La Commedia Degli Equivoci (1996) – Tato Russo

Teatro Bellini di Napoli - estate teatrale veronese presentano:

La Commedia Degli Equivoci (1996)

Di William Shakespeare. Libero adattamento di Tato Russo e Luigi Lunari

Interpreti principali: Tato Russo, Giovanni Esposito, Rino Di Martino, Mario Aterrano, Franco D'Amato, Alfonso Capuano, Gianna Coletto, Letizia Gorga

  • Musiche: Patrizio Marrone
  • Scene: Tato Russo - Renato Lori
  • Costumi: Giusi Giustino
  • Coreografie: Aurelio Gatti
  • Regia: Tato Russo
  • Collaboratore alla regia: Livio Galassi

 

Fotografie 

Tato Russo - I bozzetti dei costumi di Giusi Giustino

Programma di sala (pagine 44)
  • William Shakespeare la vita - Le opere (Nemi D'Agostino - Mario Praz)
  • Il testo e le sue fonti (Giudo Fink)
  • I drammi sperimentali (Gabriele Baldini)
  • Quasi un canovaccio (Luigi Lunari)
  • Note di regia (Tato Russo)
  • Emozioni di una prova (Livio Galassi)
  • La scenografia - Le musiche - I costumi

Note di regia

Questa della Comedy of Errors mi pare l'ultima tappa di un percorso su un "Teatro dei Misteri" all'interno della drammaturgia shakespeariana, che ha già compreso negli anni passati una mia messinscena de La tempesta e un'altra, più conosciuta al pubblico veronese del Sogno di una notte di mezza estate. Immagino ora una Efeso dei misteri laddove la decadenza finale della civiltà imperiale occidentale va facendo posto alle mode e alle magie dell'Oriente e al fascino delle sue mille contaminazioni. Dall'isola dell'aria (La tempesta), alle foreste del sotterra (il Sogno) e infine alla città dell'acqua, dove tutto è fluido, mobile: la memoria lo smarrimento, la disperazione. Immagino un labirinto di specchi dell'anima, di ricordi e sensazioni, un morboso intreccio di fatti e parole, dove tutto mostra le radici di un inconscio da rimuovere o da riflettere, tutto smarrito com'è questo protagonista che è ognuno di noi alla ricerca della sua identità, del suo proprio padre, della sua infanzia: percorso di castrazioni, di doppiezze infinite, di priapesche fughe verso e dentro questa città dell'Es, di desideri minacciosi di moltiplicarsi, di incubi per le relative e progressive perdite di controllo. Commedia degli equivoci sì, ma non solo narrativi quindi - mille equivoci come mille possibilità, mille dubbi; mille parole in un'atmosfera che dal tragico partorisce il comico e dall'apparato stilistico dedito al surreale muove significanze per i nuovi giorni. Tutto questo, e molto di più, vive Per ora nella mia testa e nella mia immaginazione.

 
Tato Russo

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