Mignon (1946) Gianna Pederzini – Giuseppe Di Stefano

Teatro dell'Opera di Roma presenta:

Mignon (1946)

Dramma lirico in tre atti di Michel Carrè e Jules Barbier. Musica di Ambrogio Thomas

  • Interpreti principali: Gianna Pederzini (Mignon) Giuseppe Di Stefano (Guglielmo) Gianna Perea Labia (Filina) Italo Tajo (Lotario) Anna Maria Canali (Federico). Primi ballerini: Marcella Otinelli - Elio Foggiolti
  • Maestro Concertatore: Angelo Questa
  • Regia: Enrico Frigerio
  • Maestro del coro: Achille Consoli
  • Coreografie: Bianca Gallizia
  • Scene: Ettore Pennetta

 

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Programma di sala (pagine 24)
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L'autore delle musiche

Ambrogio Thomas (1811-1896) cominciò a studiare il piano e il violino, fin dalla più tenera infanzia sotto la guida di suo padre. Nel 1828 fu ammesso al Conservatorio, dove ebbe ad insegnanti lo Zimmerman per il piano, Dourlen per l'armonia e Lesueur per la composizione. Nel 1832 gli fu, assegnato il “prix de Rome” per una cantata intitolata “Hermann et Ketty“. Fu cosi che Thomas passò in Italia tre anni, dopo i quali si recò a Vienna per poi tornare a Parigi ai primi del 1836. La prima opera del glorioso compositore, la “Doublc Eccelle”, fu rappresentata Irel 1837. Seguirono a brevi intervalli “Le Perruquier de la Régence, La Gypsy, Le Panier fleuri. Carline, Le Comte de Carmagnole, l'Angélique et Médor e Mina”. Ma la popolarità del musicista cominciò con il grande successo dell’opera comica “Caid” (3 gennaio 1849) seguita subito dopo dal “Songe d'une nuit d'été” (che nulla ha di comune con il Midsummer night's Dream di Shakespeare), dal “Raymond, Tonelli, Cour de Célimène, Psyché, Carnaval de Venise e Roman d'Elvire” con la quale opera giungiamo al 1860. Dopo sei anni di silenzio, Thomas fece rappresentare (17 novembre 1866) il suo capolavoro: “Mignon”. Per questa opera egli s'era ispirato al racconto di Goethe e alle composizioni di Ary Schoeffer. Di quest'ultimo sono i versi famosi - Connais-tu le pays où fleuirit l'oranger -. A malgrado d'una certa indifferenza della stampa; ad onta del calcolato disdegno dei settari di Weimar e dell'opposizione mal dissimulata dei partigiani della buffoneria lirica, il successo andò man mano affermandosi fin a raggiungere altezze insperate. Dopo “Mignon”, il Maestro compose “Amleto”, che costituì un altro magnifico successo.

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