Tosca (1959) Renata Tebaldi – Giuseppe Di Stefano

Teatro alla Scala di Milano presenta:

Tosca (1959)

Melodramma in tre atti di Victorien Sardou, Luigi Illica e Giacomo Giacosa. Musica di Giacomo Puccini

  • Interpreti principali: Renata Tebaldi (Tosca) Giuseppe Di Stefano (Cavaradossi) Tito Gobbi (Scarpia) Nicola Zaccaria (Angelotti) Piero De Palma (Spoletta)
  • Maestro Concertatore: Gianandrea Gavazzeni
  • Regia: Margherita Wallmann
  • Maestro del coro: Norberto Mola
  • Scene e Costumi: Nicola Benois
  • Direttore allestimento: Nicola Benois

 

Fotografie 

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  1. Tebaldi . 2. Di Stefano 3. Gobbi 4. Zaccaria 5. Gavazzeni 6. Wallmann 7. Mola
Programma di sala (pagine 24)
  • Prima rappresentazione 9 dicembre 1959
  • Tosca e il divieto di amare (Giorgio Vigolo)
  • L'argomento
  • Gli interpreti
  • Fotografie
L'Argomento

Atto primo. Cesare Angelotti, console della caduta Repubblica Romana, evaso da Castel S. Angelo con il farvore della sorella rnarchesa Attavanti, si rifugia nella chiesa di S. Andrea della Valle. Qui Mario Cavararlossi è intento a dipingere una Maddalena alla quale ha dato Ie sembianze di una bella incognita scorta i giorni precedenti in atto di pregare. Si incontrano i due ma I'arrivo di Tosca. celebre cantante, costringe Angelotti a nascondersi nuovamente. Tosca è venuta a invitare l'amante per quella sera: riconosciuta nel ritratto la Attavanti non sa frenare la propria gelosia e solo ripetendole il suo ardente amore Cavaradossi riesce a placarla. Riprendono poi il colloquio Cavaradossi e Angelotti: il pittore promette tutto il suo aiuto. Un colpo di cannone segnala che la fuga del prigioniero è stata scoperta. Chierici, cantori e fedeli intonano un Te Deurn di ringraziamento per una vittoria degli austriaci sui francesi. Intanto il capo della polizia. barone Scarpia, accorso con Spoletta e altri sbirri, non tarda ad accorgersi di essere sulla pista buona: incaute confidenze del sagrestano e il ritrovamento di un ventaglio della marchesa lo persuadono che Angelotti è passato di qui. Ritorna Tosca, non trova più Cavaradossi, e Scarpia si serve del ventagÌio per eccitarne la gelosia. Tosca parte per la villa di Cavaradossi, decisa a sorprenderlo con la presunta amante. Scarpia la farà pedinare dai suoi agenti. È convinto orarnai di avere in mano i mezzi per realizzare gli scopi che persegue: impadronirsi dei due nemici politici e costringere Tosca, di cui è stato finora corteggiatore deluso, a cedere alla sua passione per lei.

Atto secondo. A Palazzo Farnese. NeIIa sala dove Scarpia cena e si prepara a raccogliere il frutto del suo diabolico piano, giunge l'eco della festa che si sta svolgendo in onore del generale Melas e aila quale partecipa Tosca. Spoletta riferisce I'esito del sopraluogo nella villa di Cavaradossi: di Angelotti nessuna traccia, è stato invece arrestato il pittore. Questi, benché subito sottoposto a interrogatorio, non tradisce l'amico ed esorta Tosca a mantenere il silenzio su quanto ha veduto nella villa. Neppure la tortura gli strappa una confessione. Ma Tosca, che dapprima aveva resisitito alle insidiose domande di Scarpia, non regge alla vista dell'amante straziato e rivela il nascondiglio di Angelotti. Spoletta è spedito in caccia del fuggiasco: ritornerà con l'annuncio che ha preferito alla resa il suicidio. Cavaradossi maledice Tosca e accoglie con esultanza la notizia della sconfitta austriaca a Marengo, con freddezza quella, datagli da Scarpia, che la forca lo attende. Portato via dagli sbirri Cavaradossi, Tosca tenta di impietosire, poi di corrompere il barone, ma egli non Ie chiede che di essere sua. Alla fine, stremata e angosciata dal sinistro rullo dei tamluri che accormpagna al patibolo i condannati, cede. Scarpia le fa credere che l'esecuzione di Cavaradossi sarà simulata: in realtà ordina cinicamente a Spoletta che il pittore sia fucilato davvero. È il suo ultimo crimine: redatto il salvacondotto che dovrebbe consentire ai due amanti l'uscita dallo Stato pontificio, si avvicina a Tosca per abbracciarla ma ne riceve una coltellata che io stende morto.

Atto terzo. Spunta il giorno. Cavaradossi è consegnato al carceriere sugli spalti di Castel S. Angelo: si accinge a scrivere il suo disperato addio alla vita e all'amore quando arriva Tosca che gli narra del tragico colloquio con Scarpia e mostrando il salvacondotto gli raccomanda di secondare bene la finzione della fucilazione. I due amanti si abbandonano alla felicità di sapersi tra poco salvi e liberi. Ma dopo la scarica dei fucili, Tosca constata l'orribile verità. E poiché è stato frattanto scoperto l'assassinio di Scarpia, ella si sottrae all'arresto precipitandosi nel vuoto.

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