Non sparate alla cicogna (1958) Erminio Macario – Sandra Mondaini

 Spettacoli "Macario"  presenta:

Non sparate alla cicogna (1958)

Commedia musicale stravagante in 24 quadri di Mario Amendola e Ruggero Maccari (Mac)

  • Interpreti principali: Erminio Macario, Sandra Mondaini, Juliet Prowse, Franca Tamantini, Giulio Marchetti, Ettore Conti, Enzo Petito, Ady Marzano - International Ballet di Bernard La Dies
  • Musiche: Giovanni D'Anzi
  • Coreografie: Gino Landi
  • Scene: Cesarino Monti
  • Costumi: Sebastiano Soldati - Lucia Boetti
  • Direzione artistica: Erminio Macario

 

Fotografie

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  • 1. Macario 2 Mondaini  3. Prowse 4. Tamantini 5. Marchetti 6. Conti 7. Petito 8. Marzano
Programma di sala (pagine 28)
  • Macario o dell'amicizia (Enrico Bassano)
  •  Le canzoni
  • Tutti gli interpreti
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Macario o dell'amicizia

Macario è "amico" del pubblico, come lo furuno Petrolini, Fregoli, Ia Galli, Gandusio. Si può essere magnifici attori comici, ricercati e applautlitissimi e non possedere iI dono dell'Amicizia. Avere iI pubblico amico è dote non comune? Anzi è dote rara. Vuol dire possedere appieno quella carica di simpatia umana che stende immediati rapporti di ottimismo (e anche di commozione) fra scena e platea; vuol dire possedere senza reticenze quell'imponderabile dono di natura ch'è Ia bontà a prima vista, l'ottimismo a fior di pelle, la cordialità in tutti i pori. Quando una creatura dii Teatro possiede tutto (del pubblico se vuole) ne fa polpette. Vedete Macario. Non facciamogli i conti in tasca, ma è da un bel numero di anni che è "Macario", cioè che ha impiantato in palcoscenico la sua "maschera", la più moderna, l'ultirna, forse la definitiva "maschera" del teatro italinpo (le altre, per intentlerci, si chiamano Arlecchino. Brighella. Pantalone....), eppure si prova sempre la deliziosa e gioconda sensazione che Macario sia nato alla scena pochi istanti prima di ogni suo apparire alla ribalta, sì freschi, istintivi, palpitanti sono i segni della sua vitalità, del suo carattere, della sua arte. E poco irnporta che Macario si presenti al centro delle sue grandi cornpagnie invernali, con trenta o quaranta bellissime ragazze di alto fusto attorno, tra scenari rutilanti e costumi ricchissimi, e interi sipari di pelle umana accuratarnente depilata e levigata: anche tutto solo, minuscolo come un giocattolo per bambini buoni e semplici, indifeso come un bruco, Macario è una grande forza del palcoscenico, Macario è una entità che si difende e vince con una sola grimace, con un gesto puerile, con un ammiccamento d'intesa. E qui si ha la prova della sua Amicizia col pubblico. Agli albori della sua Maschera", un critico lo definì "plautino", e la definizione anche se non arrivò al grosso pubblico, è rimasta intatta e ben lusinghiera: oggi, con un po' di pancetta prominente (ehl sì, c'è.,,) la figuretta macariana, lievitata sulla scena, pare davvero quella di un satirello - in borghese - distaccato da una pittura vascolare, o Ia statuetta fittile di un comico di Aristofane. Macario s'affaccia ogni anno alla grande ribalta del Teatro italiano: non ha mai mancato ad un appuntamento, mai lo mancherà. E' un impegno che iI Comico piemontese ha preso col pubblico, ai primi passi del suo cammino, e che si è subito rivelato come un preciso patto di Amicizia; scritto col sangue, diremmo, chè Macario certi impegni li scrive sul piano dell'onore, come gli zingari, come la gente di Circo ch'egli tanto ama ed ammira. Ecco perchè noi pensiamo che ad ogni inizio di annata teatrale, Macario si presenti alla ribalta: perchè assolve ad un patto suggellato non dalle scartoffie bollate ma da una stretta di mano: la stretta con la quale i nostri avi impegnavano la vita. ENRICO BASSANO

 

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