Strano interludio (1972) Sergio Fantoni – Valentina Fortunato – Luigi Vannucchi

Gli ASSOCIATI presentano:

Strano interludio (1972)

Nove quadri in tre tempi di Eugene O'Neill

 

Programma di sala del Teatro Duse di Bologna (pagine 4)
  • Il capolavoro di O'Neill
  • Il Cast
  • Il prosssimo spettacolo
Il capolavoro di O'Neill

Nell'intensità della sua drammaturgia Eugene O'Neill ha accumulato una lunga serie di drammi in cui confluivano le più pregnanti tesi dei rivoluzionari movimenti culturali dell'epoca accompagnate ad una struttura drammaturgica in cui il gioco dei grandi sentimenti si spegneva inesorabilmente nella più allucinata ed allucinante disperazione. In questo senso il rapporto O'Neill-Cecov si pone come il primo di una lunga serie di ipotesi parallele. In O'Neill come in Cecov i protagonisti divengono con il proseguire dell’azione dei vinti, i loro aneliti si spengono in una serie di fallimenti successivi, sopravvive solamente un breve quanto intenso anelito di speranza subito frustrato dalla realtà. Ma a differenza di Cecov in O'Neill i personaggi combattono ferocemente nella loro aspra e sconvolgente bivalenza. Un esempio calzante può ritrovarsi in “Strano Interludio”, il capolavoro del grande drammaturgo. Protagonista del dramma è Nina, la cui vita, lo spettatore, può seguire dalla giovinezza fino alla incipiente senilità. Nina ha visto cancellato il suo amore per Gordon dalla impietosa crudeltà della guerra, ha sposato per inerzia e per un lacerante senso di colpa, Sam, uomo debole e insignificante, completamente nelle mani della vecchia madre. Un burattino malato ed afflitto da una grave tara ereditaria che porterà Nina a sgravarsi della creatura che attende. Ma la donna, alla ricerca di una felicità perduta, si darà a Ned dal quale avrà finalmente un figlio battezzato con il nome del primo amore: Gordon. I complessi di colpa si assommano in Nina che in desiderio di autopunizione, alla morte del marito, scaccia Ned, tenta una vita nuova ricadendo nelle braccia del pervicace e fedelissimo Charles, un amico di famiglia che ha vissuto da vicino la sua tragedia. La corsa alla felicità è terminata, logorandosi, nella fine della vita, in una altalena di dolorose parentesi esistenziali. A Nina, come a tutti i personaggi non resta che rimeditare su di una storia che non le è mai appartenuta e sulla straziante verità della sua condizione umana. Posto dal regista Sbragia nell'intervallo degli anni fra le due guerre mondiali, “Strano Interludio” propone una serie di ritratti umani riscontrabili nell'oggi sanguigni e demistificanti, di grande presa spettacolare. Anche i due piani del “pensato” e del “parlato”, in cui O'Neill fa muovere i suoi personaggi, sono stati resi dal regista e dagli attori di una unità stilistica e drammaturgica che è raro riscontrare sui nostri palcoscenici.

 

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