Le bourgeois gentilhomme (1960) Maurice Escande – Marie Sabouret

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Le bourgeois gentilhomme (1960)

Comèdie-ballet en 5 actes en prose de Molière. Musique de Giovanni Battista Lulli nell'esecuzione della Comèdie Francaise

  • Interpreti principali: Maurice Escande (Dorante) Marie Sabouret (Dorimene) Claude Winter (Lucilla) Jean Louis Jemma (Cleonte) Robert Manuel (Coviello) Micheline Boudet (Nicoletta) - Orchestra e corpo di ballo del Teatro alla Scala
  • Maestro Concertatore: Andre Cadou
  • Regia: Jean Meyer
  • Coreografie: Leone Mail (dell'Opera)
  • Scene e costumi: Suzanne Lalique
  • Direttore allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

1. Escande 2. Sabouret 3. Winter 4. Jemma 5. Manuel 6. Boudet 7. Cadou 8. Meyer
Programma di sala (pagine 28)
  • Un Molière sereno nella "turquerie" per il Re Sole (Riccardo Allorto)
  • Argomento
  • Interpreti
  • Fotografie

L'argomento

Il signor Jourdain è ricco, molto ricco. Senza dubbio egli ha amministrato con saggezza le sostanze accumulate dai suoi avi che "vendevano tessuti alla porta Saint-Innocent" e la cui rapida fortuna può suggerire alle malelingue "che non si diventa così ricchi se si è gente onesta"; ma da che si è messo in testa di frequentare l'alta società è pieno di stravaganze. Non bisognerebbe sapere tutto per assomigliare a quel brillante Dorante che dice di essere ricevuto a Corte e di frequentare dame di classe? Il signor Jourdain è pronto a imparare ogni cosa: danza, musica, scherma, filosofia e innanzitutto, umilmente, l'ortografia e la lettura dell'almanacco ... E perciò diversi maestri si fanno intorno a questo ingenuo che la vanità fa più generoso di quanto non lo sarebbe di natura; e ciascuno d'essi ha la pretesa d'insegnargli nozioni essenziali, il che non manca di provocare accesi contrasti. La casa è letteralmente sconvolta da questo nuovo treno di vita: la fantesca si lamenta o si burla; la signora Jourdain osserva con perspicacia le manovre di Dorante, che si profonde in mille gentilezze con suo marito, si fa abilmente prestar denaro e si fa suo interprete presso una inquietante marchesa. A un buon padre non converrebbe piuttosto di pensare a maritare Lucilla? Questa amabile fanciulla potrebbe sposare Cleonte; già si amano e si bisticciano con l'ardore dei loro vent'anni. Ma il signor Jourdain sogna un più cospicuo partito per sua figlia, e l'onesto pretendente è allontanato da un padre forte dei suoi diritti che la consuetudine del tempo gli consente. È necessario dunque ricorrere a uno stratagemma. Il signor Jourdain è preso dalla follia delle grandezze? Bene, qualche travestimento sarà sufficiente a fargli credere che il figlio del Gran Turco vuoI diventare suo genero e conferirgli la gran dignità di Mamamuscì Il signor J ourdain, beato, accorderà la mano di sua figlia a Cleonte, più che mai seducente in un abito orientale e nonostante questo riconosciuto da Lucilla. Servi e valletti hanno molto spirito nel teatro di Molière: essi hanno tutto suggerito, tutto combinato ... Non sapremo mai come il Mamamuscì ritornerà ad essere il signor Jourdain: in fondo non si trattava che del divertimento d'un re.

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