La scoperta della … Merica (1985) – Compagnia Goliardica Mario Baistrocchi

La Compagnia Goliardica Mario Baistrocchi presenta al Teatro Margherita di Genova:

La scoperta della ... Merica (1985)

Rivista in due tempi di G. Borghi - G. Cozzo - G. Ferrari - C. Frittoli - V. Molinari

  • Interpreti: Compagnia Mario Baistrocchi
  • Musiche: Mario Bertolazzi
  • Coreografie: Piero Rossi
  • Scene: Giacomo Rigalza
  • Costumi: Angelo Poli
  • Direttore Compagnia: Ernesto Gherardi
  • Regia: Mimmo Chianese

 

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1.Piero Rossi 2.Ernesto Gherardi 3.Mimmo Chianese 4. La Compagnia
Programma di sala (pagine 118)
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  • Mario Baistrocchi una leggenda nata in trincea (Ernesto Gherardi)
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Mario Baistrocchi una leggenda nata in trincea

Alto spalle quadrate, una corporatura atletica, un viso maschio ma cordiale che ispira simpatia. È il ritratto di Mario Baistrocchi che ci arriva da foto ormai ingiallite da decenni di storia italiana. È quel che ci resta di questo studente, che studiava veramente, e che sprizzava energia e vivacità da ogni poro della pelle. Era il simbolo della giovinezza scanzonata, allegra, piena di vita. Una foto di gruppo che lo mostra con i primi componenti della compagnia goliardica che Mario, con il suo entusiasmo, riuscì a mettere in piedi, qualcuno con il gilet. In una foto Mario tiene bene in mostra come una sfida il copione di “Cercando la via” la seconda rivista goliardica messa in scena dopo il trionfale successo della prima che portava il titolo un po' patetico di “L'allegra brigata”. Due titoli, due riviste messe in scena al teatro Paganini il salottino della Genova bene: perché allora la rivista goliardica era un fenomeno culturale della borghesia e non ancora un fenomeno di massa come è oggi. Anzi, di consumismo, come direbbe un sociologo. Lui era tutto: impresario, organizzatore, animatore, direttore, regista, factotum. La rivista era lui. Il risultato è tale che il rettore magnifico Maragliano ne è talmente entusiasta, e il successo così strepitoso, che lui stesso incita gli studenti a proseguire su questa strada. Così sul “Calfaro” il critico scrive: “Il signor Baistrocchi cui può essere concessa la laurea ad honorem di impresario esperto e fortunato, ebbe applausi e congratulazioni vivissime”. Quello che sembrava un exploit, una magnifica solitaria avventura si avvia a diventare una tradizione. Ma i protagonisti di allora non lo sanno. Nasce così nell'aprile 1914 la seconda rivista “Cercando la via” dal titolo emblematico. Ma già all'orizzonte italiano appaiono sempre più nere le nubi della guerra. L'Europa sta per incendiarsi. L'attentato di Serajevo, l'ultimatum austroungarico; è la guerra. L'Italia ne resterà fuori per un anno e poi sarà il suo turno. Proprio mentre Baistrocchi e compagni si apprestavano a preparare la terza rivista, dallo scoglio di Quarto Gabriefe D'Annunzio incita gli italiani all'ultima guerra d'indipendenza: Trento e Trieste aspettano ancora d'essere liberate. Le parole infiammate fanno bruciare i cuori ardenti. E tra questi c'è, non poteva non esserci, Mario Baistrocchi. Depone il copione e indossa il grigioverde da granatiere. Non è una guerra esaltante quella che Baistrocchi è costretto a combattere: la terribile angosciante guerra di trincea fatta di fame, freddo, privazioni, e tanti compagni morti per pochi metri conquistati. L'ultima tappa è del 1917. La Bainsizza. È scoppiato il dramma: a Caporetto gli austroungarici hanno rotto il fronte e dilagano verso fa pianura veneta. Le poche truppe ancora intatte nella voglia di combattere vengono mandate al contrattacco: tra questi il tenente Mario Baistrocchi. In un assalto per frenare la marea nemica che straripa Mario cade con due palle in fronte. È il 30 ottobre. In quello stesso giorno nasce la leggenda di Mario Baistrocchi.
ERNESTO GHERARDI

 

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