dei più noti compositori inglesi del nostro tempo.

RODOLFO CELLETTI

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