Sayonara butterfly (1958) Sandra Mondaini – Raimondo Vianello – Gino Bramieri

 La Compagnia Comica presenta:

Sayonara butterfly (1958)

Commedia musicale di Marcello Marchesi, Renzo Puntoni e Italo Terzoli

  • Interpreti principali: Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Gino Bramieri, Genny Folchi, Renzo Montagnani, Antonio Guidi, Lino Roby: Sayers Ballet - Steffen Dancers
  • Musiche Originali: Bertolazzi - Bassi
  • Coreografie: Paul Steffen
  • Scene e Costumi: Pier Luigi Pizzi
  • Regia: Marcello Marchesi

 

Fotografie di Mario Cuppini

Link Wikipedia

Programma di sala (pagine 28)
  • Quei tre (Ignazio Mormino)
  • La locandina
  • Turtti gli interpreti
  • Fotografie di Mario Cuppini
Quei tre

Il Giappone è venuto di moda. Il nostro cuore, da qualche tempo, è aperto ad oriente. Dopo film, libri, conferenze, ecco ora Sayonara Butterfly, cioè una rivista che del Sol Levante si occupa, ma senza lanciare messaggi. Amabilmente, gaiamente, i suoi autori ci raccontano una storia buffa che "gira" attorno a tre personaggi sconcertanti, evitando le atmosfere, i lunghi silenzi, la compunzione, il pathos. Una storia, si diceva una volta, tutta da ridere.

Sandra Mondaini, Raimondo Vianello e Gino Bramieri sono giovanissimi; hanno cominciato a recitare quando le torte in faccia non usavano più, hanno fatto la gavetta imparando a ragionare sulle battute. La loro compagnia profuma di giovinezza, il loro fresco entusiasmo facilmente dilaga, e scende dal palcoscenico alla platea: contagioso, elettrico, travolgente.

Cucire loro addosso un copione non è impresa facile; pure Marchesi Puntoni e Terzoli confessano di avere accettato con gioia di scrivere per "quei tre", lieti di poter - una volta tanto - abbandonare gli schemi dello spettacolo tradizionale (dove la soubrette vestita di fasto gioca coi riflettori e il comico armato di barzellette litiga con l'orchestra) per qualcosa di veramente nuovo ed originale. Nessuno di noi, per quanta fantasia ci metta, riesce infatti ad immaginare Sandrina cullata dai boys che carezza gli avverbi di una canzone d'amore, o Raimondo e Gino che ammiccanti riprendono i temi, e i modi, del "Vieni avanti, cretino" ! Lentamente, ma inesorabilmente, una nuova generazione di teatranti va facendo giustizia di vecchie scorie e di vecchissime abitudini, imprimendo agli spettacoli d'oggi un'altra fisionomia, un altro ritmo.

Tutto questo ci piace, e ci consola, moltissimo. Non ci servono, oggi, che copioni anticonformisti; non ci premono che attori moderni, vivaci, intelligenti. Chi parla di "crisi" - di questa eterna, fantomatica crisi - ha sempre la colpa di non avere osato. Oggi sono "quei tre" che scuotono lo stagno per dire una parola nuova, per lanciare uno spettacolo senza sofismi, senza mattatore. Giovani, ma dotatissimi, fanno da soli, e fanno sul serio: meritano il nostro credito, Ia nostra stima, il nostro consenso. La loro "lezione" ci aiuterà certamente ad uscire dagli equivoci. Malato di ipnosi, il nostro teatro di rivista sonnecchia quando può: dopo Tognazzi e Walter Chiari, dopo la Masiero e Dorian Gray, sembrava che il tempo si fosse fermato. La Mondaini-Vianello-Bramieri arriva giusto in tempo a togliere un po'di polvere, a rinnovare i quadri. "Quei tre" sono al vertice della carriera, coi nomi a caratteri di scatola sui manifesti che fanno molto Tokio; hanno dalla loro autori che sanno scrivere e spettatori che sanno applàudire; ma non perdono d'occhio il problema centrale, ch'è quellò di fare, nel nostro tempo, un teatro per il nostro tempo.

Per questo, oggi, noi non salutiamo soltanto una nuova ditta ma anche e sopratutto una nuova realtà.

IGNAZIO MORMINO

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *