Loreley (1968) Elena Suliotis – Gianfranco Cecchele

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Loreley (1968)

Azione romantica in tre atti. Libretto di C. d'Ormeville e A. Zanardini. Musica di Alfredo Catalani

  • Interpreti: Elena Suliotis (Loreley) Gianfranco Cecchele (Walter) Agostino Ferrin (Rudolfo) Piero Cappuccilli (Hermann) Rita Talarico (Anna) Soliste nella danza: Maddalena Campi - Anna Maria Razzi - Luciana Savignano
  • Maestro Concertatore: Gianandrea Gavazzeni
  • Regia: Franco Enriquez
  • Maestro del coro: Roberto Benaglio
  • Coreografia: Mario Pistoni
  • Bozzetti e Figurini: Beni Montresor
  • Direttore Allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

1.Suliotis 2: Cecchele 3. Ferrin 4. Cappuccilli 5. Talarico 6. Gavazzeni 7. Enriquez 8. Pistoni

Programma di sala (pagine 28)
  • Una vena tutta lirica (sergio Martinotti)
  • Bozzetti delle scene
  • Argomento
  • Interpreti
  • Fotografie
  • Prima raprresentazione 13 Febbraio 1968

una vena tutta lirica

Uno degli assilli più vivi e costanti di Catalani fu la scelta del soggetto e la ricerca del libretto d'opera: problema non solo suo, d'accordo, ma per il musicista lucchese, minato da quella iabilità fisica che si faceva ansia, tensione e continua pena, la ricerca d'un soggetto consentaneo diveniva naturalmente ricerca affannosa. Voleva una trama chiara, spontanea ed avvincente: non aveva difficoltà, poi, a musicarla con faciie e cordiale melodia, con immediata vena. Né aveva predilezioni o pretese per ii soggetto, se già nel 1883, scrivendo al Ghislanzoni, concedeva al poeta o libertà completa di fare e sceneggiare il libretto come meglio gli piace "e al maestro" libertà di accettarlo. Riguardo al soggetto, se il maestro può suggerirne uno al poeta, meglio, altrimenti (e questo è il mio caso) lo scerga pure il poeta. Alcuni maestri tengono molto a che l'azione si passi in un paese piuttosto che in un altro e fanno del cosi detto colore locale la questione principale. Per me tutti i paesi sono buoni; non che io non curi il colore. Tutt'altro. Lo metto in seconda linea ,. Tuttavia, questo programma offre lo spunto per qualche riflessione. A parte il soggetto antico di Dejanice, già il tardo feudalesimo boemo in cui si ambienta Edmea promuove quel clima leggendario che è il fondo più suggestivo e'romantico' di Elda, quel|l'opera che si può considerare la prima versione di Loreley: per non dire come la natura di carattere nordico, germanico o boemo o tirolese, pur spostata ed aggiornata nelle epoche con Wally, divenga una costante del generipo 'nordismo' caro al musicista e d'altronde vicino alla sua sfumata e raffinata musica. Lasciando Germania di Franchetti ... (continua)

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