Rigoletto (1962) Aldo Protti – Gianni Raimondi – Renata Scotto

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Rigoletto (1962)

Melodramma in quattro atti – Libretto di Francesco Maria Piave – Musica di Giuseppe Verdi

  • Interpreti principali: Aldo Protti (Rigoletto) Gianni Raimondi (Duca di Mantova) Renata Scotto (Gilda) Ivo Vinco (Sparafucile) Adriana Lazzarini (Maddalena)
  • Maestro Concertatore: Antonino Votto
  • Regia: Mario Frigerio
  • Maestro del coro: Norberto Mola
  • Scene e costumi: Nicola Benois
  • Direttore allestimento: Nicola Benois

Rigoletto

Fotografie

 

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Programma di sala (pagine 34)

 

  • Rigoletto nel fluttare della tempesta (Eugenio Gara)
  • Bozzetti dele scene e dei costumi
  • Argomento
  • Interpreti
  • Fotografie
L’argomento

Atto primo – Il Duca di Mantova offre una sontuosa festa nel proprio palazzo. Audace, spregiudicato e instancabile nel gioco dell’amore, egli conversa con il cortigiano Borsa delle avventure femminili e gli confida d’essere ora deciso a far sua una bella sconosciuta scorta in chiesa. Si rivolge quindi a corteggiare la contessa di Ceprano, e ciò fornisce a Rigoletto lo spunto per prendersi beffe del marito di lei. Un altro cortigiano, Marullo, diffonde intanto l’incredibile notizia che Rigoletto ha una misteriosa amante. L’intervento del conte di Monterone che chiede ragione al Duca dell’offesa recata all’onore della figlia turba l’allegria della riunione. Anche Monterone però è oggetto degli scherni di Rigoletto: al colmo dello sdegno e del dolore, egli maledice il Duca e il buffone; vien tratto in arresto ma Rigoletto rimane sinistramente colpito dalla sua invettiva.

Atto secondo – La sconosciuta di cui il Duca si è invaghito è Gilda, la figlia che Rigoletto tiene gelosamente nascosta a tutti in una casa confinante con il palazzo dei Ceprano. Ancora sotto l’impressione della maledizione, e dopo aver rifiutato «al momento» i servizi di Sparafucile che gli si era proposto come sicario, Rigoletto giunge a salutare Gilda, che ignora tutto del padre e non ha conosciuto mai la madre. Il tenero colloquio è ascoltato dal Duca, riuscito a introdursi furtivamente in casa. Quando Rigoletto si allontana, il Duca si presenta a Gilda, alla quale dichiara con ardenti parole il suo amore ma tace la sua vera identità. Nel frattempo Borsa, Ceprano e altri cortigiani si sono radunati per rapire colei che pensano sia l’amante di Rigoletto: imbattutisi nel gobbo, gli danno a credere che la vittima designata sia la moglie di Ceprano e, bendatolo, si fanno aiutare da lui nell’impresa. Gilda mentre viene portata via imbavagliata perde una sciarpa: Rigoletto rinvenutala comprende l’amaro inganno e intuisce la triste verità.

Atto terzo – Il Duca, che tornato la sera precedente sui suoi passi aveva dubitato del ratto di Gilda, è inquieto: il racconto dei cortigiani conferma i suoi sospetti e lo spinge a correre in cerca della fanciulla. Entra, fingendo indifferenza ma segretamente sconvolto, Rigoletto, al quale si dirigono le velate ironiche allusioni dei cortigiani: la risposta che essi danno a un paggio venuto a domandare del Duca gli rivela la dolorosa realtà della situazione e allora li supplica, con loro stupore, di restituirgli la figlia. Mentre si accascia in pianto, appare Gilda, smarrita per la vergogna. Rigoletto ordina imperiosamente ai cortigiani di ritirarsi e Gilda narra al padre la sua drammatica avventura. Passa scortato dagli alabardieri il conte di Monterone e rinnova la sua invettiva all’indirizzo del Duca: Rigoletto giura vendetta per sè e per lui, nonostante l’esortazione di Gilda, che ama tuttavia il seduttore, al perdono.

Atto quarto – Sparafucile, assoldato da Rigoletto, è riuscito, con le lusinghe di sua sorella Maddalena, ad attirare il Duca nell’agguato. Fuori dell’osteria spiano Rigoletto e Gilda: invano Rigoletto spera che la vista del frivolo comportamento del Duca guarisca la figlia della sua passione. Gilda, indossati abiti maschili, è risoluta a salvare l’amato: dal canto suo anche Maddalena, affascinata dal Duca e sensibile alla sua corte, tenta di persuadere il fratello a risparmiarlo. Si tratta di trovare una persona con la quale sostituirlo: perchè Sparafucile è uomo di parola, ha promesso un morto a Rigoletto e vuole rispettare il patto. Gilda, che ha inteso, decide di sacrificarsi e batte alla porta segnando così la sua fine. Ritorna Rigoletto e Sparafucile gli consegna il sacco che dovrebbe racchiudere il cadavere del Duca. Ebbro di vendetta, Rigoletto si accinge a gettare il sacco nel Mincio quando sente la voce del Duca. Trasale, apre il sacco e vi scopre Gilda morente. Raccoglie l’estremo addio della figlia, poi straziato, ricordando la maledizione di Monterone, si abbatte.

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