L’Italiana in Algeri (1983) Lucia Valentina Terrani – Claudio Desderi

Teatro alla Scala di Milano presenta: 

L'Italiana in Algeri (1983)

Dramma giocoso in due atti di Angelo Anelli - Musica di Giocchino Rossini

  • Interpreti principali: Lucia Valentini Terrani (Isabella) Claudio Desderi (Mustafà) Margherita Guglielmi (Elvira) Enzo Dara (Taddeo) Laura Zannini (Zulma)
  • Maestro Concertatore: Claudio Abbado
  • Regia: Jean-Pierre Ponnelle
  • Maestro del coro: Giulio Bertola
  • Scene e Costumi: Jean-Pierre Ponnelle
  • Direttore allestimento: Giorgio Cristini

 

Programma Edizioni Teatro alla Scala (80)
  • L'Italiana in Algeri (L. Rognoni)
  • Problemi di revisione (Azio Corghi)
  • Questa italiana (Claudio Abbado)
  • L'opera buffa di Rossini (J.P. Ponnelle)
  • Bozzetti costumi
  • Libretto
Questa Italiana

Come già il “Barbiere” e la “Cenerentola” presentate alla Scala, questa edizione dell' “Italiana” si avvale di un lavoro di revisione critica condotta sull'autografo e sulle fonti dell'epoca. L'orchestra vi appare più agile e brillante: scompaiono tromboni e timpani che erano stati aggiunti dalla pratica esecutiva e sono stati reintegrati i due ottavini originali. La partitura della “Italiana” ha subito minori manomissioni del “Barbiere” e della “Cenerentola”, per cui il lavoro di ripristino ha comportato interventi di minor ampiezza. La musica della partitura che ci è stata tramandata è tutta di Rossini e dei pochi dubbi sorti si riferisce nell' articolo del revisore. Scritta nel 1813 e quindi precedente il “Barbiere” del 1816 e la “Cenerentola” del 1817, 1'”Italiana in Algeri” contiene molti elementi che si ritroveranno nelle due opere menzionate, alle quali si ricollega strettamente. Il libretto sviluppa una trama ispirata al gusto per 1'esotismo orientale (una “turquerie” di maniera che ricalca l'intreccio di diversi lavori teatrali precedenti quali il mozartiano “Il ratto dal Serraglio”) rispondente a una moda culturale che serpeggia e ripetutamente riaffiora per molti decenni nei vari campi dell'espressione artistica. Rossini si serve di questo soggetto per ricreare un oriente del tutto immaginario e avvia con quest'opera il processo di evoluzione verso quella comicità originalissima e felicemente astratta che caratterizzerà talune sue opere successive. Già Stendhal ascoltando l' “Italiana” aveva colto il senso di questa comicità: dichiarava di essere "fuori di sé dall'entusiasmo” e affermava che questa musica “fa dimenticare tutta la tristezza del mondo”. Una battuta di arresto a questo procedere verso il comico puro è stata portata dal "Barbiere” il cui soggetto è più realisticamente connesso con la commedia di carattere. Tuttavia comuni caratteristiche delle forme musicali avvicinano le due opere, specialmente nei pezzi di insieme. I duetti, terzetti, quintetti del "Barbiere” già si trovano nell' “Italiana”: in particolare, i duetti di Taddeo e Isabella e quelli di Mustafà e Lindoro presentano una chiara analogia con quelli tra Figaro-Rosina e Figaro-Conte. Con la “Cenerentola” Rossini torna a inserire, accanto a figure e situazioni realistiche, l'elemento fantastico che viene ad assumere qui significati e dimensioni profonde. Altri elementi accomunano le tre partiture rossiniane: tutte hanno per protagonista il mezzosoprano per una particolare preferenza di Rossini per un colore di voce caldo e scuro; le due sorelle della “Cenerentola” richiamano per le caratteristiche vocali i personaggi di Elvira e Zulma; il coro è formato esclusivamente di elementi maschili. Il successo delle revisioni di “Barbiere” e “Cenerentola” a cura di Alberto Zedda ha portato nel frattempo la Fondazione Rossini di Pesaro a predisporre la pubblicazione dell'Opera Omriia del compositore in edizione critica affidando il lavoro allo stesso Zedda, che ha realizzato anche “La Gazza Ladra”, a Azio Corghi e altri collaboratori. I criteri con cui è stata condotta la revisione dell' “Italiana in Algeri” sono sostanzialmente i medesimi adottati pe:r le precedenti, poiché i curatori lavorano in stretta collaborazione con il Comitato di redazione dell'Opera Omnia.
CLAUDIO ABBADO

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