Proscenio 1934 Numero 05 – Il servitore dei poveri

Maggio 1934 - Anno I - Numero 5

PROSCENIO - Rivista del teatro italiano

Direttore responsabile Guido Giannini - Direttore tecnico Carlo Trabucco - Casa Editrice Giannini 26 Borgo San Giacomo Firenze

  • In questo numero (articoli principali):
  • IL SERVITORE DEI POVERI (Il Cottolengo) azione in tre tempi di Galar e Artù - Il Teatro Cristiano (di Gualtiero Tumiati) - Marta Abba e la radio - Sassi in piccionaia (di Antonio Gandino) - Baracca e burattini - Cronaca e Notizie

 

Baracca e Burattini

Visto che il Governo nazionale è così zelante nel bonificare le zone malsane del Pontino e dell' Agro Romano perchè non bonifica anche gli spettacoli di varietà? Non c'è mai andato alcun rappresentante della legge per esempio, a sentire Macario? Per offesa alla morale? Macchè: le son quisquilie, quelle. Per offesa al decoro, al buon senso, al buon gusto, alla nostra razza e anche - ma la mettiamo per ultimo - alla morale.

Leggesi nella Rassegna cinematografica del "Corriere della Sera" quanto segue: La cronaca degli scandali "ha questa particolarità unica: d'essere il primo film che ci dia fino all'ultimo, l'acuto desiderio di veder pigliare a rivoltellate il protagonista". Verbo non appulcro: è chiaro come il sole di mezzogiorno.

È chiaro pure che se si andasse qualche volta ad ascoltare quel che espettora il duo Bluette - Navarrini, ci si accorgerebbe che varietà e riviste si danno la mano. Nel porcile, bel inteso.

Hanno dato a Rosso di S. Secondo uno dei premi Mussolini. Sono 25000 lire (se non andiamo errati) di omaggio ad un ingegno teatrale. Niente da dire, anzi.... Tuttavia sono venticinquemila lire che non state date al teatro morale. Eppure c' è qùalcuno che si ricorda ancora di Rosso collaboratore del "Corriere d'Italia".

Confessioni di S. Secondo!... "pirandello cercò di insegnarmi a vivere, senza forse riuscire". Non c' è male! Resta naturalmente da sapere che cosa Rosso intende per «vivere» . Perchè se dovesse imparare l'arte di vita dei personaggi - Magari anche solo di sei - Pirandelliani, meglio per lui non avere imparato nulla.

Per il teatro avviene quello che si verifica in poesia: tutti vogliono fare una poesia "900" poesia nostra con un suo ritmo, un suo spirito, una sua anima. Lo stesso per le scene. Il guaio è che nessuno lo fa. Ciò vuoi dire che a far parole sono tutti valenti, a far fatti... viene fuori che la poesia intelligibile e le commedie che fanno pena.

Alfredo Sainati ha ripreso a recitare. Chi ci salverà da questa insurrezione?

Un giornale dice che gli spettacoli gialli si riformano completamente. Ecco una notizia che ci fa veramente piacere. Un soffio d'arte nuova e pura per il nostro teatro era attesa. Esso viene col più bel sorriso di Romano Calò. Aprite tutte le finestre, entra la primvera del teatro italiano; con il suo più vero e terrificante repertorio anglo-americano.

Adriano Grande scrive: "Il teatro politico, il teatro religioso, il teatro educativo lo possono fare soltanto dei poeti. Se non lo faranno i poeti non servirà a nulla!" D'accordo. E noi esemplificheremo : Shakespeare, Molière, Goldoni, Gallina, Giacosa (e precisamente per le produzioni non scritte in versi) Morselli e magari non coloro cbe da Ungaretti scendono e salgono per li remi.

Volete imparare qualcosa sul teatro vecchio e teatro nuovo? Leggete la conferenza che Pirandello ha tenuto a Torino in occasione dell'inaugurazione dei nuovi locali di "La Stampa". E poi levatevi il cappello perchè è una bella cosa per forma e contenuto.

EIsa Merlini ha tentato, dopo le pochades sceniche e cinematografiche, il dramma. Sono stati fischi.

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