Otello (1959) Mario Del Monaco – Leonie Rysanek

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Otello (1959)

Dramma lirico in quattro atti di Arrigo Boito. Musica di Giuseppe Verdi

  • Interpreti principali: Mario Del Monaco (Otello) Leonie Rysanek (Desdemona) Tito Gobbi (Jago) Piero De Palma (Cassio)
  • Maestro Concertatore: Antonino Votto
  • Regia: Margherita Wallmann
  • Maestro del coro: Norberto Mola
  • Bozzetti: Nicola Benois
  • Figurini: Ezio Frigerio
  • Direttore Allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

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Programma di sala (pagine 34)
  • "Otello": sofferto traguardo del dramma in musica (Guglielmo Barblan)
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  • Interpreti
  • Fotografie

L'argomento

ATTO PRIMO - Nel cortile del Castello di Cipro si attende l'esito della battaglia che infuria in mare. Jago, Roderigo, Cassio, Ciprioti e soldati veneti scrutano tra le onde, al bagliore dei lampi. La nave di Otello approda. Egli sbarca vincitore dei mussulmani. Roderigo ama segretamente Desdemona sposa di Otello; e disperato del ritorno del Moro vorrebbe gettarsi in mare. Ma Jago gl'insinua che ben presto la donna sarà stanca dell'ardore brurale del marito. Jago odia Otello fingendo di amarlo: e odia pure Cassio che gli ha usurpato il titolo di Capitano da lui meritato, dice, in tante battaglie. Jago non è che alfiere. Con fuochi e libagioni si festeggia la vittoria. Jago spinge Cassio a bere oltre misura. Eccitato dal vino il Capitano si lascia sfuggire qualche parola di ammirazione per Desdemona. Jago ne approfitta per insinuare a Roderigo il sospetto di una rivalsa d'amore. Intanto Montano viene a chiamare il capitano per la guardia ai baluardi. Cassio barcolla. Roderigo ne ride. Si accende una lite, si sguainano le spade. Entra Otello, placa i duellanti e toglie a Cassio il titolo di capitano. Dopo tante ansie, nel cortile silenzioso, Otello e Desdemona si parlano amorosamente.

ATTO SECONDO – Jago convince Cassio di pregare Desdemona perchè interceda al perdono, e gli indica il luogo dove potrà trovarla. Rimasto solo si compiace del suo satanico cinismo, contempla la sua delittuosa malvagità. Vuol trascinare Otello alla rovina. Osserva attentamente l'incontro di Cassio - Desdemona: e simulando di non vedere Otello che entra nella sala prende l'aria di chi nasconde nell'animo qualcosa di penoso. Nel Moro si accende una curiosità diffidente. Jago instilla nel suo cuore il sospetto che Desdemona sia infedele. Ed ella viene a chiedergli il perdono per Cassio. Ciò accresce il turbamento di Otello. Getta a terra il fazzoletto con cui Desdemona vuole fasciargli le tempie accaldate. Jago riesce ad impossessarsene strappandolo dalle mani di Emilia. Poi ad Otello dice di aver sentito Cassio chiamare in sogno Desdemona, di aver visto un fazzoletto di lei nelle sue mani, e gli promette una prova tangibile.

ATTO TERZO - Otello è tutto preso dai piani di Jago. Costui gli fa credere che la prova sarà data da Cassio stesso da lui adescato alla confidenza. Otello di nascosto dovrà seguire il colloquio. Desdemona ancora ignara di quanto avviene nell'animo del marito, tutta presa dalla sua missione di aiutare Cassio, rinnova ad Otello la preghiera del perdono. E l'ira si fa sempre più fosca nel Moro. Chiede il fazzoletto donatole in pegno d'amore e come cresce il suo tormento la ingiuria e la minaccia e non vede nello smarrimento di Desdemona il segno dell’innocenza. Otello ha perduto lo scopo di vivere: è ormai distrutto ciò che brama va al di sopra della sua stessa gloria. Non aspetta che la confessione. Vuole la prova irrefutabile. Ecco apparire Cassio. Egli si nasconde. Jago stimola il capitano a parlare di avventure amorose. Accenna a Bianca ... Ma Cassio confessa che ora una sconosciuta lo lusinga, una sconosciuta che sulla finestra gli ha fatto ritrovare un fazzoletto trapunto. E' Jago che l'ha lì collocato. Ora Jago fa in modo che Otello possa udire del racconto di Cassio soltanto alcune parole; quelle più atte allo sciagurato equivoco. E fa in modo che egli veda il famoso fazzoletto. Otello è dominato dal pensiero di uccidere Desdemona. Nemmeno alla presenza di alcuni dignitari della Repubblica Veneta egli può frenare quello stato d'animo disperato; si avventa contro Desdemona, poi legge il messaggio dogale che richiama lui a Venezia e dà a Cassio il governo di Cipro: e intanto scruta sul volto di Desdemona il moto dei sentimenti e in ogni cosa gli sembra di scoprire il segno dell'adulterio. In preda al delirio cade tramortito. Jago gode trionfalmente.

ATTO QUARTO - Desdemona si accinge a coricarsi. Spera che la tempesta di Otello si sia un po' calmata. Ella prega. Tristi presagi la turbano. Entra Otello, la invita a confessare, le dice che Cassio è morto. Desdemona implora, ancora una notte, ancora un'ora di vita. Otello la soffoca. Entra Emilia, annuncia che Cassio ha ucciso Roderigo, scorge Desdemona morente, chiama soccorso. Vengono Lodovico, Cassio e Jago. Emilia rivela che quel fazzoletto, oggetto della prova, Jago lo strappò dalle sue mani, e Montano dichiara che Roderigo morendo gli svelò i loschi piani di Jago. Con un pugnale Otello si colpisce e muore a fianco della sposa innocente.

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