Sansone e Dalila (1935) Francesco Merli – Ebe Stignani

"Celebrazione del centenario di Camillo Saint-Saens" Teatro alla Scala di Milano presenta:

Sansone e Dalila (1935)

Opera in tre atti e quattro quadri di Ferdinand Lamaire. Traduzione di A. Zanardini. Musica di Camille Saint-Saens

  • Interpreti principali: Francesco Merli (Sansone) Ebe Stignani (Dalila) Duilio Baronti (Abimelecco) Augusto Beuf (Sommo Sacerdote) Franco Zaccarini (Vecchio ebreo) Prima ballerina: Nives Poli
  • Maestro Concertatore: Victor De Sabata
  • Regia: Guido Salvini
  • Maestro del coro: Vittore Veneziani
  • Coreografie: Michele Fokine
  • Scene: Giovanni Grandi
  • Costumi: Caramba
  • Direttore Allestimento: Caramba

 

Fotografie 

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Programma di sala (pagine 120)
  • Aneddoti
  • Quadri artistici
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  • Camillo Saint-Saens-Sansone e Dalila
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  • Curiosità scaligere
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Sansone e Dalila

CAMILLO SAINT-SAENS nato a Parigi nel 1835, morto a Algeri nel 1921.

Per il teatro scrisse: La Princesse Jaune (1872); Le Timbre d'Argent (1877); Samson et Dalila (1877); Etienne Marcel (1879); Henry VIII (1883); Proserpine (1887); Ascanio (1890); Phryné (1893); Frédégonde (1895); Javotte (1896); Déjanire (1898); Les Barbares (1901); Parysatis (1902); Hélène (1904); L'Ancétre (1906).

Sansone e Dalila. Centenario di C. Saint-Saens

Un'altra opera di nuovo allestimento è Sansone e Dalila di Camillo Saint-Saens, che andrà in scena la sera del 4 marzo. Tale ripresa coincide col centenario del celebre musicista francese, festeggiato in tutto il mondo e solennemente anche a Roma, nel novembre scorso, con un concerto all' Augusteo. Saint-Saens nacque il 9 ottobre 1835 e la commemorazione scaligera avviene a qualche mese di distanza dal preciso compiersi dell'anniversario, non essendo allora incominciata la stagione lirica. Ma, includendo essa l'ultimo mese dell'anno solare nel periodo del suo svolgimento, la celebrazione di Saint-Saens non può dirsi tardiva, anche perchè non avrebbe potuto precedere di parecchi mesi la data anniversaria, se si fosse voluto includerla nella stagione precedente. Come ogni Paese si è associato, con concorde spontaneità, alle nostre commemorazioni di Vincenzo Bellini e di Amilcare Ponchielli, cosÌ noi partecipiamo, con lo stesso animo, che supera, nel mondo spirituale, le contingenze d'altra natura, ai festeggiamenti in onore di Camillo Saint-Saens. Di tutte le opere da lui scritte - e son parecchie - il Sansone e Dalila è la sola che abbia resistito al tempo, vale a dire che sia ancora viva sulla scena. Essa è, d'altra parte, la sola tragedia lirica che il musicista abbia composto. Il soggetto medesimo, più che altri, ha ispirato la sua fantasia, suggerendogli i più belli effetti e portandolo naturalmente al capolavoro. Nulla poteva meglio convenire al suo temperamento che il clima del Samone, in cui i sentimenti assumono un'ampiezza assai propizia agli sviluppi musicali, in cui la parola è poetica, il gesto misurato, il patetico non superficiale ma profondo. L'opera di Saint-Saens, dopo un periodo di silenzio cui fu condannata fino alla fine del secolo scorso, è ingrandita via via negli anni successivi. Ormai, nè i capricci dell'opinione mutevole, nè le correnti nuove delle scuole d'avanguardia possono più scalfire la sua bellezza. Una opinione di Saint-Saens sul valore del successo immediato e sull'importanza storica d'uno spartito, ha avuto la più chiara riprova dall'imporsi graduale del Samone: «La musica può essere, se vuole - egli scriveva - un'arte di sensazioni; trascina le masse, fa delirare le folle. Ma, passato il frastuono, essa diviene statua; immobile e silenziosa, rimane se stessa». Saint-Saens fu un modesto, pure studiandosi di non apparirlo. Soleva dire che Samone e Dalila - l'opera che dette al suo nome la vasta rinomanza che ancora gode - non era piaciuta. La dette sotto forma di oratorio e tutti osservarono: «Peccato, sarebbe stato un bellissimo melodramma". La presentò allora come melodramma, ed altri dissero: «È un bell'oratorio mancato!» Intanto la sola frase di Dalila nel duetto d'amore procurò all'editore guadagni tali che una sera, per rimorso, invitato a pranzo l'autore, gli fece trovare tra le pieghe del tovagliolo un assegno di ventimila franchi. Ma Saint-Saens lo lacerò, calmo, esclamando: «Troppo tardi, amico mio!"La gloria doveva esser con lui più generosa. Samone e Dalila, nel nuovo allestimento scaligero, avrà a maestro concertatore e direttore Victor De Sabata e a principali esecutori Ebe Stignani, Francesco Merli, Augusto Beuf, Duilio Baronti. Ed a regista: Guido Salvini.

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