Teatro Comunale di Bologna- Stagione Lirica 1968/69

 Città di Bologna TEATRO COMUNALE Ente Autonomo presenta:

Stagione Lirica Ufficiale
1968 - 1969

 

 

Programma di sala (pagine 16)
  • La stagione lirica
  • Il cartellone
  • Alcune produzione dell'ente autonomo
  • L'apertura del "Gran Teatro Comunale"

STAGIONE LIRICA 1968 - 1969

MOSE - Musica di Gioacchino Rossini

CATERINA ISMAILOVA - Musica di Dmitri Sciostacovic

LA BOHEME - Musica di Giacomo Puccini

LUCIA DI LAMMERMOOR - Musica di Gaetano Donizetti

MANON LESCAUT - Musica di Giacomo Puccini

LA SONNAMBULA - Musica di Vincenzo Bellini

ELEKTRA - Musica di Richard Strauss

DON CARLO - Musica di Giuseppe Verdi

JOB - VARIAZIONI SUL GABBIANO - Musica di Luigi Dallapiccola - Musica di Roman Vlad

I PURITANI - Musica di Vincenzzo Bellini

IL CREPUSCOLO DEGLI DEI - Musica di Richard Wagner

L'apertura del "Gran Teatro Comunale" si ebbe la sera del 14 maggio 1763 con l'opera - come annunciava il manifesto stampato per l'occasione - "Il Trionfo di Clelia del celebre Abate Pietro Metastasio Poeta Cesareo", con musiche di Cristoforo Gluck.  "Il concorso dei spettatori fu incredibile - scrisse allora il gesuita Alfonso da Maniago -. AIle 23 ore era la strada che può dirsi piazza, avanti al teatro, tutta piena di folla. La porta, benché assai grande e molto ben fortificata, stentava a sostenere l'impeto di coloro che facevano violenza per entrarvi ed avere luogo buono. Voci, grida, percosse di tumulto senza fine. Finché venuta l'ora che cominciarono a venire le carrozze fu necessario che i pedestri si allargassero ed ancora si ritirassero di un poco. Fanno conto che il teatro tra palchetti e platea capisca, assettandole quanto si può, 1800 persone. Quella sera si furono infallibilmente perché tutto era stivato". Entusiasmo, quindi, ci fu, per il teatro e per la rappresentazione, ad appagare Bibiena dopo tante amarezze e fatica. I cavalieri e i cittadini, firmatari della supplica a prospero Lambertini, e il senato furono saggi a volerlo, e soddisfatti. I bolognesi contenti. Questi ultimi si impossessarono affettuosamente del teatro. Oggetto, momento, occasione di passioni, di discussioni, come una ricca anedottica testimonia.

SERGIO CECCHIERI

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