L’incoronazione di Poppea (1967) Grace Bumbry – Giuseppe Di Stefano

Teatro alla Scala di Milano presenta:

L'incoronazione di Poppea (1967)

Opera in un prologo e tre atti di Giovanni Francesco Busenello. Trascrizione di Giacomo Benvenuti. Musica di Claudio Monteverdi

  • Interpreti principali: Grace Bumbry (Poppea) Giuseppe Di Stefano (Nerone) Leyla Gencer (Ottavia) Alberto Rinaldi (Ottone) Anna Novelli (Drusilla)
  • Maestro Concertatore: Bruno Maderna
  • Regia: Margherita Wallmann
  • Maestro del coro: Roberto Benaglio
  • Scene e Costumi: Mario Pontigga
  • Direttore allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

1. Brumbry 2. Di Stefano 3. Gencer 4. Novelli 5. Rinaldi 6. Maderna 7. Wallmann
Programma di sala (pagine 32)
  • Prima rappresentazione 13 gennaio 1967
  • Introduzione
  • L'incoronazione di Poppea (Francesco Degrada)
  • Argomento
  • Cast
  • Bozzetti alcune scene
  • Fotografie

Il soggetto

PARTE I PROLOGO - La Fortuna, La Virtù e Amore annunciano allegoricamente la "moralità" dell'opera: Fortuna svillaneggia Virtù definendosi unica fonte di felicità; Amore proclama la sua sovranità: "Oggi in un sol certame, / l'una e l'altra di voi da me abbattuta, / dirà che il mondo ai cenni miei si muta".

ATTO I -  Ottone, di ritorno a Roma, manifesta la sua travolgente passione amorosa davanti la casa di Poppea, quando improvvisamente s'accorge che i soldati di Nerone - fortunatamente addormentati - sono nei pressi. Da ciò arguisce il tradimento di Poppea - ora amante dell'imperatore - e lamenta la sua infelicità e le vane promesse ricevute. I due soldati si svegliano deprecando la loro condizione di continui custodi dell'incolumità di Nerone, il quale trascura sia l'impero che la moglie Ottavia. Al lasciarsi, Poppea vorrebbe ancora trattenere l'imperatore fra le sue braccia, ma Nerone è costretto ad andare poiché a Roma nessuno dovrà sapere della loro relazione finché Ottavia non sarà stata ripudiata. Poppea spera ambiziosamente di giungere al trono, ma la fida Arnalta le fa presente i pericoli che incombono su di lei: infatti Ottavia ha scoperto l'amore segreto del marito e trama vendetta, ma Poppea la rassicura dicendole d'essere sotto la protezione di Amore. L'imperatrice Ottavia si lamenta del suo triste stato di moglie tradita e di regina disprezzata. La Nutrice la consola esortandola a ricambiare l'affronto subito. Seneca esorta Ottavia a sopportare con dignità l'avverso destino che l'ha colpita, mentre il Valletto si rivolge villanamente al filosofo tacciandolo di ciarlataneria. Ottavia intanto informa Seneca che Nerone progetta di ripudiarla; Seneca considera amaramente le spine che spesso si nascondono sotto i manti regali e riceve da Pallade la notizia dell'arrivo di Mercurio. Sopraggiunge Nerone e in un drammatico dialogo col suo maestro, che tenta di dissuaderlo, afferma la risoluta volontà di ripudiare Ottavia e di sposare Poppea. L'imperatore ritorna da Poppea e le comunica il proposito di elevarla a dignità regale. La donna esulta di gioia, indi subdolamente insinua che il potere di Nerone è nelle mani di Seneca. In uno scatto d'ira l'imperatore ordina di eseguire la condanna a morte del filosofo entro lo stesso giorno. Ottone si lamenta ancora con Poppea della sua condizione di amante tradito; ella lo esorta a dimenticarla poiché ormai l'aspettano i fasti regali. Arriva Drusilla, segretamente innamorata di Ottone, e gli rivela il suo amore, ma il ricordo di Poppea è ancora vivo in lui.

PARTE II ATTO II - Lontano dalla corte, Seneca riceve la visita di Mercurio che gli dà l'annuncio della sua prossima morte. Il filosofo si rassegna davanti al dio, mentre arriva Liberto Capitano che gli consegna l'ordine fatale di Nerone che gli impone il suicidio. Seneca chiama i suoi Famigliari, che a tale notizia rimangono costernati, mentre il filosofo si prepara con grande serenità al trapasso. Valletto gioisce la discoperta dei piaceri amorosi, guidato da Damigella. Nerone, in compagnia del poeta Lucano, profana la memoria di Seneca, cantando lodi alla bellezza di Poppea. Ottone depreca di aver accarezzato progetti omicidi verso l'amata Poppea quando sopraggiunge Ottavia che lo induce, suo malgrado, a promettere di sopprimere l'amante di Nerone servendosi d'abiti femminili al fine di agire con maggior facilità. Ottone confida il suo piano a Drusilla la quale, non senza esortarlo alla prudenza, gli consegna i suoi vestiti. Nel suo giardino, Poppea invoca Amore affinché possa vedere realizzato il suo sogno di diventare imperatrice e, volendo riposarsi, Arnalta la fa adagiare e la culla. Amore scende dal cielo per difenderla dall'insidia dell'imminente attentato. Ottone, nelle vesti di Drusilla, sta per uccidere Poppea quando, per intervento d'Amore, l'attentato fallisce. L'allarme dato da Arnalta mette in fuga Ottone che viene scambiato per Drusilla.

ATTO III - Drusilla attende trepidante Ottone quando giunge il Littore, guidato da Arnalta, che l'arresta. Condotta al cospetto dell'imperatore, Drusilla viene condannata a morte. Ottone allora si palesa come unico colpevole dell'attentato e Nerone lo condanna all'esilio con Drusilla. Infine, l'imperatore ordina il ripudio e conseguente esilio d'Ottavia. Giunge Poppea, e Nerone annuncia che finalmente potrà diventare sua sposa. Arnalta si prepara ai fasti delle nozze della sua padrona, mentre Ottavia, ex imperatrice, esprime tutto il suo dolore nell'abbandonare la patria e gli amici. Nerone e Poppea, acclamati da Consoli e Tribuni, celebrano il loro trionfo, in un'apoteosi cui prendono parte anche Amore e Venere in cielo.

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