Salome (1967) Birgit Nilsson – Gunter Noker

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Salome (1967)

Dramma musicale in un atto di Oscar Wilde. Musica di Richard Strauss

  • Interpreti principali: Birgit Nilsson (Salome) Gunter Noker (Jokanaan) Ticho Parly (Erode) Glade Peterson (Narraboth) Jean Madeira (Erodiade) Brigitte Fassbander (Paggio)
  • Maestro Concertatore: Berislav Klobucar
  • Regia: Rudolf Hartmann
  • Scene e costumi: Helmut Jurgens
  • Direttore allestimento: Nicola Benois
  • Edizione scenica: Opera di Stato di Monaco

 

Fotografie 

1. Nilsson 2. Noker 3. Parly 4. Madeira 5. Klobucar 6. Hartmann

Programma di sala (pagine 34)
  • Introduzione (Giorgio Vigolo)
  • Argomento - Interpreti - Fotografie
  • Prima rappresentazione 10 marzo 1967
  • Nella stessa serata il balletto "La strada"
Argomento
Sulla terrazza attigua alla sala dove Erode, Tetrarca di Galilea, ha radunato a banchetto i cortigiani, il paggio di Erodiade ammonisce il giovane capitano Narraboth a non lasciarsi tentare dalle seduzioni di Salome. Mentre Jokanaan, che Erode ha fatto rinchiudere nella cisterna, annuncia l'avvento del Redentore e impreca contro i peccatori, giunge Salome ed esige di vedere il Profeta. Narrabothdopo aver cercato di dissuaderla, la asseconda. Appare Jokanaan e ha dure parole contro l'adultera Erodiade, contro la figlia di lei, Salome, vergine impudica, contro Erode aI quale predice la fine del regno. Salome si avvicina a Jokanaan morbosamente e dà sfogo alla sua folle passione. Le ripulse di Jokanaan non fanno che esasperarla. Narraboth, che ha assistito alla scena, non regge più alla tortura di non poter ottenere l'amore di Salome e si trafigge col pugnale. Jokanaan esorta la figliastra di Erode a cercale la redenzione attraverso il Cristo, quindi ridiscende nella sua prigione. In Salome respinta non è più che un desiderio: la vendetta. Esce Erode assieme a Erodiade: un cupo sgomento lo assale alla vista del corpo di Narraboth. Dal fondo della cisterna echeggia Ia voce ammonitrice del Profeta. Il Tetrarca rabbrividisce e per distrarsi invita Salome a danzare. Salome pone una condizione: che le dia, dopo, quel che ella domanderà, qualunque cosa sia. Erode promette e Salome, incurante delle proteste della madre, esegue la torbida, provocante danza dei sette veli. Alla flne, chiede la testa di Jokanaan sopra un bacile d'argento. Troppo tardi pentito della sua incauta condiscendenza, Erode la supplica di rinunciare e di accettare in cambio i più splendidi doni. Con implacabile, allucinata ostinazione, Salome pretende il rispetto della promessa. Finalmente Erode cede e consegna al carnefice l'anello di morte. Il carnefice ritorna portando su un piatto la testa mozza di Jokanaan: Salome, ebbra di voluttà, la fissa, ie rivolge infiammate parole d'amore, poi la bacia sulla bocca. Erode inorridito ordina ai suoi soldati di uccidere quel mostro. I soldati schiacciano Salome sotto i loro scudi.

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