La strada (1967) Carla Fracci – Mario Pistoni – Aldo Santambrogio

Teatro alla Scala di Milano presenta:

La strada (1967)

Balletto in un atto dall'omonimo film di Federico Fellini su soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli. Musica di Nino Rota

  • Interpreti principali: Carla Fracci (Gelsomina) Mario Pistoni (Il matto) Aldo Santambrogio (Zampanò) Elettra Morini - Tiziano Mietto (Gli sposi)
  • Maestro Concertatore: Armando Gatto
  • Coreografia: Mario Pistoni
  • Maitre de ballet: Giulio Perugini
  • Scene e Costumi: Luciano Damiani
  • Direttore allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

 1. Fracci - Pistoni 2. Santambrogio 3. Morini - Mietto 4. Gatto 5. Rota - Fellini

Programma si sala (pagine 64)
  • Introduzione (Luigi Rossi)
  • La vicenda
  • Interpreti
  • Prima rappresentazione 10 marzo 1967
  • Nella stessa serata l'atto unico "Salome"
  • Fotografie
La vicenda della Strada ricalca, ovviamente, quella del film. Zampanò, forzuto artista girovago il cui numero consiste principalmente nello spezzare robuste catene con i muscoli pettorali, ha bisogno di una donna che lo accudisca e nello stesso tempo contribuisca ai suoi spettacoli. Acquista pertanto Gelsomina da una povera vedova carica di figlioli e le impartisce le prime elementari istruzioni perché possa partecipare alle sue esibizioni. Gelsomina vive in un proprio mondo di candidi sogni, di stravaganze, di sensibili pudori. Il grossolano Zampanò la tratta invece come una bestiola, come un oggetto; la fa sua e la tradisce con la prima prostituta che incontra in una trattoria, durante una festa di nozze, senza curarsi delle amare reazioni della ragazza. Gelsomina decide allora di allontanarsi da lui e segue tre musicanti che raggiungono una banda impegnata in una sagra di paese. Arrivata sulla piazza principale scorge il Matto che si esibisce su un aereo filo. Ne è incantata; tra Gelsomina e lo stralunato acrobata nasce subito un rapporto di comprensione. Ma, finita la festa, ricompare Zampanò con la sua motocarrozzetta e riprende con sé la sua donna. Zampanò e il Matto si incontrano nel circo Colombaioni, che arruola entrambi per uno spettacolo. II Matto affascina ancor più Gelsomina suonando col violino un patetico motivo, che lei stessa poi imparerà a suonare con la tromba, mentre lo scanzonato equilibrista suscita in Zampanò una immediata avversione. Nelle pause dello spettacolo il Matto insegna a Gelsomina la tromba. Ma Zarnpanò, accecato dal furore per le continue ironie del Matto, lo aggredisce. Ne nasce una violenta lite. Zampanò è arrestato e condotto in prigione. Il circo è stato smontato e smobilitato. Gelsomina è rimasta sola. Il Matto le si awicina con simpatia. Zampanò ritorna: prende Gelsomina e riparte. In un conventino di suore, dove si rifugia durante un temporale, ricambia l'ospitalità rubando un prezioso ex-voto con la forzata complicità di Gelsomina. Ma il destino incombe. Lungo la strada Zampanò vede il Matto chino a terra per riparare Ia macchina. È un attimo: il forzuto girovago, quasi senza rendersene conto, uccide il grande equilibrista. Zampanò abbandona la compagna di lavoro, che non lo può più servire, in una landa desolata. Accanto a lei la sua ormai inutile tromba. Passa molto tempo, Zampanò torna in un paese non lontano dal luogo dove aveva abbondonato Gelsomina. Ode una donna che canta il motivo di lei. Domanda dove abbia appreso la canzone. Lei gli mostra la tromba e il girovago comprende che Gelsomina è morta. Zampanò si ubriaca, diviene violento. ormai sa  di essere definitivamente solo. E per Ia prima volta piange.

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