Macbeth (1964) Giangiacomo Guelfi – Leyla Gencer

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Macbeth (1964)

Melodramma in quattro di Francesco Maria Piave. Musica di  Giuseppe Verdi

  • Interpreti principali:  Giangiacomo Guelfi (Macbeth) Leyla Gencer (Lady Macbeth) Giorgio Merighi (Malcom) Bruno Previdi (Macduff) Ivo Vinco (Banco). Interpreti del ballo: Carla Fracci (Ecate) Bruno Telloli, Walter Venditti
  • Maestro Concertatore: Hermann Scherchen
  • Regia: Jean Vilar
  • Maestro del coro: Roberto Benaglio
  • Coreografie: Tatiana Gsovski
  • Impianto scenico: Mario Prassinos - Jean Vilar
  • Figurini: Mario Prassinos
  • Direttore llestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

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Programma di sala (pagine 36)
  • Nel nome di Shakespeare il primo rinnovamento di Verdi (G. Barblan)
  • Argomento
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L'argomento

Atto primo. Mentre attraversano una brughiera, reduci da una vittoriosa campagna contro i ribelli, Macbeth e Banco si imbattono in un gruppo di streghe che profeticamente li salutano il primo come signore di Glamis e di Cawdor e futuro re di Scozia, il secondo come padre di regnanti. Macbeth e Banco restano interdetti nell'udire il vaticinio, di cui tuttavia una parte si avvera subito. Un messaggero di re Duncan infatti porta la notizia che colui che si fregiava del titolo di signore di Cawdor si è macchiato di tradimento ed è stato condannato a morte e che del titolo il sovrano ha insignito Macbeth in premio della sua fedeltà e dei suoi servigio Banco medita come talora per sospingerci al male le potenze tenebrose ci rivelino lembi di verità; l'animo di Macbeth già comincia a essere sconvolto dal miraggio della regalità. Nell'atrio del castello Lady Macbeth apprende da una lettera del marito la profezia e nella sua smodata ambizione si ripromette di non rifuggire da alcun mezzo pur di raggiungere il trono. Un servo le annuncia che il re, accompagnato da Macbeth, sta per giungere e pernotterà al castello. Il destino sembra dunque favorire i suoi criminosi disegni offrendole l'occasione di sopprimere Duncan e consentendo cosi a Macbeth di succedergli. Appena vede il marito Lady Macbeth gli espone il suo piano: Macbeth dapprima esita, ma poi non sa resistere alla cinica e incalzante determinazione di lei. Quando ritorna dall'aver pugnalato nel sonno Duncan appare sconvolto: il suo smarrimento, il rimpianto di ciò che sente d'aver perduto per sempre, sonno pace della coscienza salvezza dell'anima, contrastano con l'implacabile freddezza della moglie che non gli risparmia ironiche allusioni al suo conclamato valore. Macduff e Banco scoprono per  primi il delitto. Alla costernazione e allo sdegno di tutti gli accorsi si associano con ipocrisia i Macbeth.

Atto secondo. Malcolm è riparato in Inghilterra e la sua partenza ha dato fondatezza al sospetto diffuso ad arte che sia lui l'assassino del padre. Due soli uomini possono sbarrare ancora ai Macbeth il passo al trono: Banco e suo figlio. Bisogna eliminare anche loro, è la concorde decisione dei Macbeth, ormai prigionieri dell'irrevocabile spirale di sangue. Un gruppo di sicari è incaricato dell'esecuzione, alla quale però riesce miracolosamente a sottrarsi il giovane Fleanzio. I Macbeth hanno riunito a festoso banchetto la loro corte. Lady Macbeth pronuncia un brindisi, cui tutti i convitati rispondono. Ma una terribile visione agghiaccia Macbeth: l'ombra di Banco. Nessuno riesce a rendersi conto dell'improvviso turbamento di Macbeth. Riprende il brindisi. Alla seconda apparizione dello spettro Macbeth ritrova il controllo di sé stesso e decide di recarsi a interrogare nu0vamente le streghe.

Atto terzo. In una caverna le streghe sono intente ai loro sortilegi. Si presenta Macbeth e domanda che gli sia svelato il suo futuro. Una sequenza di apparizioni via via lo consiglia di guardarsi da Macduff, lo rassicura che da nessun nato di donna dovrà temere offesa, gli dà la fallace certezza che sarà glorioso e invincibile finché la foresta di Birnam non gli muoverà incontro, mentre dai fantasmi di otto re trae conferma che dopo di lui regnerà la stirpe di Banco. A questo punto Macbeth perde i sensi. Obbedendo al comando di Ecate, regina della notte, le streghe evocano ondine e silfidi perché confortino Macbeth. Quando egli rinviene ha accanto la moglie: insieme giurano che sventeranno le trame di Macduff e poiché costui è fuggito in Inghilterra faranno si che sia colpito nei suoi affetti, la sposa e i figli, e nei suoi beni.

Atto quarto. Nella foresta di Birnam Macduff e altri profughi scozzesi piangono la patria oppressa e le famiglie distrutte da Macbeth. Sono raggiunti da Malcolm che è alla testa di soldati inglesi e che gli ordina di strappare rami dagli alberi per mascherare l'avanzata contro gli uomini di Macbeth. Intanto nel castello Lady Macbeth si aggira oppressa dai suoi incubi: assistita da un medico e dalla sua dama di compagnia, delira, ha l'impressione di avere le mani insanguinate, confessa i misfatti suoi e del marito. Macbeth, abbandonato da quasi tutti i suoi, comprende che la situazione precipita e che ormai anche i presagi in cui piu fidava gli si rivoltano contro: Lady Macbeth è morta e la foresta di Birnam è in movimento. Nella pianura gli inglesi avanzano: liberatisi dalle fronde che li mimetizzavano, essi dànno mano alle armi. È la fine di Macbeth: Macduff, che lo affronta viso a viso, non è "nato di donna" ma fu tolto a forza dal grembo materno. Cosi anche l'ultima predizione si è avverata. Un inno di esultanza saluta la morte dell'usurpatore e l'ascesa al trono di Malcolm.

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