La moscheta (1960) Franco Parenti – Gino Cavalieri

Teatro Stabile della Città di Torino presenta:

La moscheta ovvero: la commedia del parlar chiaro (1960)

Tre atti di Angelo Beolco detto Ruzante

  • Interpreti: Franco Parenti, Gino Cavalieri, Gianna Giachetti Duane, Alessandro Esposito, Virgilio Zernitz, Carla Parmeggiani
  • Scene e Costumi: Mischa Scandella
  • Regia: Gianfranco De Bosio

 

Fotografie 

Link Wikipedia

1. Parenti 2. Cavalieri 3. Duane 4. Esposito 5. Zernitz 6. Parmeggiani 

Pieghevole (facciate 4)
  • L'Italia che non si vede (G. De Bosio)
  • Il Ruzante
  • Il cast
  • Fotografie
Il Ruzante

Angelo Beolco, in arte "Ruzante" (da "ruzzare" scherzare) nacque nel 1502 a Padova dove pure morì il 17 marzo 1542, cadetto di un ramo della nobile famiglia milanese Beolco, figlio naturale di Giovan Francesco, dottore in arte e medicina, e di una umile dama della servitù. Della sua vita si sa poco. Fu sovente ospite nelle ville dell'aristocrazia veneta. Con Aurelio Alvarotto detto Menato, Girolamo Zaanetti detto Vezzo, Castegnola detto Biora ed altri formò una compagnia comica, delizia delle gaie brigate veneeziane, padovane ed anche ferraresi. Di solito tale compagnia rappresentava testi scritti dal Ruzante stesso, il quale come autore e attore ottenne ovunque grandi successi e di lui parlò, con visibile entusiasmo, lo stesso Galileo Galilei.

Le opere di lui che sono rimaste, oltre alla Moscheta, sono il Reduce, il Bilora, il Menego, la Pastorale, la Bettìa, la Vaccaria, la Piovana e l'Anconitana.

L'opera teatrale del Ruzante, che per molti versi anticipa la Commedia delll'Arte, è una schietta, rude e fantasiosa rappresentazione di figure popolaresche ed in special modo contadine, tipiche dell'Italia cinquecentesca.

"la Moscheta" venne composta tra il 1525 e il 1528. Il merito d'averla riscoperta, dopo secoli d'oblio, oltre che a studiosi come il Mortier e i Lovarini, spettò al regista Gianfranco De Bosio che l'allestì lo prima volta con la Compagnia del Teatro dell'Università di Padova nel 1950 e ne curò un secondo allestimento nel 1956.

 

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